Venezia 83, l’Italia guida la corsa al Leone d’Oro

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Dal 2 al 12 settembre ventuno film in concorso, cinque dei quali a forte partecipazione italiana. Attesi Nanni Moretti, Danny Boyle, Werner Herzog e Hirokazu Koreeda. Sul red carpet George Clooney, Ellen Burstyn, Penélope Cruz, Javier Bardem, Susan Sarandon e Robert Pattinson.

VENEZIA, 1 settembre 2026 – Sarà un’edizione nel segno dell’Italia, dei grandi maestri e delle inquietudini del nostro tempo. L’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, in programma al Lido dal 2 al 12 settembre, presenta ventuno titoli in concorso, cinque dei quali a forte partecipazione produttiva italiana.

Una selezione che attraversa generi e cinematografie molto diverse, affrontando la guerra e le sue ferite, il ritorno degli autoritarismi, la crisi del lavoro, il disagio adolescenziale, la memoria, i rapporti familiari e il bisogno di fare i conti con il passato.

A illuminare il red carpet saranno anche le grandi star internazionali. George Clooney ed Ellen Burstyn riceveranno il Leone d’Oro alla carriera, mentre tra gli interpreti più attesi figurano Penélope Cruz, Javier Bardem, Susan Sarandon, Alicia Vikander, John Malkovich, Robert Pattinson, Rooney e Kate Mara, Guy Pearce e Claire Foy.

I cinque film italiani in concorso

Tra i titoli più attesi c’è Succederà questa notte, che segna il ritorno di Nanni Moretti alla Mostra dopo trentasette anni. Interpretato da Louis Garrel, Jasmine Trinca, Hippolyte Girardot, Angela Finocchiaro e dallo stesso Moretti, il film nasce liberamente dai racconti dello scrittore israeliano Eshkol Nevo.

È una storia corale di amori, incontri, abbandoni e occasioni mancate, costruita intorno a personaggi che si cercano e si sfiorano, spesso nel momento sbagliato. Un film sui sentimenti, sul bisogno di nominarli e sulla possibilità che la vita conceda sempre un’altra occasione.

Marco Bechis torna invece alle ferite della dittatura militare argentina con Ritorno a Buenos Aires. Adriano Giannini interpreta un uomo che, dopo trentatré anni trascorsi in Italia, rientra in Argentina per testimoniare contro gli ex militari che lo sequestrarono e torturarono. Un’opera sulla memoria, sulla colpa del sopravvissuto e sull’impossibilità di separare definitivamente il presente dal passato.

Andrea Pallaoro porta sullo schermo The Echo Chamber, nato da una sceneggiatura firmata da Bernardo Bertolucci con Ilaria Bernardini e Ludovica Rampoldi. Con Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon, il film esplora il confine sottile tra amore e dipendenza, cura e controllo, presenza e assenza.

Con L’estranea, Paolo Strippoli affida a Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano, Adriano Giannini e Valeria Bruni Tedeschi una storia familiare sospesa tra dramma e mistero. Una madre si presenta improvvisamente a casa della figlia per rivelarle un segreto legato a un patto stretto molti anni prima con una donna sconosciuta.

Completa la cinquina italiana Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis, tratto dal romanzo di Antonio Franchini. Vanessa Scalera e Lino Musella sono i protagonisti di una cena della Vigilia che si trasforma in una resa dei conti familiare, comica e feroce, facendo riemergere anni di incomprensioni e ferite mai rimarginate.

Da Danny Boyle a Werner Herzog

Ad aprire la Mostra sarà Ink di Danny Boyle, con Jack O’Connell, Guy Pearce e Claire Foy. Ambientato nel 1969, il film rievoca la nascita del Sun di Rupert Murdoch e Larry Lamb, raccontando l’incontro sempre più ambiguo tra informazione, spettacolo e potere.

Martin McDonagh torna con Wild Horse Nine, interpretato da John Malkovich, Sam Rockwell, Steve Buscemi e Tom Waits. Poco prima del colpo di Stato cileno del 1973, due agenti della CIA vengono inviati sull’Isola di Pasqua, dove le ombre del loro passato si intrecciano alle cospirazioni politiche del presente.

Werner Herzog presenta Bucking Fastard, con le vere sorelle Kate e Rooney Mara nei panni di due donne talmente unite da parlare all’unisono, amare lo stesso uomo e condividere persino i propri sogni. Un racconto eccentrico sull’identità, sull’amore e sul modo in cui il mondo reagisce a ciò che non riesce a comprendere.

Casey Affleck dirige invece Company, con Nick Nolte e Ben Mendelsohn. Attraverso storie che si aprono l’una dentro l’altra e attraversano generazioni diverse, il film diventa una meditazione sul lutto, la vendetta, il perdono e quei silenziosi gesti di compassione capaci di sanare le ferite più profonde.

In Primetime, Lance Oppenheim ricostruisce l’ascesa televisiva di Chris Hansen e del programma To Catch a Predator. Con Robert Pattinson protagonista, il film osserva il momento in cui l’indignazione morale diventa spettacolo e la punizione si trasforma in un appuntamento da prima serata.

Il cinema davanti alle inquietudini del presente

La Francia è rappresentata da tre film. In Un bon petit soldat, Stéphane Brizé racconta una brillante dirigente delle risorse umane costretta a confrontarsi con un sistema aziendale tossico e con il confine sempre più sottile tra compromesso e compromissione.

Cédric Kahn entra invece in un reparto pubblico di neuropsichiatria adolescenziale con 15/18 (A Place to Heal), seguendo un gruppo di ragazzi alle prese con i propri demoni e gli operatori che tentano di curarli in una struttura costantemente sotto pressione.

Con Un peu avant minuit, Nicolas Pariser racconta un uomo prossimo ai cinquant’anni che, dopo avere ricevuto un’eredità dal padre biologico mai conosciuto, è costretto a interrogarsi sulle proprie scelte, sulle relazioni sentimentali e sulla vita che ha costruito.

La danese May el-Toukhy presenta Kvinde Ukendt (Woman Unknown), ambientato nell’immediato dopoguerra. Una domestica sta per sposare il ricco vedovo per il quale lavora, ma una relazione avuta durante il conflitto con un soldato tedesco rischia di distruggere la nuova vita che si è conquistata.

Dal Giappone arriva Look Back di Hirokazu Koreeda, adattamento del manga di Tatsuki Fujimoto. Al centro ci sono due ragazze, diverse per carattere ma unite dalla passione per il disegno, che inseguono per tredici anni il sogno di diventare autrici di manga.

Il sudcoreano Lee Chang-dong firma Ga-neung-han sa-rang (Possible Love), storia di due coppie appartenenti a mondi differenti, le cui vite si intrecciano durante la realizzazione di un film. Sullo sfondo, il licenziamento di massa, la repressione di uno sciopero e la ricerca di una libertà possibile attraverso l’amore.

Ilya Khrzhanovsky presenta l’ambizioso Dau, un’opera di oltre tre ore ispirata agli scienziati coinvolti nella costruzione della bomba atomica sovietica. Il film attraversa quattro decenni di storia per raccontare un uomo progressivamente schiacciato da un sistema fondato sul controllo, sulla violenza e sull’ideologia.

Dal Giappone arriva anche Nelson san, anata wa hito wo koroshimashitaka? (Mr. Nelson, Did You Kill People?) di Shinya Tsukamoto. Il protagonista è un giovane marine reduce dal Vietnam, incapace di liberarsi dalle atrocità commesse e dai ricordi che continuano a perseguitarlo dopo il ritorno negli Stati Uniti.

L’iraniano Ali Asgari affronta il confine tra disperazione e speranza in Kami nour (A Bit of Light). Dopo l’arresto e la chiusura del suo ambulatorio, un medico decide di togliersi la vita, ma l’affetto e la vicinanza dei familiari potrebbero riconciliarlo con la realtà.

Tra i film più attesi figura infine Bunker di Florian Zeller, con Penélope Cruz e Javier Bardem nei panni di una coppia in crisi. Quando un architetto accetta di progettare un rifugio di sopravvivenza per un magnate della tecnologia, il matrimonio comincia a vacillare sotto il peso delle paure del futuro, delle disuguaglianze sociali e dei dilemmi morali del presente.

L’ingresso di Naza

A completare il concorso è arrivato Naza, il documentario prodotto dal Guardian e diretto da Yuval Abraham e Rachel Szor, già tra gli autori del premio Oscar No Other Land. Girato di notte sui tetti di Tel Aviv, il film indaga i sistemi e le responsabilità dietro l’uccisione dei civili palestinesi nella Striscia di Gaza.

Un’aggiunta che rende ancora più esplicita la vocazione politica di questa edizione. Venezia 83 si prepara così a essere non soltanto una vetrina di grandi autori e star internazionali, ma anche uno spazio nel quale il cinema prova a interrogare le contraddizioni del presente, trasformando le paure, le ferite e i conflitti del nostro tempo in immagini e racconti.

Antonio M. Castaldo 

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