Nella trasposizione moderna di “Zio Ivan” di A. Cechov compaiono un agriturismo nel nord d’Italia, un cellulare e l’alcolismo

Data:

Al Teatro Argot di Roma, fino al 17 novembre 2018

IL grande drammaturgo Luigi Pirandello c’ha insegnato che si può realizzare il teatro in due modi diversi:l’immedesimazione e l’estraneamento dai personaggi dal copione, di cui si fecero espressione due suoi capolavori: ”Stasera si recita a soggetto” e ”Ciascuno a suo modo”. Una conferma di tale dottrina artistica l’abbiamo avuta assistendo all’adattamento teatrale del romanzo di A. CECHOV ”ZIO VANJA” da parte di ALICE SPISA, che l’ha liberamente ricreato lasciando la trama di base, ma cambiandone l’ambientazione e calcando la mano sulla psicologia d’alcuni protagonisti,con l’accentuazione delle divisioni economiche delle classi sociali. Nel lavoro in scena all’ARGOT di VIA NATAL DEL GRANDE fino al 17 novembre; ci troviamo in un agriturismo del nord d’ITALIA accolti dalla cameriera rumena EVA che prepara il tavolo rettangolare al centro della sala per la colazione dei conduttori, mentre lì già siede il giovane ortolano per hobby, che studia infermeria ed è amico della giovane figlia del maestro VITTORIO ed ex star del piccolo schermo,giunto con la sua giovane e bella seconda moglie Elena a fini di guadagno patrimoniale; è lei che s’occupa dell’impresa ristoratrice con lo zio IVAN, frustrato dalla vita sciupata in campagna e dedito al bere insieme appunto all’inetto ed indeciso Marco. Si respira un’aria di repressione, tristezza ed ira per il senso del loro fallimento, tra questi esseri che a poco a poco s’alzano indolenti dalla panca di fondo,mentre il tavolino da salotto con le bevande alcoliche è spostato per ristorare il gruppo in un interno, che una cornice di richiamo laterale ben rappresenta con il nitido colore. IVAN e MARIO sono sollecitati sensualmente dalla sfolgorante bellezza di Elena, dedita allo YOGA prima di colazione,su cui tra una bevuta e l’altra instaura una gara per il possesso della seduzione: per Marco sarà un’occasionale avventura passionale, per Ivan invece, che con un fiero carattere rispettabile sventerà il progetto immobiliare a danno della figlia e cognato VITTORIO, ella proverà un brivido di vero sentimento amoroso per la genuina reazione provocata dal piano speculativo del marito. Rispetto all’originale approfitterà dell’opportunità di spostarsi in città al servizio della signora la donna delle pulizie EVA; mentre Ivan e Sophia avranno un gesto di stizza per il destino segnato e non scelto.Rimanendo in scena a rimpiangere la sua Calabria il facchino e tutto fare, Tancredi, simbolo dell’emigrazione a nord per lavoro.Altra novità della rivisitazione.

Susanna donatelli e Giancarlo Lungarini

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