“I miserabili”, Il riscatto morale del galeotto JEAN VALJEAN

Data:

Al Teatro Quirino di Roma, fino al 4 novembre 2018

Come si sa, per la Teologia e l’etica cattolica l’uomo è peccatore in nome del libero arbitrio restituitogli dalla grazia del sacramento battesimale e non soggetto alla predestinazione calvinista, ma perciò può benissimo redimersi pentendosi e cancellando la sua trascorsa malvagità con azioni elevate di misericordia corporale e spirituale verso i propri fratelli meno abbienti,insomma comportandosi da buon samaritano. Questo è ciò che il grande romanziere Transalpino V. Hugo vuole insegnarci con il personaggio emblematico e metaforico di JEAN VALJEAN analizzando le sue gesta dopo la fuga dal bagno penale di Digione, nel capolavoro realista ”I MISERABILI”, gigantesca chicca letteraria che tutti hanno studiato a scuola ed allo stesso eccelso livello dell’epica odissea ed Eneide, del poema religioso”divina commedia, e del testo picaro cavalleresco ”Don Chisciotte”. L’adattamento teatrale è stato di Luca Doninelli e l’interprete principale è quel mostro di bravura, che risponde al nome di Franco Branciaroli, che con perfetta immedesimazione psicologica e giusta tonalità fonetica ce ne fa gustare tutto il processo espiatorio ed il lento recupero cristiano della propria dignità ed onore dopo il profondo travaglio interiore per aver saputo, divenuto sindaco d’un paesino della lingua doca con una falsa identità,che un altro detenuto sarebbe stato giustiziato al suo posto.Promette alla prostituta Fantine morente per tubercolosi,resa con accorati acconti da ESTER GALAZZI, di prendersi cura della piccola Cosette, che riscatta dalla criminale famiglia di truffatori ed impostori Thenardier dati da un duro e tartufesco Riccardo Maranzana con M. Grazia Plos, cui regala una bambola e con la quale si sottrae alla cattura dell’ispettore JAVERI, un coriaceo ed intrepido segugio nei panni di F. Migliaccio, fuggendo da un convento con un muro angolare. Favorirà poi l’amore del giovane aristocratico Marius, incarnato da F. Borghi con delizioso e dolce sentimento, per la sua figlioccia adottiva raccomandando loro in punto di morte d’amarsi e rispettarsi sempre,per essere contenti. Dunque la legge del cuore e della carità contro quella giuridica degli uomini, come nell’ ”Antigone” di Sofocle ed anche il romanticismo di GIULIETTA E ROMEO,mentre i rivoluzionari francesi aprivano la strada alla parità dei diritti ed a Napoleone. La regia psichica è di F. Però e la scena mobile ruotante con veloci mutamenti d’ambiente sociale è di Domenico Franchi. Al Quirino va in scena fino al 4 novembre.

Susanna Doantelli e Giancarlo Lungarini

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