Classe 2003, modenese, cantautore e chitarrista, Alberto Conti è un artista che porta nella propria musica l’incontro tra una solida formazione accademica e le influenze della scena contemporanea. Ha iniziato a studiare chitarra a soli otto anni, proseguendo il suo percorso al Liceo Musicale di Modena, dove ha conseguito il diploma in chitarra classica, fino alla laurea in chitarra jazz al Conservatorio di Parma.
Nel 2022 arriva anche l’esperienza televisiva di Italia’s Got Talent, un passaggio che gli permette di farsi conoscere da un pubblico più ampio. Dal 2025 prende forma il suo percorso discografico insieme al produttore Alex Bagnoli, con il quale sta lavorando al suo primo album, affiancato da Marco Baroni come coautore dei testi. Un progetto nel quale Alberto cerca di costruire un linguaggio personale, capace di parlare della quotidianità, delle relazioni e delle emozioni della sua generazione attraverso una scrittura diretta e contemporanea.
Tra i suoi riferimenti musicali ci sono John Mayer, Sam Fender e Jacob Collier, artisti molto diversi tra loro ma accomunati dalla capacità di unire ricerca musicale, identità e dimensione emotiva. E proprio nella dimensione live Alberto trova una delle espressioni più autentiche del proprio percorso: voce e chitarra diventano strumenti essenziali per creare un rapporto immediato con chi ascolta.
Dopo il primo singolo Sogni in svendita, Alberto Conti presenta “Disco rotto (Live Session Room)”, disponibile sulle piattaforme digitali dal 21 agosto 2026 e in rotazione radiofonica dall’11 settembre. Il brano racconta un legame fatto di entusiasmo, fragilità e smarrimento, attraverso una scrittura diretta e contemporanea. Nella versione Live Session Room, registrata con basso elettrico e chitarra, la dimensione emotiva emerge con ancora più forza, fino al finale strumentale, affidato a una chitarra espressiva che lascia parlare la musica oltre le parole. Con “Disco rotto”, Alberto Conti prosegue così il suo percorso tra scrittura, ricerca musicale e autenticità, raccontando la sua generazione con uno sguardo personale e sincero.
Per conoscere meglio Alberto Conti, il suo percorso, le sue influenze e la storia di “Disco rotto”, lo abbiamo incontrato per una breve intervista. Ecco cosa ci ha raccontato.
Ciao Alberto, complimenti per il tuo nuovo singolo “Disco rotto (Live Session Room)”, disponibile in radio dall’11 settembre. Il brano racconta il coraggio di incontrarsi senza sapere cosa succederà e un legame fatto di entusiasmo e smarrimento. Come nasce questa canzone e cosa rappresenta per te?
Ciao, grazie mille, questa canzone nasce dall’idea di raccontare le emozioni che si possono provare nel cercare di affrontare nuove sfide e nel coraggio di lasciarsi alle spalle il passato. È una canzone molto importante per me perché è stata una delle prime canzoni che ho scritto e mi rappresenta musicalmente.
Nel brano canti di un “disco rotto che mi scarica”, un’immagine che richiama un rapporto instabile, ma difficile da lasciare andare. Quanto è importante raccontare nelle tue canzoni le emozioni e le esperienze della vita quotidiana dei giovani?
Per me, le emozioni che si possono vivere quotidianamente sono un interessante punto di riflessione. Nelle mie canzoni mi piace parlare di cose nelle quali chi ascolta si possa immedesimare. In questa canzone ho usato la metafora del Disco Rotto per parlare di una relazione che è agli sgoccioli, poiché continua a dare emozioni ma non sono più come quelle iniziali.
Questa versione Live Session Room, registrata con basso elettrico e chitarra, dà particolare spazio al finale strumentale e all’assolo di chitarra. Da cantautore e chitarrista, che cosa rappresenta per te questo momento musicale e quali emozioni desideri trasmettere a chi ascolta?
Per me gli spazi strumentali in una canzone sono fondamentali, anch’essi, come la voce, esprimono concetti ed emozioni. Nelle mie canzoni, infatti, cerco sempre di dedicare spazi alla musica, senza l’ausilio della voce.
Hai iniziato a studiare chitarra a otto anni, ti sei diplomato al Liceo Musicale di Modena e hai conseguito la laurea in chitarra jazz al Conservatorio di Parma. Quanto hanno contribuito la tua formazione musicale e lo studio alla costruzione della tua identità artistica?
Ho avuto l’enorme fortuna che i miei genitori mi hanno sempre sostenuto moltissimo in questa passione. Tutto quello che ho studiato ha contribuito nella mia formazione e nelle mie canzoni, credo che studiare ti possa aiutare a scoprire sempre nuovi modi per riuscire a comunicare.
Nel 2022 hai partecipato a Italia’s Got Talent, mentre dal 2025 hai iniziato il tuo percorso discografico con il produttore Alex Bagnoli e il coautore Marco Baroni. Come è cambiato il tuo modo di vivere la musica dal palco di un talent show alla realizzazione dei tuoi brani originali?
L’esperienza ad Italia’s got talent è stata bellissima e la ricordo sempre con grande piacere, un anno fa ho avuto la grande fortuna di incontrare Alex e Marco che mi hanno aiutato e sostenuto nella realizzazione del mio primo album. In questo anno ho imparato tanto da loro e spero di poter collaborare ancora a lungo con professionisti come loro.
Dopo “Sogni in svendita” e “Disco rotto”, prosegue il tuo percorso verso il primo album. Quali sono i tuoi prossimi progetti e che cosa vorresti raccontare al pubblico attraverso la tua musica?
In questi mesi sto scrivendo un secondo album e sto portando la mia musica su palchi di ogni tipo. Suonare dal vivo, secondo me, è la cosa più bella che la musica possa regalarti. Per il futuro spero di continuare a scrivere, suonare e condividere la mia musica con sempre più persone.
Grazie Alberto per essere stato con noi e per aver condiviso questa tua nuova esperienza musicale. Ti facciamo un grande in bocca al lupo per “Disco rotto” e per tutti i tuoi prossimi progetti. Grazie ancora e a presto!
Grazie a te, Giuseppe, per questa bella intervista e per l’attenzione che hai dedicato alla mia musica. Un grazie anche a Il Corriere dello Spettacolo per lo spazio e per avermi dato l’opportunità di raccontare il mio percorso e il nuovo singolo “Disco rotto”. Un abbraccio a tutti i lettori e a presto!
Giuseppe Sanfilippo

