“Divorzio alla romana”… condizione delle spose trascurate

Data:

Al Teatro Manzoni di Roma, fino al 28 ottobre 2018

I poli d’attrazione per l’interesse degli uomini e delle donne con la loro gratificazione personale sono costituiti da due beni naturali, che si possono dividere in psicologici-sentimentali e venali-materiali: l’amore ed il denaro. Proprio questi elementi sono gli ingredienti della pièce, di Stefano Reali che l’incarna nelle due metà del genere umano contrapponendole: i maschi e le femmine, vedendoli gli uni come traditori e furfanti a fini di lucro e l’altre quali anime bisognose d’affetto e di voglia di godersi la vita in pensione dopo la morte del marito, a cui la figlia parla per ispirarsi mentre il marito avvocato la fa sentire sola e depressa perché in ufficio corteggia Ines Semprini in un’abile e ribalda tresca per guadagno indebito, un po’ come quello che volevano realizzare gli associati a delinquere ai danni della povera Aurelia Sordi. Il legale s’è fatto firmare la procura per la pensione della suocera in ”allegra vacanza” alle Canarie come tanti nostri anziani per il minore costo della vita,la comunione dei beni dalla triste moglie, che gli pone sempre la solita domanda: ”Quanto mi ami da uno a dieci?” e poi parla con la condomina del piano di sopra Elide, che da un po’ di tempo non le risponde.Nel piano delittuoso sono entrati pure il manutentore di stampanti Fabio che la fa sentire amata ed il medico dottor Acerra,sostenendo che la sua è solo dissociazione mentale,pura illusione onirica per soddisfare i suoi sogni, ma che in realtà non c’è nessuno e le consiglia pure un medicinale per la memoria. In verità i due reggono il gioco al professionista ed hanno una funzione specifica nella trappola: il marito farla passare per pazza, tanto da volerla quasi rinchiudere in una clinica su consiglio del medico che non è laureato ed ha appena la terza media. Le sue osservazioni ed oggetti trovati o ricevuti in dono come la rosa simbolo del tango passionale di Fabio e della colonna sonora, lo spazzolino ed il suo presenzialismo, la stessa Elide che manca da casa da sei mesi,sono considerate pure visioni frutto della fantasia, finché Gabriella padrona di casa, che voleva divorziare in modo opportunistico tenendoseli entrambi con ruoli diversi secondo il gioco delle parti, di L. Pirandello dimostrerà d’avere più scaltrezza dei tre e li smaschererà. A tal punto come finirà e lei resterà la timida ed onesta padrona di casa? Questo starà a voi scoprirlo al teatro Manzoni fino al 28 Ottobre.Ottimo il cast con una salace ironia stravagante e continue trovate come le matrioske Russe; con una stupenda G. Silvestri cui tengono M.Giuliani nei panni del marito, F. Avaro quale spasimante e come dottore lo stesso regista R. Giordano. Una storia attuale.

Susanna Donatelli e Giancarlo Lungarini

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