Nùvo, “Resto io”: tra musica ed emozioni

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Dall’11 settembre 2026 è disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica il nuovo singolo di NÙVO, “Resto io”, capitolo conclusivo del concept “3 Battiti”. Un progetto che unisce pop, dance ed elettronica, raccontando la vita, le relazioni e il desiderio di mantenere una promessa fatta a se stessi.

Ci sono percorsi artistici che nascono da un incontro improvviso con la musica e altri che affondano le proprie radici in una passione coltivata fin da giovanissimi. Quello di NÙVO appartiene a questa seconda categoria: un viaggio iniziato tra le note della musica classica e approdato, attraverso esperienze, pause e nuove consapevolezze, a un linguaggio pop contemporaneo. A soli dodici anni comincia a studiare violino, dedicandosi per diversi anni alla formazione musicale tradizionale e sperimentando anche un breve approccio al canto lirico. È intorno ai sedici anni che si avvicina alla scrittura di brani e allo studio del canto moderno, lasciandosi conquistare dalle sonorità dance e dall’universo del clubbing. Esperienze che, maturate all’interno di diversi progetti, contribuiscono a definire la sua identità artistica.

Il suo immaginario musicale si muove principalmente tra pop, dance e musica club internazionale. Lady Gaga, David Guetta e Avicii rappresentano alcuni dei riferimenti che hanno influenzato il suo modo di concepire il ritmo e l’elettronica, in un equilibrio tra immediatezza, energia ed emozione. Ma la musica di NÙVO non si limita alla ricerca di sonorità coinvolgenti. Al centro delle sue canzoni ci sono la vita e le emozioni che la attraversano: le relazioni, le distanze, le fragilità, i cambiamenti e tutto ciò che contribuisce a rendere autentica l’esperienza umana. Un racconto rivolto a un pubblico trasversale, senza barriere anagrafiche o di genere, con il desiderio di creare una connessione sincera attraverso la musica.

Dopo un periodo di pausa, il 2026 segna la ripartenza ufficiale del progetto NÙVO, sostenuto da un team di lavoro composto da arrangiatore, videomaker e ufficio stampa. Un nuovo capitolo discografico che prende il via il 27 marzo con il singolo “Tra le mie felpe”, prosegue il 12 giugno con “SALE”, arricchito a luglio da una versione remix, e giunge ora al suo momento conclusivo con “Resto io”.

Tre brani autonomi, ma legati da un filo narrativo comune: è questa l’idea alla base di “3 Battiti”, un concept nel quale le canzoni, ascoltate in sequenza, si uniscono per raccontare un’unica storia. “Resto io”, disponibile dall’11 settembre sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica, rappresenta dunque il capitolo finale di questo percorso. Un titolo che richiama il tema dell’identità e della continuità, ma anche la volontà di ripartire con maggiore consapevolezza, mantenendo fede a una promessa fatta a se stessi molti anni fa.

Ho incontrato NÙVO per conoscere più da vicino il significato di “Resto io” e il progetto narrativo dei “3 Battiti”.

Ciao NÙVO, bentrovato al corriere dello spettacolo e  complimenti per il tuo nuovo singolo “Resto io”. Un brano che racconta la fine di un legame doloroso e il ritorno a se stessi. Da dove nasce l’ispirazione per questa canzone e cosa vorresti trasmettere a chi la ascolta?

NÙVO: : “Resto io” nasce da qualcosa che ho vissuto in prima persona. È quel momento in cui una relazione finisce e, dopo aver dato tanto a un’altra persona, quasi non sai più bene cosa sia rimasto di te. All’inizio c’è il vuoto, ci sono le domande, magari anche la rabbia. Poi però arriva un momento in cui capisci che, nonostante tutto, tu sei ancora lì. Ed è proprio da questa sensazione che nasce il pezzo. Non volevo fare la classica canzone sulla fine di una storia, ma raccontare quello che succede dopo. Quel momento in cui smetti di cercare risposte nell’altra persona e inizi a ritrovare te stesso. Se chi la ascolta sta vivendo qualcosa di simile, vorrei che sentisse proprio questo: puoi perdere qualcuno, puoi stare male, puoi sentirti completamente fuori posto… ma alla fine resti tu. E da lì puoi ripartire.

“Resto io” è il capitolo conclusivo del concept “3 Battiti”. Come è nata l’idea di costruire questo percorso musicale e cosa rappresenta per te arrivare alla sua conclusione?

NÙVO: : “3 Battiti” è l’unione di tre canzoni che, anche se diverse, raccontano tre momenti della stessa storia. Invece di trattarle come singoli separati, ho pensato: perché non unirle e lasciare che ognuna racconti un pezzo del percorso? “Tra le mie felpe” è un momento, “SALE” ne rappresenta un altro e con “Resto io” si arriva alla fine, quando tutto quello che è successo viene in qualche modo metabolizzato.

Mi piace molto pensare ai tre brani come a tre battiti perché sono tre fotografie emotive della stessa persona, ma scattate in momenti diversi. E arrivare a “Resto io” è strano, perché da una parte significa chiudere qualcosa a cui sono molto legato, dall’altra sento proprio il bisogno di andare avanti. Quindi sì, è una fine, ma per me è soprattutto un nuovo inizio.

Il tuo percorso parte dalla musica classica per arrivare alla scrittura, al canto moderno e alle sonorità dance. Quanto hanno influito queste esperienze sulla tua identità artistica?

NÙVO: Tantissimo. A volte penso che il mio percorso sia un po’ strano, perché sono partito dal violino e dalla musica classica e oggi mi ritrovo a voler fare sempre più dance! Però in realtà credo che un filo che collega tutto ci sia.

Il violino mi ha dato tantissimo a livello musicale, soprattutto nel rapporto con le melodie e con l’armonia. Anche l’esperienza con il canto lirico mi ha aiutato a conoscere la mia voce, poi con il canto moderno ho iniziato finalmente a capire come volevo usarla per raccontare me stesso. La scrittura è arrivata insieme al bisogno di dire cose mie. E la dance, invece, è probabilmente il mondo nel quale mi sento più libero. Mi piace tantissimo l’idea di prendere un’emozione magari anche triste e trasformarla in qualcosa su cui puoi ballare. Quella contraddizione mi rappresenta molto: magari dentro sto vivendo il dramma più totale, però sotto parte la cassa.

Nel videoclip di “Resto io”, Milano accompagna il senso di  solitudine e rinascita del brano. Come hai vissuto le riprese e quanto sono importanti le immagini per raccontare la tua musica?

NÙVO:  È stata una bella esperienza, ma anche abbastanza intensa. Abbiamo iniziato al tramonto e siamo andati avanti fino alla notte, quindi abbiamo vissuto davvero quel passaggio dalla luce al buio che secondo me si sposa molto bene con il brano. Milano poi mi piaceva proprio per questo: sei circondato continuamente da persone, macchine, palazzi, luci, rumori… eppure puoi sentirti incredibilmente solo. È una sensazione particolare e per “Resto io” funzionava perfettamente.

Per me le immagini sono importanti perché quando scrivo una canzone vedo già delle scene nella mia testa. Non penso soltanto al suono. Penso a un’atmosfera, a dei colori, a dei luoghi. Quindi il videoclip diventa un modo per far entrare chi ascolta ancora di più nel mio mondo e fargli vedere almeno una parte di quello che vedevo io mentre nasceva il pezzo.

Con “Resto io” si chiude un capitolo, ma hai già annunciato un futuro in cui la componente dance avrà un ruolo sempre più centrale. Cosa dobbiamo aspettarci dal prossimo NÙVO e quali sogni vorresti realizzare attraverso la tua musica?

NÙVO:  Sicuramente più dance! È una direzione che sento davvero mia, non significa però abbandonare la parte emotiva. Anzi, secondo me la cosa interessante sarà proprio riuscire a mettere insieme le due anime: raccontare qualcosa di vero, magari anche molto personale, ma farlo attraverso un sound che ti faccia venire voglia di muoverti, anche se non nego che mi piace osare e che ci saranno anche dei brani di generi e stili diversi.

Sul futuro cerco di non darmi troppi limiti. Ovviamente sogno palchi grandi, sogno di far ascoltare la mia musica a sempre più persone e soprattutto sogno di poter vedere qualcuno sotto un palco cantare una mia canzone. Credo che quella sarebbe una delle emozioni più belle. Però, prima ancora dei numeri o dei traguardi, voglio costruire un mondo che quando lo senti ti faccia dire: “Ok, questo è NÙVO”. Sto ancora scoprendo fino in fondo quale sarà quel mondo, ed è proprio questa la parte che mi entusiasma di più.

Grazie NÙVO per essere stato con noi e per aver raccontato ai nostri lettori la tua musica e il tuo nuovo progetto. Ti faccio un grande in bocca al lupo per “Resto io” e per il tuo futuro artistico. Un caro saluto!

NÙVO: Grazie a te Giuseppe e a tutta la redazione del Corriere dello Spettacolo per questa bella intervista e per lo spazio che mi avete dedicato. Un caro saluto a tutti!

 Giuseppe Sanfilippo

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