In molti conoscono Renzo Montagnani, principalmente, come attore delle commedie scollacciate fra la fine degli anni ’70 ed i primi anni ’80, quindi viene qualificato, ingiustamente, come attore di Serie B. Perchè ingiustamente? Perchè innanzitutto bisogna premettere che il Renzo di cui sopra dovette interpretare questi film per non indifferenti esigenze economiche per curare il figlio gravemente malato dalla nascita e poi non tutti sanno che il Montagnani fu anche un valentissimo attore di teatro oltre che interprete di molti film d’ autore ed altamente drammatici, come “ Dove volano i corvi d’ argento “, “ Number one “, film rimasto per anni introvabile, “ Il delitto Matteotti “ ed il film di cui leggerete oggi, “ L’ arma, l’ ora, il movente “, del 1972, oltre a tantissimi altri.
E’ bello, giovane, biondo ed altamente desiderato da due donne, Giulia ed Orchidea, Eva Czemerys e Bedy Moratti, e si fustiga con una frusta per espiare le sue pene, i suoi peccati, le sue colpe, forse esagerando, forse no? Tutto sta che il giovane biondo, etc etc, è un prete e vuole troncare le relazioni con entrambe, ma la vita ha in serbo per lui un’ amara sorpresa, in quanto viene brutalmente assassinato all’ interno della Chiesa, ma la persona che l’ ha ucciso non sa di essere stato vista da un buco in solaio da un fanciullino di, suppergiù, dieci anni d’ età, di nome Ferruccio, che fa involontariamente cadere una biglia che rimbalza in modo sinistro nel teatro dell’ omicidio con la persona che ha commesso l’ atroce misfatto che più di tanto non se ne cura. Delle indagini se ne incarica il Commissario Boito, Renzo Montagnani, che arriva in sella ad una Yamaha XS 650. Ovviamente, i primi sospetti ricadono sulle due donne e sul marito dell’ Orchidea.
Ferruccio, nel frattempo, il giovane trovatello che vive all’ interno del convento, manifesta una certa insofferenza nei confronti dell’ affascinante Orchidea e delle punture che deve da lei subire per farlo stare meglio.
Breve parentesi: perchè questo titolo al film? _ L’ arma: un coltello con cui viene ucciso il giovin curato. _ L’ ora: il passaggio dall’ ora legale all’ ora solare che fa cadere molti alibi _ Il movente: lo scandalo di un uomo di Chiesa, che ha due relazioni con due donne.
Boito continua ad indagare senza, in verità, molto costrutto. Viene sospettato il marito di Orchidea, poi trovato morto all’ interno del suo studio con un colpo di pistola alla tempia, poi Giulia, anche lei però uccisa. Nel mentre, Boito si innamora di Orchidea, guarda un po’, ed organizza addirittura le nozze con l’ idea di adottare Ferruccio e tutto sembra finire a tarallucci e vino, con l’ assassino che sembra poterla far franca, ma una marea di biglie che cade dal solaio proprio il giorno del matrimonio svela il tutto, con l’ assassina, Orchidea che, vistasi ormai scoperta, si uccide con un’ iniezione letale ed il film finisce con Boito che se ne va in sella alla sua Yamaha insieme a Ferruccio.
Giudizio: insomma … ne ho visti di meglio. Il film, a parte qualche momento, fatica veramente a decollare e raramente regala momenti di tensione come, invece, dovrebbe regalare un vero giallo. Ineccepibile Renzo Montagnani, che con la sua solita presenza scenica tiene in piedi il film. Meno incisivo il resto del cast, la cui recitazione sembra essere piuttosto monocorde e stereotipata. Immancabili, come in tanti film degli anni ’70, alcune scene di nudo che nulla tolgono e nulla aggiungono alla pellicola di Francesco Mazzei, alla sua unica regia in carriera.
Stefano Bertini
