Alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia Hirokazu Kore-eda porta in concorso Look Back, il nuovo film tratto dal manga di Tatsuki Fujimoto. Una storia di amicizia, talento e crescita che arriverà nelle sale italiane a novembre e che segna un nuovo capitolo nel percorso di uno dei più importanti autori del cinema giapponese contemporaneo.
Il nome di Hirokazu Kore-eda è ormai indissolubilmente legato a un cinema capace di osservare le persone nei momenti più delicati della loro esistenza. A Venezia, però, il regista giapponese sceglie di affrontare una storia nata in un universo differente, quello del manga, trasformandola in un film dal forte respiro umano. Il titolo è Look Back, adattamento live action dell’omonima opera di Tatsuki Fujimoto, autore conosciuto anche per il celebre Chainsaw Man. Kore-eda ne ha curato regia, sceneggiatura e montaggio, portando il progetto in concorso alla 83ª Mostra del Cinema di Venezia. Il film dura 100 minuti ed è interpretato, tra gli altri, da Natsuki Deguchi e Aju Makita. Per il regista si tratta di un ritorno particolarmente significativo al Lido. Kore-eda era già stato protagonista della Mostra nel 2019, quando La verità, con Catherine Deneuve, Juliette Binoche ed Ethan Hawke, aveva inaugurato il festival. Oggi torna in competizione con un’opera che, pur partendo da un linguaggio diverso, conserva molti degli elementi che hanno reso riconoscibile il suo cinema.
Hirokazu Kore-eda, uno sguardo sulle persone
Nato a Tokyo nel 1962, Kore-eda ha costruito negli anni una filmografia profondamente interessata ai rapporti tra gli individui. Famiglia, infanzia, separazioni, ricordi e perdite attraversano gran parte del suo lavoro, spesso raccontati senza ricorrere a grandi dichiarazioni, ma attraverso situazioni quotidiane e dettagli apparentemente semplici. Prima di dedicarsi al cinema di finzione, il regista ha lavorato nel documentario. Nel 1995 è arrivato Maborosi, il suo primo lungometraggio, che gli ha permesso di ottenere il Premio Osella per la sceneggiatura proprio alla Mostra di Venezia. La consacrazione internazionale è arrivata negli anni successivi. A Cannes ha conquistato il Premio della Giuria con Father and Son nel 2013 e, cinque anni dopo, la Palma d’Oro con Un affare di famiglia. Il suo cinema ha così trovato una propria dimensione riconoscibile: storie intime, personaggi attraversati da contraddizioni e una particolare attenzione a ciò che accade nei rapporti umani quando le parole non bastano. Look Back si inserisce in questa ricerca, anche se la materia narrativa proviene da un manga.
Look Back, quando il disegno diventa un legame
La vicenda ruota attorno a due ragazze, Fujino e Kyomoto, molto lontane per carattere e per modo di vivere. Fujino è sicura di sé, socievole e abituata a ricevere apprezzamenti per i suoi disegni. Kyomoto vive invece quasi completamente isolata e manifesta un talento artistico straordinario. Il primo incontro tra le due nasce proprio dal confronto attraverso il disegno. Quella che inizialmente sembra una competizione diventa progressivamente qualcosa di più profondo. Le due ragazze iniziano a condividere il lavoro creativo e, attraverso i manga, costruiscono un rapporto destinato ad accompagnarle durante la crescita. La storia segue il loro percorso nel corso degli anni, mostrando come cambiano le aspirazioni, le relazioni e il modo di guardare alla propria capacità artistica. Al centro non c’è quindi soltanto il desiderio di diventare autrici di manga. C’è soprattutto la domanda su cosa significhi creare insieme a qualcun altro e su quanto una persona possa modificare la vita di un’altra. È un tema che permette a Kore-eda di entrare nel territorio a lui più familiare: quello dei legami.
Un manga che ha incontrato Kore-eda nel momento giusto
La decisione di portare Look Back sul grande schermo nasce da un incontro personale con l’opera di Fujimoto. Kore-eda ha raccontato di aver scoperto il manga nel 2021, durante gli anni della pandemia. Si trovava in una libreria della stazione di Shinagawa quando la copertina attirò la sua attenzione. Una volta iniziata la lettura, arrivò fino alla fine senza interrompersi. In quel periodo, segnato dall’immobilità e dall’incertezza, la storia di Fujimoto gli ha trasmesso una sensazione di movimento e di necessità creativa. È anche per questo che il regista ha deciso di trasformarla in un film. L’operazione assume così un significato particolare: Kore-eda non si limita a trasferire sullo schermo una storia già amata dal pubblico del manga, ma cerca di conservare quella spinta emotiva che lo aveva colpito al primo incontro con l’opera.
Il 35 millimetri e il suono delle matite
Per Look Back, Kore-eda ha scelto di lavorare in 35 millimetri. Una scelta tutt’altro che casuale per un film in cui il gesto del disegnare occupa un ruolo fondamentale. La lavorazione si è svolta principalmente nella prefettura di Akita e ha seguito le diverse stagioni dell’anno, permettendo al cambiamento del paesaggio di accompagnare quello delle protagoniste. Anche il suono diventa parte integrante del racconto. Il tratto della matita, il movimento sulla carta e l’evoluzione degli strumenti utilizzati dalle ragazze assumono un valore narrativo: il modo in cui disegnano cambia insieme a loro. È una soluzione che appartiene alla sensibilità di Kore-eda: trasformare un’azione quotidiana in qualcosa capace di raccontare emozioni e trasformazioni interiori.
Venezia, il ritorno di Kore-eda al Lido
La presenza di Look Back alla Mostra di Venezia ha un significato importante nella carriera del regista. Il Lido era già stato una tappa fondamentale per Kore-eda nel 1995, quando Maborosi ottenne il riconoscimento per la sceneggiatura. Poi, nel 2019, arrivò l’apertura della Mostra con La verità. Ora, sette anni dopo, il regista torna in concorso con un progetto diverso, ma ancora una volta fortemente personale. La 83ª edizione della Mostra, in programma dal 2 al 12 settembre 2026, vede Look Back confrontarsi con altri importanti titoli internazionali per il Leone d’Oro. Per Kore-eda Venezia rappresenta dunque molto più di una semplice vetrina internazionale. È un luogo che accompagna diverse fasi della sua carriera e che gli permette nuovamente di misurarsi con un pubblico internazionale attraverso una storia profondamente giapponese, ma costruita attorno a sentimenti facilmente riconoscibili anche al di fuori del Giappone.
L’appuntamento con il pubblico italiano
Dopo il passaggio veneziano, Look Back si prepara ad arrivare nelle sale italiane a novembre, con Lucky Red in collaborazione con BIM Distribuzione. L’attesa nasce anche dalla particolarità del progetto: Kore-eda parte da un manga molto conosciuto e lo trasforma in un film dal vivo, mantenendo al centro due giovani protagoniste e il rapporto che nasce tra loro. Il risultato porta ancora una volta il regista a interrogarsi su ciò che rimane delle persone nelle vite degli altri. Il disegno diventa memoria, l’amicizia diventa esperienza condivisa e la creatività diventa un modo per reagire a ciò che accade. Con Look Back, Kore-eda torna quindi a Venezia non soltanto con un nuovo film, ma con una storia che riflette sul valore dell’atto creativo. Una storia che parte dal Giappone, passa attraverso le pagine di un manga e arriva sul grande schermo per parlare di qualcosa di universale: il bisogno di creare, di incontrare qualcuno e di dare un significato a ciò che viviamo.
A novembre, quando il film arriverà nelle sale italiane, sarà il pubblico a completare questo percorso iniziato sulle pagine di Fujimoto e proseguito attraverso lo sguardo cinematografico di Kore-eda.
Filly di Somma

