Jessica De Virgilis, dalla passerella al set

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Fotomodella dal 2010, attrice da pochi anni, anche se fin da piccina è stata protagonista di spot televisivi e shooting fotografici. E poi ancora comparsa in numerosi film, personaggio social e chi più ne ha più ne metta. Questa è la storia di Jessica Saponaro De Virgilis, 30 anni, nata e cresciuta a Milano, ma attualmente in Australia. Da sempre, la sua vita è un eterno girovagare per il mondo e un continuo mettersi in posa davanti a macchine fotografiche e cineprese. Il merito sta tutto – quasi – nella passion per i viaggi che l’hanno portata a visitare diversi paesi in Europa, Stati Uniti e Oceania. Il desiderio di conoscere luoghi nuovi, confrontarsi con altre culture e dialogare con la gente è, ed è stata, la sua linfa vitale da quando con il termine dell’adolescenza, ha lasciato alle spalle timidezza profonda Ed insicurezze. Da allora, il successo di Jessica è stato un crescendo di soddisfazioni e traguardi personali, arricchiti da riconoscimenti numerici sui social.

Proprio i viaggi, sono stati la tua fortuna.

Avendo viaggiato molto, ho avuto l’opportunità di collaborare con grandi esponenti fotografici come Quentin Caffier e Andrea Bravo in Francia, Mira Nedyalkova in Bulgaria, Mark Lee negli Stati Uniti, Paul Tran e Bruno Spotorno in Australia e molti altri.Ho lavorato per diversi brand come Invicta, Babyliss, Heineken, Oviesse, Revlon, sia in Italia che Stati Uniti, Gran Bretagna e Australia.

Cos’è per te la fotografia?

Nel 2010, ho posato per il compagno di una mia conoscente, per divertimento… e da quel momento non ho più abbandonato la fotografia. La fotografia è il mezzo che mi ha aperto gli occhi su un mondo fantastico ma, se mal gestito, un vero e proprio incubo.  Ho avuto la possibilità di girare il mondo, facendo spesso sacrifici e ricevendo in cambio prodotti di livello e saldi rapporti umani. La ricompensa più bella è la soddisfazione del risultato che ottiene il cliente.

Che genere di fotomodella ti reputi di essere?

Prevalentemente interpretativa, i fotografi apprezzano la mia mimica facciale e le pose che ho migliorato durante gli anni. Il mio sito fa da vetrina ai molteplici stili che riesco meglio a rappresentare e sviluppare. Questo, come altri lavori, deve essere considerato come una vera e propria professione, che non tutte sono in grado di seguire. Bisogna essere onesti con se stessi, apprendere doti ma anche limiti. Il modeling è una professione a tutti gli effetti, con piaceri ma soprattutto doveri. Io continuerò a farlo fino a quando il tempo me lo consentirà.

Non solo fotomodella, ma anche…

Lavoro come figurante per molteplici case di produzione volte alla realizzazione di spot televisivi e corti cinematografici, sia in Italia che all’estero. Mi piace molto, percheè, anche in questo caso, la mia indole interpretativa ha spazio per esprimersi. Il lavoro più recente è un corto girato a Sydney (Australia), ispirato alla saga di Star Wars, per la clientela sordo/muta.

Com’è il mondo dello spettacolo visto… da dentro?

Lavorare in questo settore non è una passeggiata, spesso richiede sacrifici, scelte e tempo da dedicare. Ho sempre preferito essere una fotomodella corretta, professionale e non disposta ad accettare compromessi scomodi per fare carriera, scelte purtroppo sempre più atipiche nel mio mondo. Ho valutato i pro e i contro, e ho preferito guadagnare meno denaro, ma con onestà. L’immagine ed il tempo di una persona, hanno un valore che ognuno decide di scegliere per se’ stesso, ma per me sono inestimabili e quindi non vanno sprecati con chiunque e per qualsiasi cosa.

Che importanza hanno avuto i social?

Utilizzo molto Facebook e instagram per raccontare le mie “storie fotografiche”, dialogare e confrontarmi riguardo a possibili miglioramenti, principalmente a scopo lavorativo. Preferisco mantenere rapporti umani, con le persone a me più care, seppur abbia un rispettoso gruppo di persone che mi seguono da ogni parte del mondo e mi supportano giorno per giorno. Non ho mai esattamente compreso il ruolo di un’influencer. Diversi social addicted mi contattano, apprezzando il mio lavoro da fotomodella, ma non credo di essere in grado di lanciare una moda. Preferisco diffondere le mie esperienze, consigli su come interfacciarsi su questa realtà in  maniera onesta e pulita, sempre differenziandosi e mai cedere a compromessi.

Cosa fa la differenza nel tuo personaggio?

La mia caratteristica predominante è l’empatia che raggiungo facilmente con le persone, cosa che considero un grande pregio ma che talvolta mi danneggia, a causa della mia spiccata sensibilità. Possiedo una grande capacità all’adattamento e alla risoluzione di problematiche, di vita quotidiana e lavorative. Sono una donna poliedrica, possiedo una spiccata vena artistica e interpretativa, che mi accompagna nel quotidiano. Associando questa dote, con la passione e il lavoro, ho trovato il mio equilibrio e mi sento in costante evoluzione.

Nel quotidiano che ragazza sei?

Molto semplice, non mi piace attirare l’attenzione con abbigliamento. Nel quotidiano vesto prevalentemente comoda, non ho uno stile predefinito, la sera curo maggiormente qualche dettaglio. Credo che l’essere semplicemente me stessa, senza fronzoli e artefici, mi renda la persona limpida che sono. Non sento l’esigenza di mostrare una me “diversa”, voglio essere tranquilla e non mi curo dell’opinione altrui.

Cosa bolle in pentola?

Fra le varie attività che mi solleticano, probabilmente farò un rispettoso investimento col mio attuale compagno, che mi porterà via parte del tempo disponibile, nelle valli Toscane.
Per scaramanzia, ancora non posso accennarne al riguardo, ma includerà altre due mie grandi passioni: la cucina e la natura. Tra dieci anni probabilmente sarò ancora in viaggio, zaino in spalla, ma con maggiore stabilità economica e maturità.

Luca Fina

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