Elisa Gelosi dà volto a “La Fantasma dell’Opera”

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Una serata dedicata al cinema, alla sperimentazione e alla forza di un progetto nato da un’idea personale e cresciuto nel tempo. È quella vissuta il 1° settembre al Ex Chiesa di San Francesco di Sant’Elpidio a Mare, dove è stato presentato in anteprima il cortometraggio “La Fantasma dell’Opera”, produzione indipendente lombarda liberamente ispirata al celebre romanzo di Gaston Leroux.

Al centro del progetto c’è Elisa Gelosi, attrice, performer, autrice e modella, che veste i panni della protagonista e dà corpo a una rilettura completamente al femminile della figura del Fantasma. Un percorso artistico, quello di Gelosi, costruito negli anni attraverso teatro, cinema, cortometraggi e arti performative, sempre alla ricerca di linguaggi capaci di mettere insieme corpo, emozione e narrazione.

Nel cortometraggio il tradizionale Fantasma maschile lascia spazio a una presenza femminile complessa, tormentata e potente. Una figura che si muove tra Venezia e altri luoghi scelti per la loro forza evocativa, tra maschere, teatri abbandonati e paesaggi sospesi, trasformando la storia in una favola nera gotica sulla violenza tra donne, sulle ferite del corpo e sul sottile confine tra vittima e carnefice.

Ed è proprio una maschera il punto di partenza dell’intero progetto. Una maschera realizzata su misura a Venezia dieci anni fa per un servizio fotografico di Elisa Gelosi. Da quell’oggetto è nata un’immagine, dall’immagine una storia e, infine, il cortometraggio. «Per me è come un figlio», ha raccontato l’attrice, descrivendo un progetto cresciuto, curato e infine portato alla luce dopo un lungo percorso.

Accanto a lei, in questa avventura, c’è Chiara Scoccia, costumista, accessorista e attrice, con la quale Gelosi ha trasformato il cortometraggio in un vero lavoro a quattro mani. Scoccia ha curato gli accessori e interpreta anche una delle vittime, contribuendo a costruire quell’universo fatto di maschere, simboli e identità che rappresenta uno degli elementi più caratterizzanti dell’opera.

Il film è stato girato tra Venezia, Bergamo Alta e Cassano d’Adda, ma anche in diversi borghi marchigiani, tra le province di Fermo e Macerata, passando da Sant’Elpidio a Mare a Porto Sant’Elpidio, Petritoli, Montelupone, Sarnano e l’Abbazia di Fiastra. Una scelta che ha permesso di legare il progetto alla forza scenografica di luoghi molto diversi, trasformandoli in parte integrante della narrazione.

La serata di Sant’Elpidio a Mare è stata anche l’occasione per condividere il risultato di questo percorso con il pubblico e con le realtà del territorio che hanno contribuito alla sua realizzazione e alla sua promozione. Un ringraziamento particolare è stato rivolto a La Contesa del Secchio, all’Amministrazione comunale e al Foto Club Zenit Elpidiense, per il sostegno e la disponibilità nel raccontare e documentare l’appuntamento.

«Con La Fantasma dell’Opera abbiamo voluto dare voce alle ombre che la storia e l’arte hanno spesso messo da parte», ha spiegato Elisa Gelosi. «Non si tratta di un semplice cambio di genere, ma di uno sguardo nuovo sul concetto di mostruosità, talento e desiderio».

Un progetto indipendente nato da una maschera e diventato una storia di identità, ferite e trasformazione. E per Elisa Gelosi, dopo la presentazione di Sant’Elpidio a Mare, un nuovo capitolo di un percorso artistico che continua a muoversi tra cinema, teatro e sperimentazione.

Manuele Pereira

 

CREDITS FOTOGRAFICI
@fotoclubzenitelpidiense

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