Roberta Catarzi, una voce tra emozioni, spettacolo e comunicazione

Data:

 

Pedagogista, conduttrice, attrice e volto sempre più apprezzato del panorama degli eventi, Roberta Catarzi ha costruito il proprio percorso seguendo una strada originale, dove comunicazione, spettacolo ed educazione convivono in perfetto equilibrio. In questa intervista ci racconta la sua estate, il lavoro sul palco, la fotografia, i social e i progetti che guarda con entusiasmo per il futuro.

La tua estate è ricca di eventi e conduzioni. Che stagione sta vivendo Roberta Catarzi?

Sto vivendo un’estate intensa e ricca di soddisfazioni. Ogni evento rappresenta un’occasione per incontrare persone nuove, raccontare storie e condividere emozioni. Salire su un palco significa entrare in sintonia con una piazza, comprenderne il ritmo e restituire energia. Parallelamente continuo il mio lavoro come pedagogista: è un equilibrio che mi rende felice, perché riesco a coltivare entrambe le mie grandi passioni. Credo che il contatto quotidiano con bambini, ragazzi e famiglie renda ancora più autentico anche il mio modo di comunicare durante una conduzione.

Quando sali sul palco per presentare un evento, qual è il tuo obiettivo?

Far sentire il pubblico protagonista. Una conduzione non consiste semplicemente nel presentare degli ospiti o seguire una scaletta: significa creare un dialogo, anche quando si parla davanti a migliaia di persone. Mi piace che chi è seduto in platea abbia la sensazione di vivere davvero quell’evento insieme a noi. Se riesco a emozionare, a far sorridere e a lasciare un ricordo positivo, considero la serata davvero riuscita.

Hai condotto eventi molto diversi tra loro, dagli spettacoli alle manifestazioni istituzionali. Quanto è importante sapersi adattare ogni volta a un pubblico differente?

È fondamentale. Ogni pubblico ha una sensibilità diversa e ogni evento richiede un linguaggio specifico. La vera professionalità sta proprio nella capacità di adattarsi senza perdere la propria identità. La mia esperienza come pedagogista mi ha insegnato ad ascoltare prima ancora di parlare: è una competenza che porto con me anche sul palco e che mi aiuta a creare un rapporto autentico con le persone.

Sei anche attrice. Cosa ti ha insegnato la recitazione che oggi porti con te nelle conduzioni e davanti all’obiettivo?

La recitazione mi ha insegnato ad ascoltare, a gestire le emozioni e a vivere pienamente ogni momento. Mi ha dato consapevolezza del linguaggio del corpo, della voce e dell’importanza dei silenzi. Sono strumenti preziosi che oggi utilizzo durante una conduzione, ma anche davanti all’obiettivo fotografico. Ogni esperienza artistica contribuisce a rendermi una comunicatrice più completa.

La recitazione, la conduzione e la fotografia sembrano mondi diversi, ma in realtà hanno molto in comune. Qual è il filo che lega tutte queste esperienze?

Il filo conduttore è la comunicazione. Nel mio lavoro di pedagogista comunico ogni giorno con bambini, ragazzi e famiglie, cercando di comprendere emozioni, bisogni e potenzialità. Sul palco, davanti a una telecamera o davanti a un obiettivo fotografico succede qualcosa di molto simile: cambia il contesto, ma resta la volontà di entrare in relazione con le persone. Credo che queste due anime della mia vita si arricchiscano continuamente a vicenda.

Negli ultimi tempi hai realizzato nuovi shooting fotografici con Alberto Buzzanca. Come nasce un servizio fotografico?

Ogni shooting nasce da un confronto creativo. Con Alberto Buzzanca si è costruita una sintonia professionale che ci permette di sviluppare insieme ogni progetto, partendo da un’idea fino ad arrivare all’immagine finale. Alberto ha una grande sensibilità nel raccontare una persona attraverso la fotografia, valorizzandone l’autenticità senza mai snaturarla. Accanto a lui c’è poi una figura fondamentale, Vanessa, che cura con grande professionalità il make-up, l’acconciatura e l’immagine complessiva. Dietro una fotografia c’è sempre il lavoro di una squadra, ed è proprio questo che rende speciale il risultato finale.

Davanti all’obiettivo sembri sempre molto naturale. Quanto lavoro c’è dietro uno scatto che poi appare spontaneo?

Molto più di quanto si immagini. La naturalezza non nasce per caso: è il risultato della fiducia con il fotografo, della preparazione e dell’attenzione ai dettagli. Quando il team lavora bene tutto sembra semplice, ed è proprio questo il risultato più bello.

La fotografia è cambiata tantissimo con l’arrivo dei social. Secondo te oggi si dà ancora valore a uno scatto di qualità?

I social hanno cambiato profondamente il modo di comunicare. A volte si rincorre la perfezione estetica dimenticando il contenuto. Io continuo a credere che una fotografia debba raccontare qualcosa. Uno scatto di qualità non è necessariamente quello più perfetto, ma quello che riesce a trasmettere un’emozione e a far emergere la personalità di chi viene fotografato.

Instagram racconta una parte del tuo lavoro, ma anche della tua personalità. Che rapporto hai con i social?

Per me è fondamentale mantenere un rapporto autentico con chi mi segue. Mi piace mostrare il dietro le quinte, il lavoro, lo studio e le emozioni, senza costruire un personaggio diverso da quella che sono realmente. Credo che il rapporto con i follower debba basarsi sulla fiducia, sulla spontaneità e sul rispetto reciproco.

Ti capita spesso di ricevere messaggi da ragazze che vorrebbero intraprendere il tuo percorso. Qual è il consiglio più sincero che ti senti di dare?

Studiare, prepararsi e avere pazienza. Oggi si tende a cercare risultati immediati, ma questo è un lavoro che richiede costanza, disciplina e tanta formazione. Aggiungerei anche un altro consiglio: non smettete mai di crescere come persone. La cultura e le esperienze di vita rendono un’artista molto più completa.

Guardandoti oggi, cosa diresti alla Roberta che ha iniziato i primi casting?

Le direi di avere fiducia nel proprio percorso. Forse avrei potuto trasferirmi a Roma e dedicare ogni energia esclusivamente al mondo dello spettacolo. Invece ho scelto anche di studiare e costruire una professione che oggi rappresenta una parte fondamentale della mia vita. Non considero questa una rinuncia, ma una strada diversa. Essere pedagogista mi ha insegnato ad ascoltare, a comprendere le persone e a comunicare meglio. Tutto questo oggi lo porto anche sul palco. Il sogno della conduzione televisiva è ancora vivo e continuo a lavorare con determinazione perché possa trasformarsi in una nuova opportunità.

Guardando ai prossimi mesi, su cosa stai lavorando? C’è un sogno che desideri ancora realizzare?

Sto lavorando con entusiasmo a nuovi progetti nel mondo della conduzione, della comunicazione e della fotografia, continuando a collaborare con professionisti che condividono la mia stessa visione. Allo stesso tempo prosegue il mio impegno come pedagogista e coordinatrice del Centro DSA Prato, un ruolo che considero parte integrante della mia identità. Il mio sogno è continuare a crescere nel mondo della conduzione televisiva, senza mai rinunciare a ciò che sono. Credo che la mia forza sia proprio questa: non aver mai dovuto scegliere tra arte ed educazione. Oggi porto sul palco tutto ciò che vivo ogni giorno, fatto di ascolto, emozioni, relazioni e passione. È questa la mia identità, ed è ciò che desidero continuare a raccontare, dentro e fuori dal palco.

Manuele Pereira

 

CONTATTI SOCIAL
https://www.instagram.com/presentatricetoscana

Seguici

11,409FansMi Piace

Condividi post:

spot_imgspot_img

I più letti

Potrebbero piacerti
Correlati