Dal 31 ottobre 2026 al 25 febbraio 2027, le OGR Torino, l’hub della Fondazione CRT, presentano The Quantum Effect, una grande mostra sull’impatto della teoria quantistica sulla cultura visiva, dal cinema alla cultura pop fino all’arte contemporanea.
Una delle ipotesi è che i fenomeni studiati dalla fisica quantistica siano in grado di influenzare, se non addirittura determinare, la coscienza degli esseri umani. Ma è solo un’idea, un’ipotesi, uno degli immaginari speculativi affrontati in mostra, con la dissoluzione dell’uno nel tutto, con la coincidenza matematica paradossale di un elemento col suo insieme anche in meccanica quantistica.
Siamo nel campo della metafisica contemporanea in cui la spiritualità si fa meglio spiegare dalla meccanica quantistica con la coscienza cosmica e i rimandi alle religioni orientali. È roba new age. Risale agli anni settanta. Ed escudendo i Velvet Underground – New Age è una loro bella canzone sul loro quarto disco – si parla di Fritjof Capra e del suo storico libro Il Tao Della Fisica (e qui si dovrebbe aprire una parentesi sul trasferimento della cultura e della filosofia austriaca in America a partire dalle fortune di Freud e Wittgenstein, perchè Capra è l’ennesimo studioso americano di origine austriaca che abbiamo incontrato fin ora) – altre grandi suggestioni New Age dell’effetto quantistico sono le teorie filosofiche e la canzone sull’Era Dell’Acquario, care al musical Hair del 1967; e le preesistenti e precursori religioni UFO degli anni cinquanta tipo la Aetherius Society o l’I AM Temple degli anni trenta.
Ma la coscienza cosmica, come la quantum consciousness o quantum mind, è un tropo caro alla cultura e all’iconografia psichedelica con rimandi neoromantici all’ultimo Leopardi, al pessimismo cosmico, che completano alla perfezione le suggestioni del percorso della mostra, come fatto notare dalla pubblicazione Come Gli Hippies Hanno Salvato La Fisica del 2011 di David Kaiser.
In questi casi, nella considerazione del lato più umanistico, se vogliamo, delle scienze quantistiche, l’effetto quantistico appunto si traduce in medicina quantica, biologia quantistica e in medicina olistica, e non solo; ma anche nella medicina tradizionale troviamo un’applicazione derivata dalla meccanica quantistica nella risonanza magnetica.
Ma uno degli effetti quantistici contemporanei più tecnologici lo troviamo nel computer quantistico e nei treni maglev che arrivano a oltre i seicento km/h come applicazione delle teorie sui supercoduttori – è questo il futuro della tecnologia.
La mostra poliedricamente apre a tutto questo. Immagina uno scenario in cui l’assurdo, il paradossale e il magico confluiscono in una rappresentazione grafica che va oltre il surrealismo ed è solo fenomenologicamente naturale.
Curato da Daniel Birnbaum e Jacqui Davies, il progetto espositivo si sviluppa attraverso una mostra collettiva che indaga i paradossi dello spazio e del tempo attraverso le opere di alcuni tra i più significativi protagonisti della scena artistica internazionale, tra cui Cerith Wyn Evans, Isa Genzken, Tomás Saraceno, Mark Leckey, Rirkrit Tiravanija, Elaine Sturtevant e Man Ray.
A corredo della mostra c’è una rassegna cinematografica che comprende la proiezione di 2001 Odissea Nello Spazio di Kubrick, il cui iconico monolite è ripreso dalla forma del catalogo della mostra. Ma la sorpresona è l’Infinity Mirrored Room di Yayoi Kusama. È tutto da andare a vedere.
The Quantum Effect
Una mostra di OGR Torino e SMAC Venice (San Marco Art Centre)
a cura di Daniel Birnbaum e Jacqui Davies
Dal 31 ottobre 2026 al 25 febbraio 2027
Binario 1 | OGR Torino
Yayoi Kusama
Infinity Mirrored Room – The Eternally Infinite Light of the Universe Illuminating the Quest for Truth
Dal 31 ottobre 2026 al 25 febbraio 2027
Binario 1 | OGR Torino
Photo: Jacqui Davies, Cinematic Blossoming IV, Dark Matter, 2025
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