La venexiana …

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In scena il 28 luglio 2026 al Teatro Romano di Volterra.  Inizio modulo

La Venexiana curata dalla TDO Compagnia Teatrale e diretta da Luca Simonelli si configura come un intervento consapevole su un testo che, sin dalla sua riscoperta da parte di Emilio Lovarini nel 1928, ha rappresentato un caso singolare nella storia della commedia cinquecentesca. L’operazione di italianizzazione, che rinuncia al vernacolo veneziano per un registro più accessibile, non si traduce in una perdita di specificità: al contrario, permette di mettere in risalto la struttura drammaturgica e la modernità del dispositivo scenico, dove il desiderio femminile (elemento rivoluzionario per l’epoca) diventa motore dell’azione.

La scelta registica di concentrarsi sulle dinamiche emotive del gioco seduttivo, più che sull’erotismo esplicito, restituisce al testo la sua natura di commedia mondana, capace di oscillare tra ironia, tensione e autoinganno.  La regia di Simonelli lavora su una calibrata economia dei gesti e dei tempi, costruendo un campo di forze in cui Anzola e Valiera emergono come figure complementari: la prima più diretta, la seconda più trattenuta, entrambe animate da una vitalità che supera la loro condizione sociale.

La rappresentazione valorizza la modernità del testo, che affida alle donne l’iniziativa amorosa e ribalta la consueta dinamica maschile del corteggiamento. Il giovane Giulio, interpretato da Alessandro Mannini, non è soltanto oggetto del desiderio ma catalizzatore involontario di tensioni latenti, mentre Rocco Petrillo offre una prova comica precisa, capace di restituire la dimensione farsesca senza scadere nel grottesco. Gilda Rinaldi Bertanza, Rachele Spinozzi e Claudia Tortora completano il quintetto con una coralità che sostiene l’intero impianto scenico, rendendo la commedia un eccellente dispositivo collettivo.

La Venezia cinquecentesca evocata dal testo, luogo di pettegolezzi mondani, di aristocrazie in bilico tra decoro e pulsione, diventa un ambiente filtrato attraverso la leggerezza. L’ambientazione mira alla creazione di un clima emotivo che permetta al pubblico contemporaneo di riconoscere la dinamica universale del desiderio, del fraintendimento e della strategia seduttiva.

La voluta scelta di non insistere sull’erotismo manifesto, ma di suggerirlo attraverso ritmo, sguardi e pause, risulta particolarmente efficace: la commedia riprende così la sua dimensione di gioco, di leggerezza, di ironia calibrata. La valente regia di Simonelli restituisce alla commedia la sua natura di “piccolo gioiello”, capace di parlare a una platea moderna senza rinunciare alla sua identità storica.

La Venexiana è uno spettacolo che non cerca l’eccesso, ma la finezza; non la provocazione, ma la misura; non la fedeltà letterale, ma la fedeltà allo spirito del testo. In questa prospettiva, la messinscena si rivela non soltanto un reperto prezioso della drammaturgia cinquecentesca, ma un organismo scenico ancora pulsante, capace di rinnovarsi attraverso ogni nuova interpretazione.

La versione della TDO Compagnia Teatrale dimostra come la commedia anonima del XVI secolo continui a generare senso, a interrogare il presente, a offrire un modello di seduzione teatrale che attraversa i secoli senza perdere la sua forza. È in questa continuità viva, più che nella ricostruzione filologica, che si misura la riuscita dello spettacolo: un incontro tra passato e contemporaneità che restituisce al testo la sua natura più autentica, quella di un gioco raffinato che ancora oggi sa coinvolgere, sorprendere e sedurre.

Giuliano Angeletti

LA VENEXIANA

TDO Compagnia Teatrale
in collaborazione con il Teatro di Roma–Teatro Nazionale
da anonimo del 1500
con: Alessandro Mannini, Rocco Petrillo, Gilda Rinaldi Bertanza,
Rachele Spinozzi e Claudia Tortora.
Regia Luca Simonelli Foto F.Sansoni
Teatro Romano di Volterra

 

 

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