Il mondo del lavoro e l’economia industriale di due epoche diverse nell’adattamentto teatrale del film: LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO di P. DI PAOLO con L. GUANCIALE e musiche di Vivaldi con canzoni

Data:

Al Teatro Argentina, fino al 27 maggio 2018

Continuando nell’analisi neorealista e psicologica del mondo del lavoro nel nostro Paese, il Teatro di Roma, che aveva aperto la presente stagione con ”Ritratto di una nazione l’Italia al lavoro” osserva e riflette su quella che era la condizione sociale della penisola alla fine del decollo economico degli anni sessanta con la nascita dei governi di centrosinistra. Lo fa rivisitando sulla scena la sceneggiatura cinematografica del del ’71 di E. Petri e di U. Pirro ”La classe operaia va in paradiso”, che riscosse critiche quasi unanimi dagli strati sociali variegati dell’epoca e dai recensori cinematografici in quanto non seguivano una logica unitaria specifica sul mondo del settore economico secondario, ma si perdeva nel voler mettere troppa carne al fuoco con tematiche parallele e congetture, come in un gioco di matrioska che vede protagoniste della pellicola pure le discussioni del regista e dello scenografo, oltre ai salaci commenti negativi d’alcuni moderni spettatori nella rielaborazione drammaturgica dello scrittore Paolo Di Paolo. Tutto questo avviene con l’abolizione della quarta parete come nel teatro Pirandelliano,per cui v’è una frenetica deambulazione tra palcoscenico e platea degli attori,con uno schermo filtrante sulle tavole tra privato e lavoro collettivo nelle fabbriche,mentre stavano nascendo i sindacati e si voleva creare la solidarietà tra studenti ed operai a forza di proclami con il megafono e per ottenere i più elementari diritti,come il riconoscimento del lavoro a cottimo e la sicurezza nella produzione della merce, da cui si ricava il plus valore capitalistico per l’imprenditore o lo stato.In questo spettacolo le suggestive note musicali di Vivaldi arrangiate da F. Zattini s’uniscono alla rabbia contro il potere democristiano di Fanfani,patrocinatore della  Gescal ed Ina Casa strimpella con veemenza goliardica che rimandano ai canti delle mondine.La regia di Claudio Longhi è psicologia di una denuncia civile tesa all’eversione e rivolta della piazza con studenti fuori corso ed operai licenziati, AL Teatro Argentina fino al 27/05.

Susanna Donatelli

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