Quando un fenomeno religioso può essere definito soprannaturale? Le nuove norme del Vaticano prevedono verifiche scientifiche, diversi livelli di valutazione e persino l’ipotesi della mistificazione. Intervista alla Dottoressa Valentina Pelliccia.
Apparizioni mariane, statue che sembrano piangere, presunte lacrimazioni di sangue, visioni e altri fenomeni straordinari attraversano da secoli la storia della religiosità popolare. Spesso vengono raccontati semplicemente come “miracoli”. Ma la posizione ufficiale della Chiesa cattolica è molto più prudente.
Il 17 maggio 2024 il Dicastero per la Dottrina della Fede ha pubblicato le nuove “Norme per procedere nel discernimento di presunti fenomeni soprannaturali”, approvate da Papa Francesco.
Ne parliamo con la Dottoressa Valentina Pelliccia, giornalista, Communication Expert e professionista con formazione giuridica.
Dottoressa Valentina Pelliccia, è vero che persino un Nihil obstat non significa che la Chiesa abbia riconosciuto un miracolo?
«Sì, ed è probabilmente uno degli aspetti meno conosciuti. Le norme del 2024 precisano che il Nihil obstat consente una valutazione pastorale positiva, ma non comporta una dichiarazione dell’origine soprannaturale del fenomeno. Il documento afferma inoltre che i fedeli non sono obbligati a credere al presunto evento.» (Dicastero per la Dottrina della Fede, “Norme per procedere nel discernimento di presunti fenomeni soprannaturali”, 17 maggio 2024)
Perché questa distinzione è importante?
«Perché nel linguaggio comune tendiamo a confondere autorizzazione della devozione, riconoscimento ecclesiastico e dimostrazione del soprannaturale. Sono concetti differenti. La stessa Chiesa oggi utilizza un sistema molto più articolato e prudente.»
La Chiesa contempla realmente l’indagine scientifica?
«Sì. Le norme prevedono che la Commissione incaricata possa avvalersi anche di esperti e contemplano espressamente verifiche di carattere tecnico e scientifico. Questo mi sembra un passaggio estremamente importante: quando un fenomeno produce conseguenze materialmente osservabili, la verifica razionale non è necessariamente contraria alla fede.» (Dicastero per la Dottrina della Fede, Norme del 17 maggio 2024)
Il Vaticano considera anche la possibilità che un fenomeno sia falso?
«Certamente. Ed è forse il punto più sorprendente per chi conosce questi argomenti soltanto attraverso il racconto popolare. Le norme contemplano elementi critici quali errori dottrinali, ricerca di profitto, comportamenti gravemente immorali e persino un possibile intento mistificatorio. Esiste inoltre una specifica categoria denominata Declaratio de non supernaturalitate, cioè una dichiarazione di non soprannaturalità.»
Questo significa che la Chiesa è diventata scettica verso i miracoli?
«Non utilizzerei questa espressione. Direi piuttosto che distingue la fede dalla credulità. La prudenza serve anche a tutelare i credenti da manipolazioni, interessi economici o interpretazioni prive di fondamento. È significativo che sia la stessa istituzione religiosa a prevedere strumenti di verifica.»
Che cosa possiamo imparare dai casi delle Madonne che avrebbero pianto sangue?
«Che dobbiamo distinguere almeno quattro livelli: ciò che qualcuno racconta di avere osservato, ciò che è materialmente documentabile, ciò che un laboratorio può dimostrare e l’interpretazione che attribuiamo al risultato. Sono livelli differenti e non dovrebbero essere sovrapposti.»
Quindi trovare sangue su una statua non dimostra un miracolo?
«Esattamente. Dimostra, qualora l’analisi sia attendibile, che sulla statua è presente sangue. Successivamente possiamo domandarci se sia umano o animale, determinarne eventualmente il sesso biologico, analizzarne il DNA e cercarne la provenienza. Solo dopo possiamo formulare ulteriori ipotesi. La sequenza metodologica è fondamentale.»
E quando la scienza non riesce a spiegare un fenomeno?
«Dobbiamo evitare quello che in logica viene definito argumentum ad ignorantiam. Non posso affermare che una proposizione sia vera soltanto perché non sono riuscita a dimostrarne falsa un’altra. “Non spiegato” significa esattamente questo: non spiegato. Non significa automaticamente soprannaturale.»
Dottoressa Valentina Pelliccia, fede e scienza possono quindi convivere?
«Credo che possano farlo molto meglio quando entrambe rispettano i propri confini. La fede risponde a interrogativi sul significato e sulla trascendenza che non possono essere ridotti a un’analisi di laboratorio. La scienza studia invece ciò che è osservabile, misurabile e falsificabile. La vera minaccia non è la domanda. È confondere una convinzione con una prova.»
Ringraziamo la Dottoressa Valentina Pelliccia per il suo importante contributo.
Fonti: Dicastero per la Dottrina della Fede, “Norme per procedere nel discernimento di presunti fenomeni soprannaturali”, 17 maggio 2024; Sala Stampa della Santa Sede, 17 maggio 2024.


