Ci sono persone che sembrano avere dentro una valigia sempre pronta, piena di esperienze, incontri e nuove destinazioni. Emanuela Fulgori è una di queste. Il suo percorso è cominciato nel mondo della moda, ma non si è mai fermato davanti a un’unica porta. Televisione, social, eventi, radio, conduzione e oggi anche nuovi format: ogni esperienza è diventata l’occasione per scoprire un lato diverso di sé. Ma forse il filo che unisce tutto è uno solo: la curiosità verso le persone. Emanuela ha imparato a raccontare gli altri, a cercare la domanda capace di aprire una storia, la parola che fa cadere una barriera. Oggi il microfono è diventato uno dei suoi strumenti privilegiati, ma la sua voglia di sperimentare la sta portando ancora più lontano. Verso nuove case, nuovi volti e nuovi sogni. Con lo sguardo già rivolto al futuro.
Emanuela, il tuo percorso sembra fatto di tante esperienze diverse. Quando hai capito che volevi andare oltre la moda?
Credo sia successo in modo naturale. La moda è stata il mio primo grande mondo professionale e mi ha dato tantissimo, ma dentro di me c’è sempre stata la curiosità di sperimentare. A un certo punto ho capito che non volevo soltanto essere davanti all’obiettivo: volevo parlare, raccontare, conoscere persone e storie. Da lì sono arrivate la televisione, gli eventi e poi la radio.
La radio è diventata una parte importante della tua vita. Che cosa ti ha conquistata?
La radio mi ha conquistata perché ti mette completamente nelle mani delle parole e della voce. Non puoi nasconderti dietro l’immagine. Devi arrivare alle persone attraverso quello che dici e come lo dici. E poi amo il rapporto con gli ospiti: mi piace ascoltarli e cercare di far emergere qualcosa che magari non avevano ancora raccontato.
Con Open Talk hai incontrato tantissimi personaggi. C’è qualcuno che ti ha lasciato particolarmente qualcosa?
Ogni ospite mi lascia qualcosa, perché ogni storia è diversa. Ho avuto la possibilità di intervistare personaggi come Paolo Conticini, Gino Sorbillo, Denny Méndez, Ascanio Pacelli, Marco Salvati, i Mercanti di Trash e tante delle ultime Miss Italia. È proprio questo che mi affascina della radio: poter entrare, anche solo per un’ora, nella storia di una persona.
Ti interessa più il personaggio o la persona che c’è dietro?
Sicuramente la persona. Il personaggio pubblico lo conosciamo attraverso la televisione, i giornali e i social. Io sono curiosa di scoprire quello che non vediamo: le passioni, le abitudini, i ricordi, le fragilità. È lì che spesso nasce la storia più bella.
È proprio da questa curiosità che nasce A casa dei vip. Come sarà questo nuovo format?
Sarà un modo completamente diverso di raccontare le persone. Io entro nelle loro case e sono loro a scegliere cosa mostrarmi. Possiamo preparare un piatto, bere una tazza di tè, dedicarci a un hobby. Il padrone di casa sceglie cosa fare e, mentre facciamo qualcosa che gli appartiene davvero, parliamo. Voglio far emergere lati che normalmente non vediamo.
La casa diventa quindi una nuova forma di intervista.
Esatto. A casa tutto diventa più spontaneo. Non c’è la distanza dello studio e non sembra quasi più di fare un’intervista. È un incontro. E credo che proprio in quei momenti possano emergere le cose più vere.
Oltre allo spettacolo c’è anche il calcio. Come vivi l’esperienza a Radio Bianconera?
È un’altra parte importante del mio percorso. Da un paio d’anni sono opinionista nel programma Tutta la Juve che vuoi e questa esperienza mi ha fatto appassionare ancora di più al calcio. È un mondo completamente diverso da quello dello spettacolo, ma proprio per questo mi piace: mi permette di confrontarmi con un linguaggio nuovo e di continuare a mettermi alla prova.
E poi ci sono gli eventi, dove sei ormai una presenza sempre più frequente.
Mi piace molto condurre gli eventi perché sul palco senti direttamente l’energia delle persone. Devi essere pronta, gestire gli imprevisti e riuscire a coinvolgere il pubblico. Tra gli appuntamenti che continueranno c’è anche Miss Mondo Piemonte, che per me è un’esperienza davvero bella e che avrò il piacere di condurre anche nelle prossime edizioni.
La televisione ti ha portata anche a fare l’inviata. Quanto ti piace stare sul territorio?
Moltissimo. Raccontare un evento significa conoscere le persone che ci sono dietro, non soltanto raccontare quello che accade. Per Canale Italia ho avuto questa possibilità in diverse occasioni.
Tra queste c’è stata anche È Natale, è magia. Che cosa hai raccontato?
Abbiamo raccontato le luci, le atmosfere e la magia del Natale, andando a conoscere luoghi e persone. Ho avuto anche l’opportunità di intervistare diversi personaggi legati al mondo dello spettacolo, tra cui Daniel McDie, attore di Beautiful, che avevo già avuto modo di intervistare in radio. È stato bello ritrovare una persona conosciuta in un contesto diverso.
E poi il Carnevale di Carmagnola. Un’altra storia completamente diversa.
Sì, e anche quella è stata un’esperienza molto interessante. Ho seguito i carri, i personaggi e soprattutto tutte le persone che lavorano per rendere possibile il Carnevale. Quando fai l’inviata scopri che dietro un evento c’è un mondo fatto di passione, creatività e tantissimo lavoro. E adesso siamo già pronti per raccontare i prossimi appuntamenti del Natale e del Carnevale.
Recentemente è arrivata anche Cannes. Che effetto ti ha fatto?
È stata un’esperienza emozionante. Cannes rappresenta nell’immaginario di tutti il cinema, il glamour, il sogno. Essere lì e partecipare a un progetto come Oltre il Red Carpet è stato importante anche perché, per una volta, sono stata io a essere intervistata.
Com’è stato stare dall’altra parte del microfono?
Molto particolare! Sono abituata a fare domande e a cercare di mettere a proprio agio gli altri. Essere io quella che doveva raccontarsi mi ha fatto capire ancora di più quanto sia importante creare la giusta atmosfera durante un’intervista.
Anche nella tua vita privata sembra esserci una nuova fase. Come la stai vivendo?
È un momento di grande evoluzione. Ci sono tanti progetti professionali, tante idee e anche un nuovo amore. Sto vivendo tutto con entusiasmo, cercando di godermi quello che sta arrivando senza smettere di guardare avanti.
Se dovessi scegliere una parola per questo momento, quale sarebbe?
Evoluzione. Mi sento in movimento, e questa è una sensazione che mi piace molto.
Quanto conta il coraggio di ricominciare?
Tantissimo. Non credo che nella vita esista una strada sola. Ogni esperienza può portarti da qualche altra parte e magari farti scoprire qualcosa che non sapevi nemmeno di voler fare. Io ho sempre cercato di non avere paura di provare.
E guardando al 2027, cosa sogni?
Sogno di continuare a crescere e a sperimentare. Vorrei portare avanti la radio, la televisione, gli eventi e sviluppare sempre di più format che abbiano una mia identità, come A casa dei vip. E ci sono anche altri progetti nuovi sui quali sto lavorando. Voglio continuare a incontrare persone e raccontare storie.
In fondo, è questo che ti piace fare?
Sì. Credo sia proprio questo il filo conduttore di tutto quello che faccio: incontrare persone, ascoltarle e cercare di raccontare ciò che hanno dentro. A volte basta una domanda fatta nel modo giusto per aprire una porta. E io amo proprio quel momento, quando una persona davanti a te smette di essere soltanto un personaggio e comincia semplicemente a raccontarsi.
Manuele Pereira

