Quotidiano di Cultura diretto e fondato da Stefano Duranti Poccetti nel 2011

Lo splendore fisico dei ritratti espressivi in primo piano e scorci realisti di paesaggi con osservazioni minimali nella bellezza estetica de ”Gli impressionisti segreti”

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A Palazzo Bonaparte, Roma

Continuando nella sua meritoria attività culturale ed espositiva, il gruppo ARTHEMISIA in collaborazione con le assicurazioni generali, cui appartiene il palazzo, spostandosi di qualche centinaio di metri dal VITTORIANO, ha allestito nelle sale del complesso BONAPARTE, realizzato dall’architetto D’ESTE nel XVII secolo, la stupenda e pregevole mostra ”Gli impressionisti segreti”. Questo movimento, che nacque nelle sale del fotografo NADAR nel 1874, per volontà di Manet, rappresentò il tentativo di porre in risalto figure di personaggi importanti ed amiche degli artisti, mentre dalla vita quotidiana ci si soffermava sulle strade di campagna, visioni di paesini e turisti,marine con pescatori e cittadine sulle rive, boschi alberati con faggi e cipressi, orchidee ed ortiche. All’ingresso nel salone centrale v’è la gigantesca statua di Napoleone fatta erigere dalla madre Letizia Ramolino che vi si stabilì dopo il congresso di Vienna e che vi trascorreva gran parte del giorno nel grazioso balconcino ristretto dominante la piazza. Nelle successive sale perimetrali con volute grottesche sul soffitto,scene mitologiche e decorazioni floreali, s’alternano i quadri delle maggiori anime del ciclo pittorico dell’impressionismo: MONET, RENOIR, CEZANNE, PISARRO, SISLEY, CALLEBOTTE, MORISOT, GONZALES, GAUGUIN, ognuno dei quali è anticipato da una scheda illustrativa della sua esistenza,ostacolata spesso dai genitori che sognavano un avvenire migliore: DI BERTH e MORISO resta”davanti” alla psiche e di Renoir ”i figli di” MARTIAL CALLEBOTTE “ed il dipinto ad olio su tela di madame DAUBERVILLE, tutti eseguiti con colori pastosi,chiari e luminosi, simbolo della loro serenità interiore;ALUART di GAUGUIN appartiene il pacifico ed arioso ”Pescatori Bretoni”. A CALLEBOTTE s’ascrivono invece una strada di NAPOLI e lo sguardo dall’alto in basso sulla PARIGI vivace e mondana,indaffarata e borghese,del secondo ottocento con l’inaugurazione della torre EIFFEL e l’esposizione universale al TROCADERO: sono oltre 50 quadri ed ogni pittore è anticipato da una sua scheda biografica,in lui emerge l’ostracismo verso le donne come la GONZALES; i dipinti sono tutti ad olio su tela e va uno dal 1880 in poi. L’IMPRESSIONISMO durò fino al primo quarto del XV SECOLO allorché Serat e PAUL SIGNAL diedero vita ad una sua rigenerazione con una concezione più rigorosa della creazione artistica con più severità, attenzione e tempo d’esecuzione con colori non più sciolti sulla tavolozza, ma accostati sulla tela con la tecnica del puntunismo. A tale seconda fase parteciparono pure VAN RYSSELBERGH e CROSS con più studiati profili; nella scelta delle curatrici Claire Durand-Ruel, discendente di PAUL primo sostenitore della cerchia Primigenia di tale movimento, nonché di M. Mathieu direttrice del museo ”Marmottan Monet” di Parigi ove vi sono i migliori quadri degli amanti C. Monet e B. Morisot, morti a pochi giorni di distanza l’uno dall’altra. La ricca mostra resterà aperta fino all’8 marzo 2020. I prestiti delle tele vengono da diversi musei privati, come il PEREZ di Città del Messico, il Petit Palais di Ginevra, da collezioni private e gallerie pubbliche.

Giancarlo Lungarini

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