Positano incorona Sylvie Guillem: la danza festeggia 54 anni sulla Spiaggia Grande

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Il Premio Positano Léonide Massine, il riconoscimento più antico al mondo dedicato all’arte della danza, ha spento le sue 54 candeline sabato 5 settembre, sulla Spiaggia Grande, sotto le stelle. La serata di gala, condotta dalla giornalista Maria Cava, ha intrecciato repertorio classico e linguaggio contemporaneo, confermando la vocazione della rassegna a scoprire nuovi talenti senza mai perdere di vista la grande tradizione.

Sotto la direzione artistica di Laura Valente, che guida la manifestazione dal 2016, l’edizione ha assegnato il Premio alla Carriera e il titolo di Ballerina Assoluta a Sylvie Guillem. Scoperta da Rudolf Nureyev, che la nominò étoile dell’Opéra di Parigi a diciannove anni, l’artista francese ha attraversato vent’anni al Royal Ballet di Londra, lavorando con coreografi come Maurice Béjart, William Forsythe, Mats Ek e Akram Khan.

Sul palco si sono alternati artisti di compagnie prestigiose come The Royal Ballet, l’Opéra di Parigi, lo Staatsballett di Vienna e Berlino, il Royal Danish Ballet, il Balletto di Monte Carlo e il Teatro alla Scala. Tra i riconoscimenti speciali, il Premio “Luca Vespoli” è andato a Virginia Attanasio, storica madrina del San Pietro di Positano, mentre il Premio Speciale è stato consegnato ad Andrea Villani, curatore della Digital Heritage Gateway Platform del Ministero della Cultura.

Prima dello spettacolo, all’Hotel Palazzo Murat si è tenuto un incontro pubblico moderato da Maria Cava e presieduto da Laura Valente,  con la Sindaca di Positano Gabriella Guida, il consigliere Vito Attanasio e i vincitori del premio “Comunicare l’arte”: il giornalista Aldo Cazzullo, l’antropologo Niola, la direttrice degli Scavi di Pompei Tiziana D’Angelo e la giornalista Patrizia Renzi. Presente anche l’instacabile coordinatore artistico instancabile e prezioso braccio destro della direttrice, Alessio Carbone, ex danzatore dell’Opera di Parigi. La Sindaca ha ricordato che il Premio “affonda le radici nello spirito di accoglienza positanese, autentico e naturalmente elegante”, mentre Laura Valente ha ribadito che nessuna intelligenza artificiale potrà mai sostituire l’emozione dello spettacolo dal vivo. Dopo la loro presentazione, i ballerini sono andati via per la prova generale. A seguito della conferenza stampa, un raffinato aperitivo offerto da Palazzo Murat è stato utile occasione di confronto tra i presenti, che poi si sono recati allo storico evento sulla Spiaggia Grande.

Il programma ha proposto assoli e passi a due tratti dal grande repertorio, alternati a titoli contemporanei. Ad aprire la serata, il passo a due da “Il Lago dei Cigni” (musiche di Tchaikovskij, coreografia Petipa), interpretato da Madison Young e Alessandro Frola, primi ballerini dell’Opera di Vienna. È seguito “Lacrimosa” (musiche di Preisner, coreografia di Crescenzi), danzato da Alice Mariani e Navrin Turnbull del Teatro alla Scala. Dal Balletto di Berlino è arrivato il passo a due da “La Bella Addormentata” (Tchaikovskij, coreografia Petipa), con Haruka Sassa e Kalle Wigle. Spazio poi alla contemporaneità con “Les Indomptés” (musiche di Mertens, coreografia di Brumachon), interpretato dai giovanissimi Brizic e Jorgensen del Balletto di Montecarlo, autentica rivelazione dell’edizione 2026.

Grande entusiasmo per “Romeo e Giulietta” (Prokofiev, coreografia Nureyev), affidato a Hohyun Kang e Lorenzo Lelli, quest’ultimo appena nominato primo ballerino all’Opéra di Parigi. Perfetti nel ruolo, i due giovani hanno dato prova di tecnica impeccabile e drammaticità coinvolgente. Tra le novità assolute, il Royal Ballet di Londra ha presentato “What We Leave Behind”, scritto e interpretato dalla prima ballerina Anne Rose O’Sullivan, su musica e voce del tenore Castonovo. Il Teatro alla Scala ha proposto “Cantata” (coreografia Bigonzetti, musiche di Amerigo e Marcello Ciervo), danzato in modo struggente da Antonella Albano e Gioacchino Starace, che hanno chiuso il proprio omaggio con “Le Parc” (coreografia Preljocaj), brano iconico che ha commosso il pubblico.

Il momento più intenso della serata è arrivato con l’ingresso di Sylvie Guillem: diva assoluta per la critica, antidiva per personalità, tra le più grandi interpreti di sempre. Il pubblico le ha tributato un lungo applauso, riconoscendo in lei il coraggio di una vita vissuta da indipendente — si licenziò a soli 24 anni da étoile dell’Opéra — sempre fedele, senza compromessi, alla sola arte di Tersicore.

Si è chiusa così, tra stelle vere e stelle della danza, la 54ª edizione del Premio più antico del mondo. E mentre le luci della Spiaggia Grande si spegnevano, Laura Valente, visibilmente commossa, ha lanciato l’unica promessa che a Positano conta davvero: appuntamento al prossimo anno, perché la danza dal vivo — quella vera, quella che toglie il fiato — non ha ancora trovato un rivale capace di sostituirla.

Serena Cirillo

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