Dall’obiettivo al microfono: Leyla e la voglia di esprimere tutte le sue sfumature

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A 24 anni, Leyla è già un concentrato di esperienze, passioni e sfumature difficili da racchiudere in una sola definizione. Nata e cresciuta a Roma da mamma americana e papà indiano, oggi si considera, prima di tutto, una cittadina del mondo e ormai da un paio di anni gira l’Italia per lavoro alternandosi fra le città che le danno la possibilità di esprimere tutta la sua arte. Fotomodella, ballerina, cantante e ragazza immagine, ha costruito il suo percorso mettendosi continuamente in gioco. La fotografia è entrata nella sua vita quando aveva appena 11 anni, per poi tornare con forza qualche anno dopo. Ma davanti all’obiettivo Leyla ha trovato soprattutto consapevolezza, sicurezza e autostima. Accanto alla moda e allo spettacolo coltiva una grande curiosità culturale, dalla psicologia alla medicina, dalla legge alla storia. E poi c’è la musica, il canto, la scrittura, una parte profondissima di sé che utilizza per esprimere emozioni e raccontare ciò che spesso le parole non riescono a dire. Oggi guarda al futuro con diversi progetti, senza rinunciare alla sua filosofia: per lei l’impossibile non esiste, conta soltanto continuare a fare ciò che la rende felice.

Leyla, partiamo dalle tue origini: come descriveresti il tuo percorso?

Sono nata e cresciuta a Roma, mia mamma è americana e mio papà indiano e si sono conosciuti proprio a Roma. Oggi vivo a Piacenza e mi sento una vera cittadina del mondo. Credo che anche le mie origini abbiano contribuito a rendermi una persona molto curiosa e aperta. Nella vita sono fotomodella, ballerina, cantante e ragazza immagine e ho sempre cercato di coltivare interessi diversi. A scuola ho frequentato lo scientifico informatico, ma ho sempre avuto anche il desiderio di studiare individualmente. Mi interessano tantissimo la psicologia, la legge, la medicina, la storia: mi piace ampliare continuamente il mio bagaglio culturale.

Quando è iniziato il tuo rapporto con la fotografia?

Molto presto, avevo circa 11 anni. Già da bambina avevo una certa idea di quello che avrei fatto da grande. Mia mamma mi aveva iscritta a un’agenzia e avevo fatto uno shooting, le mie prime fotografie a Roma. Quella prima esperienza, però, si era conclusa lì. Poi, qualche anno dopo, la fotografia è tornata nella mia vita quasi naturalmente. Lavorando nel mio settore ho conosciuto persone, fotografi e professionisti che mi hanno proposto collaborazioni e ho iniziato a riavvicinarmi seriamente a questo mondo.

Oggi come vivi il rapporto con l’obiettivo?

Oggi sono molto più sicura di me stessa e soprattutto del mio corpo. Non ho mai avuto particolarmente paura di mettermi in gioco, anzi, sono una persona abbastanza spavalda. Nel corso degli anni ho realizzato una decina di shooting e ho avuto la possibilità di sperimentare molto. Mi piace anche portare le mie idee nei progetti: qualche anno fa, per esempio, ho collaborato con fotografi realizzando shooting provocatori e utilizzando accessori inconsueti. Mi piace l’idea di costruire qualcosa insieme, non semplicemente arrivare sul set e farmi fotografare. Quando due persone mettono insieme le proprie idee e creano un progetto che piace ad entrambi, secondo me nasce un valore aggiunto.

C’è un fotografo che ha lasciato un segno particolare nel tuo percorso recente?

Sicuramente Oliver Buzz, con cui ho posato recentemente. Devo ringraziarlo perché è riuscito a estrarre alcuni lati di me, a ispirarmi e anche a guidarmi. Credo che un bravo fotografo non debba soltanto scattare una bella fotografia, ma debba riuscire a vedere qualcosa nella persona che ha davanti e tirarlo fuori. È proprio questo tipo di collaborazione che mi interessa.

Che cosa ti ha dato la fotografia, al di là delle immagini?

Mi ha dato soprattutto consapevolezza del mio corpo e autostima. Quando ti metti davanti a un obiettivo devi essere pronta al giudizio, ai commenti, anche a quelli che magari non ti aspetti. Con il tempo impari a conoscerti e a non dipendere completamente da quello che gli altri pensano di te. Oggi mi sento formata e molto più consapevole. La fotografia mi piace anche per un altro motivo: io adoro immortalare tutto. Ho la memoria del telefono sempre piena perché fotografo continuamente ciò che vivo. Non potrei mai fare la fotografa, ma adoro stare dall’altra parte dell’obiettivo e soprattutto mi piace che un momento venga immortalato con la giusta arte e con la giusta tensione fotografica.

quanto conta per te poter esprimere la tua personalità attraverso uno shooting?

Tantissimo. Io sono una persona ambivalente: posso essere più maliziosa, ma anche molto elegante. Non voglio essere incasellata in una sola immagine. Mi piace poter mostrare sfumature diverse di me e, quando è possibile, anche veicolare le mie origini. Credo che la cosa bella sia proprio poter cambiare, sperimentare e raccontarsi attraverso immagini diverse. Nella vita quotidiana, peraltro, sono molto particolare: sono esibizionista quando lo decido io. Se cammino per strada non amo essere guardata, mentre se scelgo volontariamente di mettermi in gioco davanti a una macchina fotografica o su un palco allora è completamente diverso.

Hai un rapporto molto particolare anche con i social. Come li vivi?

Dipende dal social. Instagram per me è soprattutto uno strumento lavorativo: mi permette di farmi conoscere e di creare opportunità. TikTok invece lo vivo più come uno spazio di svago. Non mi considero un’influencer. Se però attraverso quello che faccio riesco a influenzare qualcuno in modo positivo, sono felice. Mi interessa veicolare un’immagine che mi rappresenti davvero. Allo stesso tempo, ci sono aspetti dei social che mi infastidiscono, come alcuni ban o il fatto che soprattutto Instagram possa diventare un ambiente molto tossico e non raccontare necessariamente la verità di una persona. Paradossalmente sono stata bannata da TikTok, mentre su Instagram ho trovato molta più libertà creativa.

Oltre alla fotografia, c’è un’altra forma d’arte che per te è fondamentale: la musica.

Sì, direi che la musica è una parte fondamentale di me. La cosa che amo di più è cantare. Sono un soprano e sento di avere un talento naturale per il canto. Quando canto mi sento quasi un tutt’uno con qualcosa di etereo, come se riuscissi a parlare con l’universo. Ho avuto una vita complessa e in alcuni momenti cantare è stato un modo per aggrapparmi a qualcosa, per sfogarmi. A volte era la canzone a parlare al posto mio. Mi piace esprimermi con la voce e con la musica e canto specialmente a cappella.

Scrivi anche poesie?

Sì, ne ho scritte un numero infinito. Scrivo testi e poesie praticamente su ogni cosa. Per me scrivere è sfogo, racconto ed espressione. L’arte fa parte di me e credo che fotografia, musica e scrittura siano modi diversi per raccontare la stessa persona. A volte attraverso un’immagine, altre attraverso una voce o una frase riesco a esprimere qualcosa che altrimenti farei fatica a spiegare.

Hai avuto anche esperienze nel mondo dello spettacolo?

Sì, ho già compiuto qualche passo in questo mondo. Quando ero piccola ho partecipato a un programma televisivo per bambini che mi piaceva tantissimo, ero davvero malata di quell’ambiente. Non ho mai avuto problemi a esibirmi, anzi, mi piace molto. Recentemente sono anche tornata davanti alle telecamere per un servizio televisivo per PaviaPlayTv. Il mondo dello spettacolo può essere bellissimo, ma secondo me dipende molto da come lo vivi e da quanto riesci a rimanere fedele a te stessa.

Sei anche ballerina e ragazza immagine: quanto hanno inciso queste esperienze sulla tua crescita?

Tantissimo. Ho fatto centinaia di serate come ragazza immagine e sono esperienze che mi hanno permesso di conoscere persone, ambienti e situazioni molto diverse. Anche la danza mi ha insegnato molto sul corpo, sulla presenza e sulla disciplina. Ogni esperienza, nel suo piccolo, mi ha aiutato a costruire la persona che sono oggi.

Ti descrivi come una persona dolce, ma anche dura. come convivono queste due parti?

Io rifletto molto quello che una persona mi dà. Posso essere estremamente dolce, ma se dall’altra parte ricevo qualcosa di diverso so diventare molto più fredda e dura. Sono anche una persona molto sveglia e credo che a volte l’intelligenza possa fare male. In alcuni momenti avrei voluto pensare meno ed essere meno profonda, perché sono sempre stata abituata a non farmi andare bene tutte le risposte e tutte le persone. Ho bisogno di capire, di andare oltre la superficie.

Questa profondità si accompagna anche a una grande determinazione.

Sì, sicuramente. Quando voglio qualcosa non mollo facilmente. Finché non ottengo una cosa, ci lavoro. Credo sia una delle caratteristiche che più mi rappresentano. Continuo a buttarmi in ciò che mi rende felice e per me l’impossibile non esiste. Se una cosa mi interessa davvero, provo a raggiungerla.

Anche nella vita quotidiana sembri avere un carattere molto deciso.

Assolutamente. Per esempio, recentemente mi è capitato di essere trattata male in un bar e ho restituito la mia opinione su quello che era successo addirittura in tre lingue diverse. Non sono una persona che cerca necessariamente lo scontro, ma se ritengo di aver subito un’ingiustizia so farmi sentire. Anche nel modo di vestire credo che esista un dress code giusto per ogni contesto: mi piace esprimermi, ma so anche quando è il momento di essere elegante e quando invece posso osare.

Quali sono i progetti che stai costruendo in questo momento?

Ho diversi progetti sia nell’ambito fotografico sia in quello discografico. Voglio continuare a lavorare sulla fotografia, sperimentare e collaborare con persone che possano aggiungere qualcosa al mio percorso. Allo stesso tempo mi piacerebbe sviluppare seriamente il lato musicale e discografico, perché il canto per me non è semplicemente una passione, ma una parte profonda della mia identità.

Dove ti immagini tra dieci anni?

Spero semplicemente di essere una persona felice. Alla fine tutto quello che faccio nasce da questo desiderio. Non mi interessa inseguire un’immagine di successo se poi non sto bene con me stessa. Voglio continuare a fare fotografia, musica, danza, spettacolo e tutto ciò che mi fa sentire viva. La mia ambizione più grande è non smettere mai di buttarmi nelle cose che amo.

Manuele Pereira

 

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https://www.instagram.com/leylanoorani_

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