Roccacinema, Castiglione del Lago. Giovedì 27 agosto 2026
Secondo appuntamento all’interno della rassegna estiva “Roccacinema” 2026 con il cinema muto rimusicato dal vivo. Dopo Nosferatu (https://www.corrieredellospettacolo.net/2026/08/02/nosferatu-il-cinema-rimusicato-torna-alla-rocca/) dello scorso 31 luglio, la splendida arena allestita all’interno della Rocca Medievale di Castiglione del Lago ha ospitato un altro capolavoro del cinema muto: La corazzata Potëmkin (1925) di Sergei Eisenstein.
Il film, nato allo scopo di celebrare la Rivoluzione d’ottobre russa del 1917, rievoca in chiave romanzata un episodio storico realmente accaduto: i moti insurrezionali popolari avvenuti nel 1905 a Odessa (allora in Russia, oggi in Ucraina), duramente repressi dall’esercito dello zar. Partito dall’ammutinamento dei marinai sulla nave da battaglia Potëmkin, il focolaio della Rivoluzione si estende anche alla popolazione di Odessa, che solidarizza con gli insorti. Ma i cosacchi reagiscono scatenando un vero e proprio bagno di sangue, non risparmiando nemmeno donne e bambini, falciati senza pietà sulla scalinata della città. Dopo il massacro a terra, la Potëmkin si prepara ad affrontare da sola, in mare aperto, la flotta dello zar in avvicinamento, ma una bandiera rossa riunirà tutti sotto un comune ideale…
Noto ai più per la celeberrima citazione fantozziana, nei decenni scorsi il film si è ingiustificatamente guadagnato la fama di “mattone”, venendo visto come un’opera inaccessibile ai più e appannaggio esclusivo di una ristretta cerchia di intellettuali snob, meglio se di sinistra. In realtà, La corazzata Potëmkin è tutto fuorché un film pesante e difficile. Già considerandone la breve durata (poco più di un’ora: un mediometraggio), potremmo confutare il pregiudizio legato alla sua presunta pesantezza; ma è guardandolo che ci si rende conto di quanto sia avvincente e comprensibile, grazie al linguaggio visivo immediato e al montaggio serrato e innovativo impiegati dal geniale e allora giovanissimo regista Eisenstein. Nella brevità dei suoi cinque densi capitoli, il film riesce a emozionare e coinvolgere ancora, a distanza di cento anni dalla sua uscita, imponendosi di diritto come uno dei capolavori immortali della cinematografia mondiale.
L’accompagnamento musicale del film è stato eseguito dai giovani musicisti romani Hiverne, autori di una colonna sonora elettroacustica molto suggestiva e in sintonia con le immagini; l’opera è stata brevemente introdotta dalla prof. Lucia Annunziata, che ha fornito un utilissimo e puntuale inquadramento storico e sociale della Corazzata. La versione proiettata è stata quella di circa 75 minuti, con restauro digitale delle immagini, didascalie in russo e sottotitoli in inglese.
Francesco Vignaroli
