Reportage completo sulla 2ª edizione del festival tra cultura brassicola, percorsi di street food e una programmazione musicale di rilievo nazionale: dai Sud Sound System ai Modena City Ramblers, dall’energia punk di Punkreas, RFC e Bad Frog fino all’ironia cult di Tony Tammaro.
L’atmosfera e la cornice: un grande Biergarten sotto i pini di Fuorigrotta
Basta varcare i cancelli di Via Guglielmo Marconi alla Mostra d’Oltremare per comprendere come il capoluogo campano abbia trovato una sintesi perfetta nella reinterpretazione dei grandi raduni birrari di respiro internazionale. Dal 3 al 6 settembre 2026, la seconda attesissima edizione del Napoli Beer Fest – Sound & Food ha dimostrato che la cultura brassicola di qualità, quando sposata a una programmazione artistica solida e senza compromessi, sa trasformarsi in un formidabile catalizzatore sociale e ricreativo.
Sotto le chiome maestose dei pini e delle alberature storiche del polo fieristico partenopeo, il festival ha dato vita a un vero e proprio Biergarten a cielo aperto, capace di accogliere ogni sera una folla eterogenea ed entusiasta a partire dalle ore 18:00 e fino a notte fonda. File interminabili di lunghe panche in legno giallo vivo – chiaro omaggio strutturale e cromatico alla migliore tradizione bavarese – hanno disegnato una scenografia di grande impatto visivo, sormontate da filari di festoni triangolari e suggestive ghirlande di lampadine calde sospese tra i rami, capaci di regalare ai viali un’allure festosa, intima e accogliente.
La risposta del pubblico partenopeo e campano è stata immediata e compatta: famiglie con bambini, studenti universitari, cultori del luppolo artigianale e appassionati di musica rock si sono ritrovati fianco a fianco, condividendo calici, specialità gastronomiche e ore di intrattenimento in un clima di perfetta armonia civile e collettiva.
Il cartellone musicale: quattro serate, quattro identità sonore
Se il richiamo della bionda schiumosa e dei profumi dello street food ha fatto da irresistibile biglietto da visita, è stata la musica dal vivo il vero cuore pulsante della kermesse. La direzione artistica ha saputo allestire un calendario privo di scorciatoie commerciali effimere, puntando su nomi storici del panorama indipendente e d’autore italiano capaci di radunare folle oceaniche e di accendere il palco con identità stilistiche ben definite.
Giovedì 3 Settembre: Il debutto raggamuffin con i Sud Sound System
A rompere gli indugi nella serata inaugurale è stato lo storico collettivo salentino dei Sud Sound System. Pionieri assoluti nell’ibridare le sonorità giamaicane del raggamuffin con i dialetti e i ritmi della pizzica e del Mezzogiorno, Terron Fabio, Nandu Popu e Papa Leu hanno trasformato la Mostra d’Oltremare in una gigantesca dancehall all’aperto. Brani leggendari come Le radici ca tieni, Se fusse jeu e Sciamu a ballare hanno fatto cantare e saltare all’unisono una marea di giovani, sancendo fin dal primo minuto il successo della manifestazione.
Venerdì 4 Settembre: Il combat folk e la memoria dei Modena City Ramblers
La seconda serata è stata dominata dal folk militante e dalle atmosfere celtico-emiliane dei Modena City Ramblers. Con il loro inconfondibile intreccio di violini, fisarmoniche, tin whistle e chitarre sferzanti, i Ramblers hanno regalato oltre due ore di concerto ad altissima intensità emotiva. Dai grandi inni civili come I Cento Passi e In un giorno di pioggia, fino alle trascinanti versioni folk di Bella Ciao, la piazza ha risposto con cori viscerali e centinaia di boccali alzati al cielo in segno di fraterna condivisione.
Sabato 5 Settembre: Pogo e chitarre taglienti con Punkreas, RFC e Bad Frog
Il sabato sera ha visto esplodere l’anima più rock e ribelle del festival grazie a una scaletta pensata per gli amanti della velocità e del punk. L’apertura è stata affidata all’energia serrata degli RFC, band campana di riferimento per lo ska-core nazionale, seguiti dalla verve dissacrante dei Bad Frog. A chiudere il trittico sono saliti i leggendari Punkreas, vera istituzione del punk-rock italiano con oltre tre decenni di barricate sonore. Classici come Canapa, Aca Toro, Sosta e Tutti in pista hanno scatenato sotto palco un pogo caloroso, leale e liberatorio che ha coinvolto veterani e giovanissimi.
Domenica 6 Settembre: Il gran finale liberatorio con Tony Tammaro
La chiusura domenicale è stata un vero e proprio trionfo popolare nel segno dell’ironia e della canzone d’autore satirica, con protagonista assoluto il maestro indiscusso del «pop demenziale»: Tony Tammaro. Accompagnato dalla sua fedele chitarra acustica e da una band impeccabile, Tammaro ha passato in rassegna vizi, virtù e contraddizioni della società campana attraverso pietre miliari come Patrizia, Il Parcheggiatore, Scalea, Aerobic Macarena e Miché. Uno spettacolo intergenerazionale in cui padri e figli hanno intonato ogni singolo ritornello, chiudendo il festival in un tripudio di applausi e risate autentiche.
Percorsi brassicoli e cultura gastronomica: l’incontro tra tradizione e territorio
Accanto al palcoscenico musicale, l’altro grande protagonista del Napoli Beer Fest è stato l’universo del luppolo e dell’enogastronomia di qualità. L’itinerario allestito lungo i viali ha visto la presenza di decine di postazioni con oltre trenta tipologie di birra alla spina, spaziando tra eccellenze artigianali campane e rinomati marchi della tradizione europea.
Gli appassionati hanno potuto compiere un vero viaggio degustativo tra diversi stili brassicoli:
- Pilsner e Helles: bionde a bassa fermentazione, fresche, beverine e dal caratteristico finale erbaceo, perfette per rinfrescare le prime ore serali;
- India Pale Ale (IPA) e Session IPA: caratterizzate da luppolature generose, sentori agrumati e resinosi e un’amarezza pulita e persistente;
- Birre d’Abbazia e Blanche: ricche di aromi speziati, note fruttate di coriandolo e scorza d’arancia e una morbidezza maltata di scuola belga;
- Stout e Bock: scure, corpose, con piacevoli note tostate di caffè, cacao e malto scuro, apprezzate nelle ore più fresche della notte.
Sul fronte gastronomico, il percorso dello street food ha offerto risposte per ogni palato. Gli stand dedicati alla tradizione regionale hanno trionfato con mozzarelle di bufala campana DOP filate e servite al momento, fragranti cuoppi di frittura napoletana (zeppole, panzarotti e arancini), fino ai richiestissimi panini con carni affumicate e pulled pork. Molto frequentato anche il corner internazionale «Taste of Britain», con specialità d’Oltremanica come fish and chips dorati e carni speziate, a dimostrazione di una proposta variegata e curata nei dettagli igienico-sanitari.
Il bilancio organizzativo: sicurezza, sostenibilità e visibilità mediatica
Un evento di tale portata richiede una macchina organizzativa rodata e meticolosa. L’accesso unico e presidiato da Via Marconi ha garantito un afflusso ordinato del pubblico, supportato da varchi di sicurezza efficienti, postazioni di primo soccorso e un sistema di casse ben distribuito che ha evitato il formarsi di ingorghi snervanti.
Un plauso specifico spetta alla politica di sostenibilità adottata dall’organizzazione: l’introduzione di bicchieri riutilizzabili con cauzione e la presenza di isole ecologiche assistite lungo tutto il perimetro hanno consentito di preservare il decoro e la pulizia del manto erboso e dei viali per l’intera durata della rassegna.
La manifestazione ha beneficiato inoltre della copertura televisiva ufficiale garantita dall’emittente storica We Can Dance, che con le sue telecamere e troupe ha documentato l’atmosfera delle serate e raccolto interviste esclusive ai protagonisti del palco. La prevendita attiva sui maggiori circuiti (ETES, TicketOne e Ciaotickets) ha infine confermato la vocazione non solo metropolitana, ma regionale ed extraregionale del festival, capace di attrarre visitatori da tutto il Mezzogiorno.
Cronoprogramma e sintesi delle serate
| Data | Artisti & Headliner | Genere Musicale | Stile Brassicolo Consigliato
|
| Giovedì 3 Settembre | Sud Sound System | Raggamuffin /
Dancehall / Salento Roots |
Session IPA fresca e dissetante |
| Venerdì 4 Settembre | Modena City
Ramblers |
Combat Folk / Irish
Folk / Rock Italiano |
Red Ale corposa o
Stout irlandese |
| Sabato 5 Settembre | Punkreas (guests:
RFC, Bad Frog) |
Punk Rock / Ska-Core
/ Hardcore melodico |
Pilsner tedesca decisa e beverina |
| Domenica 6
Settembre |
Tony Tammaro | Canzone d’autore satirica / Pop ironico | Blanche aromatica o
Helles dorata |
Scheda tecnica dell’evento
| Denominazione | Napoli Beer Fest – Sound & Food (2ª Edizione) |
| Periodo di svolgimento | Dal 3 al 6 Settembre 2026 |
| Location e Ingresso | Mostra d’Oltremare – Ingresso Via Marconi, Fuorigrotta, Napoli |
| Orari di apertura | Dalle ore 18:00 alle ore 24:00 |
| Media Partner Ufficiale | We Can Dance (Official TV) |
| Circuiti di prevendita | ETES, Ciaotickets, TicketOne |
| Contatti e Info Line | Infoline: 377 305 36 00 |
Emmanuele Paudice



