Corriere dello Spettacolo

“Un bacio di fortuna” (vol. 3): il nuovo ep di Anastasia Anniemore24

 

Autrice, produttrice e artista italo-bielorussa, Anastasia ha fatto della parola e dell’emozione il centro della propria ricerca musicale. La sua formazione nel giornalismo televisivo e il percorso maturato tra scrittura, comunicazione e musica hanno contribuito a costruire un progetto artistico nel quale la canzone italiana incontra sonorità contemporanee e sperimentali.

Dal primo singolo in italiano, Quest’autunno, è nato il più ampio progetto “30 inediti per 30 voci – Un bacio di fortuna”: trenta brani originali, ciascuno affidato a un interprete diverso, scelto da Anastasia in base alle caratteristiche vocali e alla sensibilità necessarie per raccontare ogni canzone. Il progetto, articolato in sei volumi da cinque brani, è arrivato al terzo capitolo con “Un bacio di fortuna (Vol. 3)”, disponibile sulle piattaforme digitali dall’11 settembre. L’EP contiene cinque brani: Questa notte feat. Cecilia Quad, Il crepuscolo feat. Bone, Sirena feat. Vanessa Berni, Mappamondo feat. Biko e Il postino feat. Arthurium.

Dal 18 settembre, inoltre, sarà in radio “Sirena”, il nuovo singolo realizzato con Vanessa Berni.

Ho incontrato Anastasia  per parlare di questo particolare percorso autoriale e produttivo, della nascita delle sue canzoni, della scelta degli interpreti e del rapporto tra la lingua italiana, la musica e le emozioni che desidera trasmettere attraverso il suo progetto.

Ciao Anastasia, bentrovata sulle pagine del Corriere dello Spettacolo e complimenti per il tuo lavoro, per le tue canzoni e per il progetto musicale che hai costruito. Partiamo da te: Sei un’artista italo-bielorussa. Dopo gli studi di giornalismo a Minsk e il trasferimento in Italia, come è nato il tuo percorso nel mondo della musica e della scrittura?

Anastasia: Non avevo programmato di legare la mia vita alla musica, anche se da bambina ho studiato pianoforte: era un desiderio dei miei genitori. Non mi sentivo abbastanza sicura in quel linguaggio e ho scelto la scrittura, lo spazio in cui riuscivo a esprimermi con più naturalezza. Dopo il trasferimento in Italia ho dovuto ricominciare da zero, imparando una nuova lingua e lavorando inizialmente in ambiti diversi. Un giorno ho provato a scrivere poesie prima in russo e poi direttamente in italiano, per non tradire — o snaturare con la traduzione — testi nati in un’altra lingua. Da allora la scrittura è diventata una necessità, quasi un’incantazione: non riesco più a farne a meno.

Per far conoscere i miei testi ho scelto la musica, perché non chiede permesso: entra ovunque e, quando riesce a emozionare, può restare a lungo nella memoria e nella mente di chi ascolta. Questa è diventata la mia direzione, la mia passione e il mio obiettivo

Il tuo progetto “30 brani per 30 voci” è un lavoro molto ambizioso. Come è nata l’idea di realizzare 30 canzoni originali in italiano, affidandole a 30 interpreti diversi?

Anastasia: Io purtroppo non canto: per far nascere davvero i miei brani avevo bisogno di incontrare delle voci. Da questa necessità è nata anche una domanda artistica: quale formato discografico poteva definire il mio ruolo? Ho immaginato la figura della narratrice musicale, quasi una regista che scrive novelle in musica e affida agli attori-cantanti il compito di diventare “voci d’autore”. Ho scelto trenta brani perché trenta erano anche i testi scritti per una mia pubblicazione poetica. Coinvolgere trenta interpreti diversi mi permette di mostrare l’ampiezza dei generi musicali che possono accogliere la mia scrittura: dalla forma più classica a quella sperimentale e d’avanguardia. Solo dopo ho scoperto che anche il Festival di Sanremo riunisce trenta partecipanti. Allora ho sorriso: forse, nel mio piccolo, ho creato il mio Sanremo — fatto di trenta voci, trenta storie e un unico progetto narrativo

L’11 settembre è uscito il tuo terzo EP, “Un bacio di fortuna – Volume 3”, dal quale è estratto il singolo “Sirena”, interpretato insieme a Vanessa Berni. Che cosa racconta questa canzone e che cosa rappresenta per te la figura della sirena?

Anastasia: Sirena parla di tutte le donne, oltre ogni confine geografico. È una canzone che prova a demolire l’antico archetipo della donna come semplice oggetto del desiderio maschile e a restituirle una voce, uno sguardo e il diritto di definirsi da sé. Per me la sirena contemporanea non seduce per essere scelta: parla, decide, esiste. È una figura libera e consapevole, capace di trasformare la propria diversità in forza. Credo che questo cambiamento di sguardo — dalla donna-oggetto alla donna-soggetto — abbia inciso profondamente anche sulla direzione della nostra evoluzione culturale e umana

Nel tuo lavoro dai grande importanza alla lingua italiana, anche coinvolgendo artisti stranieri che cantano in italiano. Perché per te è così importante difendere e valorizzare questa lingua attraverso la musica?

Anastasia: Ormai mi sento italiana anch’io: vivo qui e per condividere davvero le mie idee e la mia visione poetica, sento di dover parlare agli italiani nella loro lingua. È una lingua profondamente melodica, con una storia centrale nella lirica; eppure, nel pop contemporaneo molti artisti emergenti scelgono l’inglese, considerandolo più adatto alla sperimentazione o alle sonorità d’avanguardia. Il mio progetto nasce anche per mettere in discussione questa convinzione: se il testo diventa una struttura viva della musica e la produzione riesce a unire parola, voce e suono, l’italiano può essere altrettanto contemporaneo, libero e internazionale. Il mio contributo concreto è stato coinvolgere tre cantanti stranieri nel progetto 30 inediti per 30 voci, affidando loro brani pop interamente in italiano: una cantante uzbeka, una polacca e un cantante iraniano. Con loro ho lavorato anche sull’impostazione del testo e sulla pronuncia. È un’esperienza insolita e molto coinvolgente, anche perché io stessa non sono di origine italiana: mi piacciono le strade ancora poco esplorate, anche quando comportano difficoltà. Nel Vol. 3 di Un bacio di fortuna, appena uscito, Il postino è interpretato da Arthurium, cantante siriano. E c’è un dettaglio che mi ha fatto sorridere: una radio italiana in Australia, tra i cinque brani del volume, ha scelto proprio la canzone cantata in italiano da un artista siriano. Per me è la dimostrazione più bella che la lingua italiana, se attraversata con cura, rispetto e immaginazione, può parlare davvero oltre ogni confine

Dopo questo importante percorso artistico e produttivo, quali sono i tuoi prossimi progetti e qual è il sogno che vorresti realizzare nel mondo della musica?

Anastasia: Ho tantissime idee e molta carne al fuoco. Il progetto italiano 30 inediti per 30 voci comprende sei EP e siamo appena arrivati al terzo volume: ci sono ancora molte uscite da preparare e ogni capitolo richiede un lavoro enorme. Non mi occupo soltanto della scrittura e della produzione dei brani, ma realizzo anche un video per ogni canzone; poi c’è tutto il percorso necessario per far arrivare il progetto al pubblico attraverso i social, i media e il dialogo quotidiano con chi ascolta. In parallelo sto sviluppando progetti simili anche in lingua inglese e russa. Ho capito che, perfino in Italia, i brani in russo possono trovare un pubblico pronto ad ascoltarli: quando una canzone è autentica, la lingua non è un confine ma una porta.

Ho incontrato anche tre interpreti che continueranno il loro cammino artistico con me dopo la conclusione di questo progetto discografico: stiamo già lavorando a nuovi singoli in italiano. Chi sceglierà di restare accanto a questo percorso diventerà, in qualche modo, coautore dei miei lavori futuri, perché l’ascolto, il confronto e la fiducia trasformano una canzone in un’esperienza condivisa. Il mio sogno più grande è trovare il mio pubblico: persone che possano emozionarsi, riconoscersi e sentirsi meno sole attraverso le mie canzoni. Vorrei costruire una comunità di ascoltatori che non ricevano soltanto la musica, ma la rendano viva con la propria storia. E, sinceramente, a questo punto mi chiedo: chi ci ferma più?

Grazie Anastasia per essere stata con noi e per aver raccontato ai lettori del Corriere dello Spettacolo il tuo percorso, la tua musica e il progetto “Un bacio di fortuna”. Ti facciamo un grande in bocca al lupo per i tuoi prossimi lavori e per tutto ciò che verrà.

Anastasia: Grazie a voi del Corriere dello Spettacolo per questa bella intervista, per l’attenzione e per lo spazio che avete dedicato alla mia musica e al mio progetto. Un caro saluto a Giuseppe e a tutta la redazione!

Giuseppe Sanfilippo

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