ROMA – Un confronto sulla storia dei rapporti tra Stato e Chiesa, ma anche una riflessione sulle trasformazioni della società contemporanea e sulle sfide poste dal pluralismo culturale e religioso. È questo il filo conduttore dell’incontro svoltosi mercoledì 23 settembre 2026 alla Biblioteca “Giovanni Spadolini” del Senato della Repubblica, nella Sala degli Atti Parlamentari di Piazza della Minerva, in occasione della presentazione del volume Da Cavour alla Repubblica. I rapporti tra Stato e Chiesa, laicità e laicismo nella storia d’Italia, edito da Pedrini e curato da Pier Franco Quaglieni.
Tra gli interventi che hanno animato il dibattito, particolare attenzione ha suscitato quello di Donatella Zaccagnini Romito, che ha preso spunto dalle considerazioni espresse dal professor Quaglieni per soffermarsi sul rapporto tra identità, religione, educazione e integrazione.
Zaccagnini Romito ha dichiarato di essere rimasta particolarmente colpita dalle affermazioni di Quaglieni relative al ruolo dell’Islam e al rischio, da lui prospettato, di una sovrapposizione tra dimensione religiosa e dimensione statale in Europa. Nel richiamare quelle considerazioni, ha parlato dell’Islam nei termini di una «vera e propria conquista dei nostri territori», collocando la questione all’interno di una più ampia riflessione sul futuro dell’identità culturale europea.
Al di là delle valutazioni espresse nel corso del dibattito, il cuore dell’intervento di Zaccagnini Romito è stato però individuato soprattutto nella necessità di partire dall’educazione delle nuove generazioni.
«Importante è investire nell’educazione dei giovani», ha sottolineato, indicando nella scuola uno degli strumenti fondamentali attraverso i quali affrontare le trasformazioni della società e costruire percorsi di convivenza. Nel suo intervento ha inoltre richiamato il tema della composizione delle classi scolastiche, sostenendo la necessità di «limitare dove possibile il numero degli stranieri nelle classi» e, parallelamente, di favorire un’integrazione capace di produrre progresso.
In questa direzione si inserisce anche il decreto Scuola approvato in Consiglio dei ministri proprio in questi giorni, di cui tanto si discute. Per evitare le cosiddette “classi ghetto”, come le ha definite Meloni stessa, il provvedimento introduce due misure simbolo: il tetto del 30% di studenti stranieri nelle classi iniziali e il divieto di indossare indumenti che oscurano il volto come burqa e niqab negli ambienti scolastici.
Il tetto scatterà dal prossimo anno e si baserà sulla conoscenza o meno dell’italiano, mentre per chi viola il divieto di velatura integrale è prevista una multa fino a mille euro, insieme a più fondi per il potenziamento linguistico e corsi di italiano anche per i genitori.
Come ha rivendicato la presidente del Consiglio, per il governo sono “strumenti di buon senso che non dividono, ma aiutano a integrare”. Posizione che ha diviso le opposizioni e anche una parte della destra.
Una posizione che Zaccagnini Romito ha collegato alla valorizzazione delle radici culturali italiane ed europee. L’integrazione, nella prospettiva illustrata durante l’incontro, non dovrebbe infatti tradursi nella rinuncia alla propria identità, ma accompagnarsi alla conoscenza e alla trasmissione del patrimonio storico e culturale del Paese.
Il tema si è così intrecciato con quello più ampio della laicità dello Stato, al centro della presentazione del volume di Quaglieni. Nel corso dell’incontro è stato ricordato il lungo percorso che ha accompagnato la storia italiana: dal pensiero di Camillo Benso di Cavour e dalla formula della «libera Chiesa in libero Stato» alla Questione romana, dalla legge delle Guarentigie ai Patti Lateranensi, fino ai principi costituzionali e alla revisione del Concordato del 1984.
Una prospettiva storica che ha consentito ai relatori di affrontare anche le trasformazioni dell’Italia contemporanea, sempre più caratterizzata dalla presenza di differenti sensibilità culturali e religiose.
Proprio su questo terreno si è sviluppato il confronto tra il principio della laicità e quello del laicismo, nonché sulla necessità di distinguere la neutralità delle istituzioni rispetto alle confessioni religiose dalla contrapposizione alla dimensione religiosa. Nel dibattito è emersa quindi la questione di come mantenere insieme libertà di coscienza, libertà religiosa, autonomia dello Stato e tutela del pluralismo.
L’intervento di Zaccagnini Romito ha portato questa riflessione sul terreno dell’educazione e dell’identità, ponendo l’accento sulla responsabilità delle istituzioni e della scuola nella formazione delle nuove generazioni. Da qui il richiamo alla necessità di investire sui giovani, di costruire percorsi di integrazione e, nello stesso tempo, di «far valere le nostre radici».
L’incontro alla Biblioteca “Giovanni Spadolini” ha offerto così l’occasione per collegare la riflessione storica sui rapporti tra Stato e Chiesa alle questioni che attraversano il dibattito contemporaneo: il significato della laicità, il pluralismo religioso, l’integrazione, il ruolo della scuola e la trasmissione dell’identità culturale.
Ad aprire i lavori era stato il saluto del senatore Marcello Pera, presidente della Commissione per la biblioteca e per l’archivio storico del Senato, portato dalla senatrice Simona Flavia Malpezzi. Sono quindi intervenuti Michele Canonica, presidente del Comitato di Roma della Società Dante Alighieri, e Rocco Romeo, giornalista, docente universitario, architetto, scrittore e saggista. L’incontro è stato moderato da Anna Maria Croce, presidente del Circolo culturale Madame de Staël, mentre le conclusioni sono state affidate a Pier Franco Quaglieni.
Un appuntamento che, partendo dalla storia dell’Italia unita e arrivando alla Repubblica, ha riportato al centro del confronto il rapporto tra identità, libertà, religione e istituzioni. E proprio l’intervento di Donatella Zaccagnini Romito ha contribuito a spostare la riflessione sul terreno delle nuove generazioni, della scuola e della necessità, da lei sottolineata, di coniugare integrazione e consapevolezza delle proprie radici.


