Alina, dalla moda alla fotografia: un percorso nato quasi per caso

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A 21 anni, Alina sta costruendo il proprio percorso nel mondo della moda, della fotografia e degli eventi, dopo aver scoperto quasi per caso una passione che non aveva mai immaginato di coltivare. Nata in Moldavia e trasferitasi in Liguria a soli tre anni, ha studiato in Italia fino al diploma in ospitalità alberghiera. Da una prima esperienza sulle passerelle è arrivata al modeling fotografico, agli eventi e anche alla televisione, senza mai rinunciare alla propria idea di stile. Un percorso ancora agli inizi, fatto di incontri, nuove esperienze e tante persone conosciute lungo la strada. Con una convinzione precisa: essere apprezzata non soltanto per la propria immagine, ma soprattutto per ciò che riesce a esprimere attraverso la moda e la fotografia.

Alina, partiamo proprio dalla moda: come è iniziato questo percorso?

«Fino a un anno e mezzo fa non avrei mai pensato di intraprendere questa strada. Tutto è iniziato mentre lavoravo in un ristorante. Una cliente, che aveva un negozio di abbigliamento in Liguria, mi ha chiesto di passare da lei. Dopo diversi mesi sono finalmente riuscita ad andare a trovarla e, in quell’occasione, mi ha convinta a partecipare a una sfilata organizzata per il suo negozio. Con lei ho partecipato a tre sfilate e sono state proprio quelle esperienze a farmi conoscere persone fantastiche e a spingermi verso questo nuovo mondo».

Quindi la passerella è stata il tuo primo approccio con il modeling?

«Sì, il mio intento iniziale era proprio quello di sfilare sulle passerelle. Poi ho capito che, purtroppo, non ho l’altezza richiesta per intraprendere quel tipo di percorso in maniera professionale. Questo però non mi ha fermata: ho deciso di orientarmi maggiormente verso il modeling fotografico, che oggi è una delle strade che mi interessa di più, insieme agli eventi e al lavoro come hostess».

E nella fotografia cosa ti affascina maggiormente?

«Mi piace l’idea di poter comunicare qualcosa attraverso un’immagine e, soprattutto, attraverso gli abiti. Ho ricevuto diverse proposte per realizzare fotografie in intimo o di nudo, ma non ho mai accettato. Non volevo farmi conoscere per le forme del mio corpo, ma per quello che riesco a esprimere attraverso un vestito, un look, un’ambientazione o un modo particolare di interpretare una fotografia. Per me la moda è anche questo: riuscire a raccontare una parte di sé senza dover necessariamente mostrare tutto».

Il tuo rapporto con la moda sembra essere molto legato anche al tuo modo di vestire nella vita quotidiana.

«Assolutamente sì. Anche quando esco o vado semplicemente in giro mi piace vestirmi in maniera elegante, a volte anche un po’ sfarzosa, oppure ispirarmi ad altri periodi. Mi è capitato di ricevere commenti in cui mi dicevano che sembravo arrivare dagli anni ’50 o dagli anni ’80, soprattutto per alcuni abiti e per il trucco. Mi diverte molto sperimentare con gli stili. Altre volte, invece, scelgo qualcosa di più sportivo per comodità, ma non necessariamente tute o leggings: preferisco jeans o pinocchietti, che permettono comunque di creare abbinamenti particolari e diversi dal solito».

Nel settembre 2025 è arrivato anche il concorso Miss Diamond. Che significato ha avuto per te quell’esperienza?

«Ho partecipato al concorso Miss Diamond 2025/26 e ho vinto la sottocategoria di Miss Glamour Diamond 2025/26. Grazie a questo titolo ho avuto la possibilità di collaborare con l’associazione durante diversi eventi, dove mi occupavo di presenziare come Miss e anche di intervistare le persone. È stata un’esperienza importante perché mi ha permesso di mettermi alla prova anche davanti al pubblico e di capire quanto questo mondo possa offrire opportunità diverse».

Hai avuto esperienze anche in televisione.

«Sì, durante questo inverno, attraverso un’agenzia di moda, ho lavorato come comparsa per un gioco televisivo a Mediaset. È stata un’esperienza completamente diversa rispetto alle sfilate e alla fotografia, ma proprio per questo molto interessante. Ogni lavoro e ogni evento mi hanno permesso di conoscere persone nuove e di confrontarmi con realtà differenti».

In questo percorso quanto sono state importanti le persone che hai incontrato?

«Moltissimo. In qualsiasi lavoro o evento ho sempre conosciuto nuovi volti e, con molti di loro, è nato un rapporto di sostegno reciproco. Siamo tutti all’inizio di un percorso e sapere di poter contare sulle altre persone è importante. Non vedo questo ambiente soltanto come una competizione: ci sono tante persone con cui si può condividere esperienza, consigli e opportunità».

E i social? Per chi lavora nella moda e nell’immagine sembrano quasi indispensabili.

«È sicuramente uno strumento importante, ma non è il mio rapporto con i social a definirmi. Non sono molto attiva perché non mi piace condividere la mia vita privata con chiunque. Fuori dal lavoro ho una vita abbastanza tranquilla e tengo molto alla mia privacy. Non mi considero un’influencer e, sinceramente, non voglio diventarlo».

Quindi non senti il bisogno di raccontare ogni momento della tua vita online?

«No, anzi. Mi piace vivere le esperienze senza dover necessariamente riprendere tutto o trasformare ogni momento in un contenuto. Non voglio creare avventure finte soltanto perché devono essere pubblicate. Preferisco vivere realmente le cose e poi, quando si tratta di lavoro, utilizzare i social per mostrare quello che faccio».

Guardando al futuro, su cosa vuoi concentrarti maggiormente?

«Vorrei continuare a lavorare nel modeling fotografico, fare esperienza negli eventi e proseguire anche nel settore delle comparse. Mi piacerebbe crescere, conoscere sempre più persone e capire quali opportunità arriveranno. Il mio percorso è iniziato quasi per caso, quindi non so ancora dove mi porterà, ma sicuramente voglio continuare a esplorare questo mondo».

C’è un aspetto che vuoi assolutamente mantenere, anche crescendo professionalmente?

«La mia identità. Vorrei continuare a farmi conoscere per quello che riesco a esprimere, per il modo in cui interpreto la moda e per la persona che sono, non soltanto per l’aspetto fisico. Per me questo percorso deve essere un modo per valorizzare la mia immagine, ma anche la mia personalità e la mia creatività. E soprattutto voglio continuare a viverlo con entusiasmo, senza perdere la mia privacy e la mia spontaneità».

Manuele Pereira

 

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