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“Non è un paese per Veggy”, la prima opera-panettone della storia al Teatro Palladium

Data:

Al Teatro Palladium, Università Roma Tre, 2 e 3 dicembre 2017

Il cibo è sempre più una questione centrale. E non solo per la creatività e il potere degli chef, o per la pletora di titoli che riempiono i palinsesti TV. Il cibo anima anche il dibattito a incastro “risorse-malnutrizione-coltivazioni ogm-surriscaldamento ambientale-educazione alimentare.”

Giusto, quindi, e per alcuni versi prevedibile, che si arrivi a parlare di cibo a teatro. Meno scontato che a smuovere le menti sia un’opera lirica, o meglio, la prima opera-panettone della storia, «pensata, cioè, secondo gli stilemi linguistici dei B-movie.» spiega il librettista Federico Capitoni, «Alle forme classiche della lirica – l’aria, il duetto, la cavatina, il lamento e il coro finale – si intrecciano quelle della cultura moderna più prosaica e di consumo: il jingle, il rap, la canzone sanremese.»

Non è un paese per Veggy” vira verso un trash consapevole e fiero, ottimamente inserito nel 54esimo Festival di Nuova Consonanza, la cornice culturale che per sei settimane ha accolto a Roma quanto di più originale ed innovativo si sia prodotto in campo musicale a livello internazionale.

Autori under40, Federico Capitoni (libretto) e Domenico Turi (musiche) hanno scelto un titolo che fa il verso ad un capolavoro dei fratelli Coen, non tanto per i temi trattati, quanto per un’assonanza centrale: il Veggy fuori contesto, qui, è il protagonista della vicenda, è il regista vegano radical chic che si prepara a portare in scena un dramma  nutrizionista sulle scandalose abitudini alimentari moderne e il conseguente scempio ambientale.

La trama è semplice e rapida, nel rispetto delle unità aristoteliche; l’atto unico narrato al Palladium coincide coi tempi dell’azione. “Non è un paese per Veggy” mette in scena la prova generale di una messinscena, è il metateatro di un naufragio artistico: mentre tenta di dirigere il melologo per voce femminile “Zucchero di canna”, Veggy capisce che dovrà sacrificare la sua salvifica mission sociale per ragioni di ordine pratico e politico (il sindaco della città minaccia la censura, in quanto proprietario di una fabbrica di salumi). “Zucchero di canna” viene quindi rimpiazzato da un altro lavoro, che possa incontrare i gusti e gli interessi del sindaco, rimaneggiando una certa cultura pop del già sentito. Ecco servito “Così fan rutti.” Ma se, da un lato, il regista impegnato si dispera per i compromessi etici ed estetici cui deve giungere, dall’altro, il direttore artistico dello Snobe Theatre, il compositore e il soprano gradiscono questa discesa. In una nottata dovranno reinventare l’opera, spostandola ad un livello nettamente inferiore, ma più in linea con la loro personalità. Tutti i personaggi della vicenda, si scoprirà, sono affaristi legati da relazioni parentali o amorose; mediocri con le giuste carte per calcare la scena.

“Non è un paese per Veggy” è un’opera amara sulla difficile gestazione di progetti artistici non sponsorizzati. Che (spesso) il sistema cultura segua le mode piuttosto che i valori morali e intellettuali è un dato di fatto accettato dai più. Purtroppo.

A farne le spese sono gli integerrimi, perché puri o perché poco flessibili.

L’opera di Capitoni e Turi gioca su un terreno raramente battuto in modo intelligente e innovativo, sferza un sistema malato e autoreferenziale che, pure, uno spazietto glielo ha trovato. Due giorni, sabato e domenica 2 e 3 dicembre. Due repliche. Fine. Peccato. Peccato davvero.

La porchetta distribuita a fine spettacolo, però, è stata deliziosa, con crosta.

Maria Vittoria Solomita

SPOT https://www.youtube.com/watch?time_continue=51&v=y137meLjarI
Non è un Paese per veggy
Musica: Domenico Turi
Drammaturgia e libretto: Federico Capitoni
Regia: Ivano Capocciama
Interpreti: Gianluca Bocchino (tenore), Giorgio Celenza (baritono), Damiana Mizzi (soprano), Luca Cervoni (tenore), Chiara Osella (mezzosoprano), Mauro Borgioni (basso)
Imago Sonora Ensemble: Alice Cortegiani clarinetti, Misia Iannoni Sebastianini violino, Simone Chiominto violoncello, Samuele Telari fisarmonica, Mario Germani pianoforte, Luca Pomponi percussioni. Direttore: Maestro Andrea Ceraso
Coproduzione Nuova Consonanza e Fondazione Roma Tre, Teatro Palladium

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