Sandro Giacobbe dedica “Solo un bacio”, per non dimenticare

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“Solo un bacio” è l’ultimo brano di Sandro Giacobbe, cantautore che ha voluto dedicare questo pezzo ai figli delle vittime del Ponte di Genova. Il musicista ci racconta anche alcuni passi della sua carriera… ascoltiamolo.

Ciao Sandro, piacere! partiamo dai tuoi inizi. tu vieni da una famiglia operaia, quindi voglio chiederti: quanto è importante per essere musicista essere anche un po’ artigiani e operai?

Chiaramente, nel bene e nel male, vantaggi e svantaggi, anche nell’apprendere l’utilizzo di uno strumento, se fossi nato da una famiglia benestante, forse avrei fatto il conservatorio; nel mio caso invece, sono stato autodidatta in tutto. non credo ci siano diversità, e’ importante avere la sensibilità nello scrivere canzoni e la capacità di eseguirle

“Signora mia” è il tuo primo 45 giri di successo, cosa ricordi di quella esperienza?

Mah, quello di diventare famoso era un sogno che inseguivo da diversi anni, con le mie serate nei locali e nelle balere… “Signora mia” è stata la canzone che ha fatto in modo di realizzarlo, infatti, dal giorno seguente alla mia prima apparizione ad “Adesso musica” (programma musicale molto seguito dai giovani in quegli anni), improvvisamente è aumentata la mia notorietà e lo vedevo anche attraverso le ordinazioni del disco, che si aggiravano intorno alle 20.000 copie al giorno. Mi toccavo per credere che fosse tutto vero!

Dal 25 gennaio sarà in radio “Solo un bacio”, che non è una canzone qualunque, ma una dedica alle vittime del Ponte Morandi di Genova. puoi parlarmene?

Fin dal 24 agosto ho cominciato, attraverso alcune iniziative nate sotto il nome di “Noi per voi”, a raccogliere fondi da destinare ai minori, figli delle vittime del Ponte Morandi. Un paio di mesi dopo i tragici fatti ho scritto “Solo un bacio”, spinto da uno stato d’animo che si era creato dentro di me. Con questa canzone, continuo nella mia opera di raccolta fondi, decidendo di donare i proventi delle vendite del brano unitamente a quanto riuscirò a raccogliere con l’incasso di due concerti da fare in primavera in Liguria. “Solo un bacio”, che è anche un omaggio alla città di Genova, perché ha alcune frasi in genovese all’interno del testo, cantate dagli “Amixi de Zena” (gruppo vocale folcloristico della città). Il brano racconta di due persone innamorate, che affrontano una giornata come tante, ma non sanno ancora che il destino e la fatalità quel giorno potrebbero cambiare completamente le loro vite.

Come sta cambiando in questi anni il mondo della musica, che strada sta prendendo?

Purtroppo non ci sono più le case discografiche, punto di riferimento importante del successo di una canzone e manca anche la grande distribuzione nei negozi. Oggi è di moda scaricare un brano e metterlo su una chiavetta. A mio modo di vedere, quando acquistavi un lp e lo portavi a casa, era importante custodirlo come un bel dono che eri riuscito a farti e, inoltre, ti creavi una collezione dell’artista che magari seguivi da anni. Oggi crei delle playlist che, per me, danno meno emozioni.

Hai già altri progetti per il futuro?

I progetti fanno parte della crescita continua di chi fa questa professione; nel mio caso, nell’immediato futuro, penso alla promozione radiotelevisiva del brano, alla composizione di altre canzoni con questa nuova atmosfera mediterranea, per uscire presto con un lavoro più completo. Penso anche ai tour live che tra poco ricominceranno.

Stefano Duranti Poccetti

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