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Renzi-Maiorano, la sfida

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Parte con il botto il processo Renzi-Maiorano al tribunale di Firenze. Il giudice, dottoressa Elisabetta Pagliai, convoca come parte offesa l’ex presidente del consiglio italiano Matteo Renzi, ma l’Italia è gli italiani sono, a quanto emerge, tutti con Alessandro Maiorano.
Questo sarà il processo più particolare e hot che Firenze abbia mai avuto, con
da una parte il potere, quel potere spesso arrogante e sbruffone, dall’altra il coraggio impari di un uomo il quale sta facendo tutto questo per sua mamma per tentare di restituire quel rispetto e onore che secondo il bandito da Firenze fu tolto da Renzi nel periodo in cui i due erano entrambi a Palazzo Vecchio, uno in qualità di sindaco mentre l’altro di dipendente del Comune di Firenze.

Nel mezzo giudici e avvocati e una patata bollente chiamata “processo pubblico”.
Già, perché qui non saranno più discorsi da bar o da osteria, battute o pettegolezzi, ma saranno atti, intercettazioni telefoniche, carte, documenti e tutto sarà pubblico e non pensiamo che a Renzi farà molto piacere ascoltare certe testimonianze
riguardanti la sua sfera privata e personale.

Ma non solo, il processo verte anche su presunte fatture e assegni falsi con una ipotetica presunta tangente da ben 40 milioni di euro con testimoni i quali dovranno raccontare la verità. Non più discorsi tra amici,
è un processo talmente particolare e unico che ha spinto persino l’avvocato Carlo Taormina, difensore storico di Alessandro Maiorano, a dire che è in difficoltà nel dovere affrontare certi argomenti. Chi invece non è per nulla in difficoltà, ma caricato a pallettoni, è lui, quell’ex dipendente comunale donnaiolo e con la passione per le auto sportive e per l’amore sconfinato per sua mamma Graziella Pestelli, purtroppo deceduta anni fa. Maiorano
non vede l’ora di trovarsi di fronte il Senatore di Iv
L’appuntamento è per il giorno 23 febbraio 2024, ore 9, al tribunale di Firenze con ingresso libero. Chi vuole può assistere al processo.

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