REPORTAGE / CULTURA Sipario su Montmartre: il Théâtre de l’Atelier si rifà il look senza fermare la magia

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Tra i ponteggi per il restauro della storica facciata, il Théâtre de l’Atelier continua a far battere il cuore artistico di Montmartre. Storia, memoria e presente di un monumento della drammaturgia europea.

PARIGI – All’ombra degli ippocastani di Place Charles Dullin, l’eco dei martelli e il fruscìo dei teli da cantiere non riescono a soffocare il fascino di uno degli angoli più intimi e poetici di Parigi. Siamo nel cuore pulsante del XVIII arrondissement, a pochi passi dalle scalinate del Sacré-Cœur, dove una gemma dell’architettura teatrale ottocentesca sta affrontando una delicata operazione di restauro.

Il Théâtre de l’Atelier, iscritto al registro dei Monumenti Storici dal 1965, è infatti protagonista di un cantiere di conservazione e restauro della sua celebre facciata e del caratteristico portico sorretto da colonnine in ghisa. Un intervento resosi necessario per preservare la struttura dai segni del tempo e dallo smog della capitale, garantire gli standard di sicurezza necessari e restituire pieno splendore alle linee immaginate due secoli fa dall’architetto Louis-Pierre Haudebourt.

Più di due secoli sul palcoscenico

La storia di questo tempio della recitazione inizia nel 1822, quando venne inaugurato come Théâtre Montmartre. Nel corso dell’Ottocento visse alterne fortune, mutando registro fino a essere trasformato perfino in un cinema nel periodo della Prima Guerra Mondiale.

La svolta epocale avvenne nel 1922: l’attore e regista d’avanguardia Charles Dullin prese in gestione la struttura, battezzandola Théâtre de l’Atelier in omaggio alla sua compagnia. Dullin trasformò la sala da 560 posti in un laboratorio d’élite e d’ispirazione etica: un luogo di rottura contro la drammaturgia commerciale dell’epoca, aperto alle nuove correnti internazionali e destinato a lanciare mostri sacri come Jean-Louis Barrault, Marcel Marceau, Michel Bouquet e Brigitte Bardot. È su queste tavole che hanno preso vita le prime messe in scena dei capolavori di Luigi Pirandello, Jean Anouilh, Jean Cocteau e Jean-Paul Sartre.

Un legame così viscerale con il quartiere che, nel 1957, la vecchia Place Dancourt fu ufficialmente intitolata proprio a Charles Dullin.

Un cantiere che non ferma la prosa

Se all’esterno l’edificio si presenta protetto dai ponteggi, all’interno il sipario continua a levarsi regolarmente. La direzione del teatro mantiene attiva una programmazione d’eccellenza che spazia dalla drammaturgia contemporanea ai grandi classici reinterpretati dai volti più celebri del cinema e del teatro francese.

I lavori di restauro in corso a Place Charles Dullin rappresentano un tassello fondamentale per la tutela del patrimonio teatrale parigino: una manutenzione che garantisce che questo storico “spazio d’artificio” possa continuare a raccontare storie, accogliere spettatori e custodire l’anima libera di Montmartre anche nei decenni a venire.

Filly di Somma 

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