“PRONTO”: L’ULTIMO SINGOLO DI PLATÌNI

Platìni è un cantautore e produttore, il suo bisogno di esprimersi lo porta alla passione verso la musica e la scrittura. A 8 anni inizia a suonare il sassofono in banda, dove rimane per quasi dieci anni. A 12 anni inizia a scrivere le sue prime canzoni. Il suo primo brano recita così: “La speranza è l’ultima a morire, ma la mia si sta suicidando” (magnifico spleen della pre-adolescenza!). All’età di 16 anni fonda i Rumor, band con cui arriva alle finali di Sanremo Giovani nel 2016 e con cui condivide numerosi palchi in giro per l’Italia e con cui fa un piccolo tour in Irlanda, due Ep e un disco. Con il tempo però l’artista si rende conto di avere ancora un sacco voglia di fare musica, ma che gli impegni della vita faticano ad incastrarsi con l’essere parte di una band. Così nasce Platìni, il cui primo singolo, “Pronto”, è in radio e in digitale dal 30 aprile 2021. La sua musica alberga nella contrapposizione tra l’introverso e l’estroverso, un po’ cantautorato e un po’ musica elettronica.

Ciao Marco, benvenuto al Corriere dello Spettacolo. Parliamo dell’ultimo singolo, come è nato Pronto e cosa significa?

Pronto” è un pezzo con un significato contrario, vuole dire “non essere pronto”, piuttosto che “pronto”. Rappresenta una situazione in cui non sei mai pronto e quindi è un invito a prendere le cose con flessibilità, lottando con quella arroganza, prepotenza, pretesa di essere pronti alle cose della vita. Questo è il concetto che ha dato vita a “Pronto”. Un pezzo che è nato in un momento in cui davanti a una situazione mi sentivo pronto, ma poi invece ho capito che non lo ero. Nelle situazioni di vita non si è mai pronti, l’unica cosa che possiamo fare è cercare d’imparare a re-inventarci a seconda delle cose che ci succedono, imparare a cambiare idea tutte le volte che è necessario.

Tu hai già delle esperienze musicali, sei stato a Saremo giovani, in giro per tutta Italia. Quanto sei cresciuto artisticamente parlando e in particolare con questo singolo?

Faccio fatica a dire quanto sono cresciuto o meno. Sicuramente sono cambiato, sono più consapevole e con questo pezzo (visto che tutte le mie precedenti esperienze provengono da una band), da solista ho avuto modo di mettere a fuoco un’identità musicale.

In quest’epoca complessa che stiamo vivendo, se qualcuno ti domandasse “come possiamo essere flessibili?”, cosa rispondi?

È difficile rispondere a tale domanda. Io cerco più che altro di avere un approccio con l’essere flessibile, ma non ciò non significa che ci riesca sempre o che abbia trovato quella formula per farlo. Tuttavia, penso che l’attitudine per essere flessibile derivi dall’apertura, lasciando che le cose vadano come devono andare, senza poi avere la pretesa di essere noi a imporre il nostro modo alla vita. In ogni modo, tornando al brano, il senso di non essere pronti non significa non sapere affrontare la vita, ma, al contrario, trovare gli strumenti, la creatività che ti porti ad affrontare le situazioni.

È qui che probabilmente ognuno di noi trova la propria flessibilità. Ti faccio i miei complimenti, perché per avere 29 anni hai una grande maturità sulle tue spalle. Farai un Ep o un disco?

Sicuramente sì. Usciranno altri singoli e s faremo un Ep.

E allora non ci resta altro che aspettare, intanto grazie per questi minuti, un saluto e un in bocca al lupo per la tua musica e canzoni.

Giuseppe Sanfilippo

Platìni è un cantautore e produttore, il suo bisogno di esprimersi lo porta alla passione verso la musica e la scrittura. A 8 anni inizia a suonare il sassofono in banda, dove rimane per quasi dieci anni. A 12 anni inizia a scrivere le sue prime canzoni. Il suo primo brano recita così: “La speranza è l’ultima a morire, ma la mia si sta suicidando” (magnifico spleen della pre-adolescenza!). All’età di 16 anni fonda i Rumor, band con cui arriva alle finali di Sanremo Giovani nel 2016 e con cui condivide numerosi palchi in giro per l’Italia e con cui…

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