STRAORDINARIA: la sicurezza non si delega. A Venezia la commedia diventa prevenzione

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Un’assemblea condominiale, una discussione accesa, interessi che si contrappongono e, alla fine, un voto. Un gesto semplice, quasi insignificante, che però può fare la differenza tra la vita e la morte. Da questa situazione apparentemente ordinaria nasce *”STRAORDINARIA”*, il cortometraggio diretto da Antonio Maria Castaldo e prodotto dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, che porta sullo schermo il tema della sicurezza dei cittadini attraverso il linguaggio della commedia.

Il film sarà presentato il *9 settembre alle ore 12* presso l’Italian Pavilion – Hotel Excelsior, al Lido di Venezia, nell’ambito dell’83ª Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, durante l’evento dal titolo “STRAORDINARIA: la sicurezza non si delega”.

## Un condominio come metafora della società

La storia prende forma all’interno di una normale assemblea condominiale, chiamata a votare sui lavori di messa in sicurezza dello stabile. Come spesso accade, il confronto si trasforma rapidamente in un intreccio di resistenze, convenienze economiche e piccole battaglie personali: c’è chi pensa al costo, chi non vede l’urgenza, chi difende il proprio interesse e chi comprende l’importanza di intervenire prima che accada qualcosa.

Ma quel voto avrà conseguenze che nessuno dei presenti può immaginare: la decisione di procedere con i lavori sarà determinante per salvare la vita di uno degli inquilini. Ed è qui l’elemento più sorprendente del film: la persona salvata non saprà mai che la propria vita è stata protetta anche grazie a quella scelta. Lo spettatore, invece, lo saprà. Nel finale amaro, tipico della grande commedia italiana, a beneficiare della decisione collettiva sarà proprio il personaggio più cinico della storia — quello che meno di tutti sembrava disposto a riconoscerne il valore.

## Ridere per riconoscersi

Castaldo sceglie consapevolmente la commedia per affrontare un tema che la comunicazione istituzionale associa spesso a regole, divieti e procedure. «Ho scelto la commedia perché, nel nostro cinema, è sempre stata uno degli strumenti più lucidi per raccontare ciò che ci riguarda davvero», spiega il regista, richiamando la lezione di Monicelli, Scola e della grande commedia italiana, capace di mettere in scena i difetti degli italiani senza giudicarli dall’alto.

Il cuore del progetto è racchiuso in un paradosso: la prevenzione funziona quando non succede nulla. Un incendio che non scoppia, un crollo che non avviene, una persona che torna a casa senza sapere di essere stata in pericolo. Eventi che non producono immagini né titoli di giornale, ma nei quali si misura tutto il valore di una scelta presa in anticipo. «Nessuno si salva davvero per caso. Ci si salva anche perché qualcuno, prima, ha scelto di fare attenzione, di intervenire, di prendersi cura».

## Un cast corale

A dare vita alle diverse personalità dell’assemblea sono Pietro De Silva, Daniela Piperno, Antonio Rocco, Marco Signoretti, Beatrice Gattai, Jessica Zanocco, Francesco Falchetto, Oreste Di Salvo e Francesco Pio Romano. Il condominio diventa così un microcosmo in cui convivono egoismo e solidarietà, convenienza personale e interesse collettivo.

Per Castaldo il cinema può avere anche un ruolo educativo, ma senza trasformarsi in una lezione: può fare prevenzione «indicando un’uscita di emergenza senza bisogno di suonare l’allarme». Perché nessuno può vedere l’incidente che non è avvenuto. Ma può vedere il cartello che indica l’uscita. E, qualche volta, un’alzata di mano può essere cosa straordinaria.

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