La regia di Peter Stein per il Richard II di Shakespeare incanta il pubblico di Trieste

Data:

Trieste, Politeama Rossetti – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Dall’8 al 2 novembre 2017

Assistere a uno spettacolo diretto da un regista come Peter Stein è un’esperienza: la misura domina, impregnando di sé le parole e i gesti, i toni e gli sguardi, ciò che suona e che si muove nella scenografia di Ferdinand Woegerbauer elegante ed essenziale come pure i costumi di Anna Maria Heinreich, evocanti la potenza simbolica di arazzi trecenteschi.

L’azione della compagnia tutta riesce a creare su questa base, già di per sé ricca, l’immagine di tele pittoriche di qualche secolo successivo, in un gioco di movimenti il cui ritmo accompagna la recitazione realizzando così un mirabile contrappunto, grazie anche al sapiente gioco di luci di Roberto Innocenti.

Tutto quel che avviene in scena ha un senso preciso, coerentemente con la ritualità prorompente in ogni momento, se si escludono il quadro familiare a casa di York e il monologo di Richard che precede di poco la sua fine.

Ciò che regna nel dramma è l’ambiguità, ben simboleggiata anche dal ruolo del protagonista dato a Maddalena Crippa e sull’equivocità di ogni singolo attimo Peter Stein gioca con grande maestria.

Nell’incontro con il pubblico, il giorno dopo la prima, il regista tedesco che si dichiara filologo più che “teatrante” ha svelato quale sia stata l’ipotesi scelta rispetto alle motivazioni su cui basare la sfida iniziale tra Henry Bolingbroke e Thomas Mowbray; è un episodio determinante per tutto quello che seguirà e la prospettiva decisa da Stein assieme agli attori può aver colpito ma non sorpreso gli spettatori, perché in questo dramma tutto è possibile e ogni verità è abilmente dissimulata.

Fedeltà, rigore, rispetto nei confronti di un’autorità regale, che ancora si fregia del diritto divino ma che al contempo non rispetta la Terra che è chiamata a governare depredandola e affamandone gli abitanti, pone in primo piano il nodo centrale di ogni buon governo: l’azione responsabile a favore della collettività. Qui invece tutto viene sovvertito e ciò che lacera gli onesti è proprio lo strappo che il re attua rispetto al “dogma medievale”: il legame indissolubile tra la terra e il suo re. Di fronte a ciò, si può andare contro il volere di Dio e detronizzare chi mostra di non meritare il privilegio della corona?

RICHARD II_GrazianoPiazza-MaddalenaCrippa-AlessandroAverone_Foto-PaoloPortoLa violenza esiste, è presente ovunque, ma è fortemente trattenuta all’interno di dialoghi eleganti e formali, dissimulata in un testo costruito in modo superno e la bellissima traduzione di Alessandro Serpieri lascia intuire la meraviglia e la musicalità dell’originale, provocando il desiderio di goderne quanto prima.

Il monologo finale spiazza perché completamente altro rispetto a quel che il personaggio ci aveva mostrato finora: i toni semplici di Maddalena Crippa cozzano con la retorica ritualistica abilmente interpretata fino a poco prima, mai intesa a nascondere la volontà e le mire di Richard, ma che fedele a una forma condivisa, aveva permesso che tutti gli altri celassero le proprie vere intenzioni dietro un pesante velo di menzogna diffusa, impossibile a squarciare per individuare i sinceri dai bugiardi.

Ed ecco ora che appare la possibilità che il vero prigioniero di tutto ciò sia il monarca, chiaramente espressa dallo sconcerto del futuro Henry IV di fronte alla replica della sfida vista in apertura e di cui era stato (forse) l’artefice. La sua azione lo porta al potere ma, a causa di ciò i diritti acquisiti non saranno più inviolabili e la possibilità di un complotto sovvertitore gli equilibri gerarchici sempre in agguato.

La frattura da lui creata ha portato all’ingresso di un nuovo principio, ancora oggi troppo spesso lasciato in un angolo: i privilegi di chi governa diventano secondari rispetto al dovere di agire per il benessere di chi da lui è amministrato.

È molto triste che sia il Bardo a dovercelo ricordare, quattrocento anni dalla sua scomparsa.

Paola Pini

Richard II
di William Shakespeare
traduzione Alessandro Serpieri
riduzione e regia Peter Stein
Con:
Maddalena Crippa (Re Richard II)
Alessandro Averone (Henry Bolingbroke)
Gianluigi Fogacci (Duca di York)
Paolo Graziosi (John Gaunt/Un Capitano gallese/ L’abate di Westminster)
Andrea Nicolini (Conte di Northumberland)
Graziano Piazza (Thomas Mowbray/Il Vescovo di Carlisle)
Almerica Schiavo (La Duchessa di Gloucester/La Duchessa di York)
Giovanni Visentin (Araldo I atto/Lord Willoughby/Sir Piers Exton)
Marco De Gaudio (Araldo I atto/Lord Ross)
Vincenzo Giordano(Henry Percy)
Luca Iervolino (Il Lord Maresciallo/Il Conte di Salisbury/Un assassino)
Giovanni Longhin (Araldo atto IV/Sir William Bushy/Il Carceriere del Tower)
Michele Maccaroni (Araldo atto IV/Sir Henry Greene/Un assassino)
Domenico Macrì (Sir John Bagot/Un assassino/Il Servo del Duca di York)
Laurence Mazzoni (Il Duca di Aumerle).
scene Ferdinand Woegerbauer
costumi Anna Maria Heinreich
luci Roberto Innocenti
assistente alla regia Carlo Bellamio
produzione Teatro Metastasio di Prato

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