In scena il 23 luglio 2026 al Teatro Romano di Volterra. Inizio modulo
Le lacrime delle donne – La guerra è finita, scritto e diretto da Manuel Giliberti, si impone come un dispositivo scenico che interroga la memoria del mito e la trasfigura in un atto politico contemporaneo. L’opera non si limita a evocare la tragedia omerica: la attraversa, la scarnifica, la ribalta. L’Iliade, con la sua architettura virile, i suoi eroi scolpiti nel bronzo della narrazione, viene qui decentrata, inclinata, resa fragile. Al suo posto, Giliberti innalza un coro di voci femminili che non chiedono di essere ascoltate: pretendono di essere riconosciute.
Andromaca, Ecuba, Briseide, Elena. Figure che la tradizione ha relegato ai margini del racconto, ma che in questa drammaturgia diventano il nucleo pulsante di una riflessione sulla violenza, sulla perdita, sulla dignità. Le loro parole non cercano consolazione. Sono fenditure, ferite aperte, lampi di lucidità che attraversano la scena come un vento antico. In esse non c’è la retorica del perdono, né la pacificazione del mito: c’è la crudezza di chi ha visto la propria vita spezzata e tenta, con la sola forza della voce, di ricomporre un senso.
La spiaggia su cui le donne attendono la partenza verso la Grecia diventa un luogo liminale, una soglia tra ciò che è stato e ciò che sarà. Qui la tragedia non è più solo rappresentazione, ma consapevolezza. Il regista catanese costruisce un teatro delle ombre dove apparenza e verità si sfiorano, si confondono, si dissolvono come bianco e nero che, accostati, perdono per un istante i loro confini. È in questo spazio sospeso che le protagoniste scoprono la propria identità politica: non più vittime, ma testimoni; non più figure accessorie, ma soggetti che reclamano diritti, dignità, memoria.
La regia di Giliberti essenziale e rigorosa, permette alle interpreti: Deborah Lentini, Cecilia Mati Guzzardi, Gabriele Crisafulli, Claudia Bellia, Isabel Russinova di incarnare un dolore che non è solo individuale, ma archetipico. Le loro presenze sceniche si intrecciano come fibre di un tessuto rituale, mentre le musiche di Marco Lo Russo amplificano la dimensione sacrale del racconto, trasformando la scena in un luogo di evocazione e di ascolto.
L’opera drammaturgica si colloca con forza nel panorama contemporaneo, perché parla del presente senza mai nominarlo. Le guerre che devastano il mondo, le violenze che attraversano i corpi e le società, risuonano nelle parole delle Troiane come un’eco che non si è mai spenta. La tragedia antica diventa così specchio del nostro tempo, e il teatro si fa strumento di memoria, di denuncia, di resistenza.
Le lacrime delle donne – La guerra è finita è un lavoro imprescindibile. Un atto poetico e politico che restituisce voce a chi la storia ha spesso silenziato. Un’opera che non consola, ma illumina. Che non chiude, ma apre. Che non dimentica, ma ricorda.
Giuliano Angeletti
Le lacrime delle donne – La guerra è finita…
con
Deborah Lentini, Cecilia Mati Guzzardi,
Gabriele Crisafulli, Claudia Bellia
e Isabel Russinova
musiche Marco Lo Russo
Regia Manuel Giliberti
Nave Argo Produzioni

