L’Aquila ha dato ufficialmente il via alla 732esima Perdonanza Celestiniana, la storica manifestazione promossa dal Comune nell’anno in cui il capoluogo abruzzese ricopre il prestigioso ruolo di Capitale italiana della Cultura. La cerimonia si è aperta con la suggestiva accensione del Tripode della Pace a Piazza Palazzo, davanti a Palazzo Margherita, da parte del sindaco Pierluigi Biondi, che ha ricevuto il Fuoco del Morrone dai tedofori giunti dall’eremo di Sant’Onofrio.
Alla cerimonia istituzionale hanno presenziato le massime autorità civili e religiose, tra cui il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, l’arcivescovo metropolita monsignor Antonio D’Angelo, il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, il presidente della Provincia Angelo Caruso e Floro Panti, presidente del Comitato Festa della Perdonanza Celestiniana (patrimonio immateriale UNESCO).
Il discorso del Sindaco Biondi: il valore del dialogo e il ricordo del terremoto
Nel suo intervento, il sindaco Pierluigi Biondi ha sottolineato la duplice veste della pace, tra spiritualità e impegno civile:
“La speranza per la Chiesa è una virtù teologica fondata sulla promessa e sulla grazia di Dio. La speranza laica è un’attesa immanente radicata nella ragione, definita nel tempo storico e mirata al progresso sociale, alla giustizia e alla libertà. Come uomo di fede credo che la pace abbia il respiro dell’eterno, ma come amministratore ho l’obbligo di impegnarmi affinché la pace abbia il respiro della mediazione”.
Nel richiamare i valori del dialogo tra i popoli, il primo cittadino ha evocato figure di riferimento come Papa Celestino V, San Francesco d’Assisi, Paolo VI, Papa Leone XIV, Ignazio Silone e Giorgio La Pira. Un ricordo commosso è stato rivolto anche alle vittime dei terremoti dell’Aquila e di Amatrice.
Lo spettacolo “La forza del Perdono” in diretta su Rai Uno
La serata è proseguita sul palco del Teatro del Perdono, allestito sul sagrato della Basilica di Santa Maria di Collemaggio, per il grande evento inaugurale “La forza del Perdono”, condotto da Lorena Bianchetti e Gabriele Corsi con la direzione artistica del M° Leonardo De Amicis.
L’evento, trasmesso in diretta su Rai Uno e seguito dal vivo da circa 7.000 spettatori, ha visto la partecipazione di un’imponente orchestra sinfonica formata dai professori dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese e dagli allievi del Conservatorio “Alfredo Casella” dell’Aquila.
La serata di apertura è proseguita al Teatro del Perdono davanti la Basilica di Santa Maria di Collemaggio con musicisti, artisti e attori protagonisti dell’evento dal titolo “La forza del Perdono”, con la direzione artistica di Leonardo De Amicis.
Un grande racconto di musica, parole e testimonianze dedicato al valore universale del perdono, trasmesso in diretta su Rai Uno, condotto da Lorena Bianchetti e Gabriele Corsi e con la partecipazione di Gianni Morandi, Massimo Ranieri, Sal Da Vinci, Marco Masini, Simone Cristicchi, Laura Chiatti, Raoul Bova, Giorgio Pasotti, Edoardo Prati, Luca Violini e di numerosi altri prestigiosi ospiti del mondo della cultura e dello spettacolo, con la partecipazione di una grande orchestra sinfonica costituita dai professori dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese e dagli allievi del Conservatorio “Alfredo Casella” dell’Aquila.
Le immagini della città ripresa dal drone unite a quelle della folta platea e della suggestiva facciata della Basilica su cui si riflettono luci e colori hanno introdotto la serata-evento, aperta da Gianni Morandi con l’intramontabile successo “Un mondo d’amore” che ha preceduto la seconda accensione del Tripode, ripetuta a beneficio del pubblico televisivo e accompagnata dalla narrazione affidata a Raoul Bova.
Ricca di riferimenti alla città, alla sua storia e al senso profondo del messaggio di Celestino, con intermezzi dedicati anche all’apertura della Porta Santa in programma come di consueto il 28 agosto, al termine del Corteo della Bolla, la serata è proseguita con l’irruzione sul palco di Massimo Ranieri.
Tra musica e parole, lo spettacolo è andato avanti con Gianni Morandi e la sua “In ginocchio da te”, quindi di nuovo Massimo Ranieri con la “Lettera di là dal mare” e “Vent’anni”, prima di lasciare spazio alla lettura della poesia di Wislawa Szymborska “Sotto una piccola stella” affidata a Laura Chiatti, l’esibizione di Simone Cristicchi e quella di Sal Da Vinci con “Per sempre sì”, vincitrice di Sanremo. Spazio quindi all’influencer Edoardo Prati, giovanissimo divulgatore sui social di letteratura, poesia e bellezza. Di nuovo musica con il rapper Sayf, e ancora con un duetto Laura Chiatti-Gianni Morandi prima di Marco Masini.
Spazio poi all’Aquila: il sindaco Biondi sul palco insieme all’Aquilotto, mascotte della Capitale italiana della cultura “in carne ed ossa” (un figurante in costume) che scherza coi conduttori a cui regala la versione in pelouche.
Poi di nuovo con Massimo Ranieri e una nuova incursione di Raoul Bova. Sul palco, poi, don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano noto per le sue battaglie per l’ambiente e contro i clan. Prima del ritorno della musica con Serena Autieri e Sal Da Vinci, quindi spazio a Giorgio Pasotti e Vittoriana De Amicis in un duetto per un “Omaggio a L’Aquila”: la voce recitante dell’attore, sulle note della colonna sonora di “C’era una volta il West” di Ennio Morricone, e interventi cantati della soprano regalano un momento particolarmente suggestivo, che testimonia il legame indissolubile tra l’attore e la città, custodito negli anni attraverso un dialogo continuo e autentico.
L’incursione di Amara con il suo brano “Che sia benedetta” e poi di nuovo Morandi che canta “Uno su mille” chiudono lo spettacolo al quale hanno assistito circa 7mila persone.













