Agorà e Tony Esposito alla serata finale del “Trasimeno Prog”

Data:

Trasimeno Prog Festival, Castiglione del Lago. Domenica 23 agosto 2026

La settima edizione del “Trasimeno Prog Festival”, manifestazione diventata ormai un punto di riferimento per tutti gli amanti del progressive rock in Umbria e dintorni, si è chiusa col botto proponendo una serata “doppia”, con il concerto degli Agorà in apertura e con Tony Esposito a concludere.

Formatisi nelle Marche a metà degli anni Settanta, gli Agorà si sono fatti notare all’epoca per l’esordio discografico con un album dal vivo (Live in Montreux, 1975), fatto più unico che raro nel panorama musicale italiano. Autore di un jazz rock prevalentemente strumentale nel solco di formazioni più note come Perigeo e Arti & Mestieri, il gruppo ha dato il suo contributo al periodo storico del prog con due album (al già citato Live In Montreux ha fatto seguito Agorà 2, 1976), poi, a fine decennio, dopo alcuni cambi di formazione e la mancata pubblicazione del terzo disco, lo scioglimento. L’attività è ripresa all’inizio degli anni Duemila, e ha portato ad altri due album, Ichinen (2013) e Bombook (2016), mentre è in corso di pubblicazione il loro nuovo lavoro, Resistenza creativa. Attualmente in formazione a cinque (oltre al chitarrista e leader Renato Gasparini, unico membro fondatore rimasto, ci sono il violoncellista Gianni Pieri, il bassista Lucio Cesari, il polistrumentista Marco Agostinelli, fiati e tastiere, e il batterista Massimo Manzi, figura storica del jazz italiano), gli Agorà hanno proposto una scaletta di un’ora circa che ha visto l’alternanza tra composizioni più recenti, come Bombook e Sensei, e pagine storiche del periodo d’oro dei primi due album (Serra San Quirico, Punto rosso e Cavalcata solare), oltre a brani tratti dal nuovo disco, tra cui Moon Circle e And Now. Ad accomunare passato e presente ci ha pensato lo stile musicale elegante, fluido e tecnicamente ineccepibile del gruppo, rimasto immutato nel tempo.

Al grande percussionista napoletano Tony Esposito, figura maggiore della musica leggera italiana, è toccato il compito di chiudere la serata e con essa l’edizione 2026 del “Trasimeno Prog”. In formazione a quintetto (accompagnato, tra gli altri, da Gigi De Rienzo al basso), l’artista ha ripercorso le tappe fondamentali della sua cinquantennale carriera col progetto “Le origini”. Partendo con Rosso napoletano, title track del suo fortunato album d’esordio del 1974, la scaletta del concerto ha seguito l’evoluzione del percorso artistico del protagonista, i cui orizzonti musicali, dopo la breve parentesi prog e jazz-rock iniziale, si sono rapidamente – e direi quasi inevitabilmente, specie per un percussionista – ampliati fino a raggiungere la world music e la grande Madre Africa, culla non solo dell’umanità ma anche della musica. Con un pizzico di attenzione in più al mercato e l’aggiunta di parti cantate sono nati i primi successi commerciali, come Pagaia (storica sigla della trasmissione televisiva “Domenica in”) e Simba de Ammon, oltre, naturalmente, all’immancabile (e inevitabile) Kalimba de luna, il pezzo più noto dell’intero repertorio, proposto in chiusura di concerto prima di due richiestissimi “bis”. In mezzo, un lungo e sentito omaggio a Pino Daniele – figura chiave sia nella vita che nella musica di Tony Esposito – con l’esecuzione, in sequenza, di A me me piace ‘o blues, I Say i’ sto cca, Quanno chiove, Yes I Know My Way e, per finire, Napule è.

Francesco Vignaroli

Si ringrazia Trasimeno Prog per l’ospitalità

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