In scena il 9 agosto in Piazza Europa per L’Estate Spezzina 2026 (La Spezia).
Ahi Maria! è uno spettacolo che non si limita a evocare Rino Gaetano: lo convoca come si convoca un vento, una corrente, un’ironia che non ha mai smesso di bruciare. È un attraversamento teatrale che reinventa il suo universo con una forza poetica e dissacrante, trasformando le canzoni in creature sceniche, in gesti, in apparizioni che non imitano il passato ma lo riaccendono.
Il cast interamente femminile è la rivoluzione silenziosa del progetto: le figure femminili del repertorio di Gaetano: Berta, Aida, Gianna, Lucia, Maria, Rosita e le altre, non sono più nomi evocati, ma presenze che prendono corpo, voce, spazio. In loro la memoria musicale diventa carne, la citazione diventa incarnazione, la canzone diventa racconto. Sono specchi di un’Italia contraddittoria, vitale, ferita e utopica, proprio come quella che Gaetano ha attraversato con la sua ironia tagliente e la sua lucidità visionaria.
Lo spazio scenico, un cabaret alternativo anni ’80, è un altare laico dove la musica si fa teatro e il teatro si fa canzone. Qui l’ironia non alleggerisce: affila. Il disincanto non spegne: illumina. Ogni brano diventa un atto scenico, ogni monologo una fenditura, ogni dialogo un varco attraverso cui il pensiero di Gaetano (anarchico, scomodo, popolare) torna a pulsare con una forza che appartiene al presente più che al passato.
Gli arrangiamenti di Alessandro Nidi aprono le canzoni come si aprono le lettere mai spedite: rivelano ciò che era nascosto, amplificano ciò che era implicito, trasformano ogni brano in un organismo drammaturgico che oscilla tra sarcasmo e malinconia, tra gioco e vertigine. La drammaturgia di Emilio Russo intreccia questi frammenti con una precisione che non cerca la biografia, ma la vibrazione: ciò che resta quando la storia ufficiale svanisce e rimane la voce, l’urgenza, la ferita.
Le scene di Luca Rho e i costumi di Pamela Aicardi costruiscono un immaginario che non imita gli anni ’70 e ’80, ma li reinventa: un teatro‑cantina che diventa laboratorio di utopie, un cabaret che si fa specchio deformante di un Paese che ancora oggi vive le sue contraddizioni come un ritmo, una danza, una stonatura necessaria.
Ahi Maria! non è un tributo: è un attraversamento. Un viaggio poetico e dissacrante che restituisce Gaetano non come icona, ma come scintilla, come linguaggio ancora urgente, come ferita che continua a cantare. È teatro che pensa e canzone che brucia. È un atto di libertà che avvolge lo spettatore come una notte piena di voci, dove ogni figura femminile diventa una costellazione e ogni canzone una corrente che trascina dolcemente, irresistibilmente, verso un altrove più vero del reale.
Giuliano Angeletti
AHI MARIA!
Un teatro canzone per Rino Gaetano
Drammaturgia Emilio Russo
Arrangiamenti musicali e Direzione Artistica Alessandro Nidi
Con Andrea Miró, Camilla Barbarito, Laura Frascari, Federica Garavaglia, Francesca Tripaldi, Sofia Weck e Maria Luisa Zaltron
Scene Luca Rho
Costumi Pamela Aicardi
Assistente di produzione Debora La Rocca
Produzione Tieffe Teatro
Spettacolo sostenuto da Next Laboratorio delle idee 2025 AHI MARIA!

