“FREGENE ALBERGO GIULIA”. Consonanze e dissonanze di un albergo

Data:

Al Teatro Agorà di Roma, fino al 5 maggio 2019

Spesse volte pure le compagnie dilettanti ed amatoriali sono capaci di presentare in modo brillante e signorile commedie in grado di far ridere e riflettere su problemi sociali, familiari e psicologici, gli spettatori e coloro che,come amici od affezionati ammiratori, le seguono con ammirazione. Ciò  è il caso della formazione o gruppo teatrale ”FRIZZIELLAZZI” che, nato nel 1983 come ”La combriccola” recitando in romanesco, dopo aver vanamente provato il partenopeo con la commedia”non ti pago”di EDUARDO, messo poi nello spirito quirite ALL’ANFITRIONE, per dieci giorni consecutivi,ha mietuto unanimi consensi e calde ovazioni, arrivando dal 2015 all’Agorà dove l’anno scorso ha allestito: ”Un castello e vecchi scherzetti” ed in questa stagione sta rappresentando,fino a domenica prossima,il vivace e caricaturale ”FREGENE ALBERGO GIULIA”, che s’ispira in parte alla pochade ”L’albergo del libero scambio” di G. FEYDEAU per il resto al testo in francese di C. GOLDONI ”IL BURBERO BENEFICO, per non parlare de”il bugiardo”.Questo è impersonato come tipo da Luciano, in cui si cala con briosa impostura A. MAZZA, uno dei cinque fratelli della proprietaria Giulia,l’intraprendente e dinamica F. Micarelli, moglie del ”Sor NANDO” E. COLACITTI impettito e dai modi sbrigativi, risoluti, nel dirigere l’hotel sul litorale romano,in cui il cognato,non sapendo come fare a pagare un debito contratto con il mafioso usuraio Gastone, il fumantino scrittore degli anni scorsi U. CARRA, s’ingegna a prendere in giro le sue corteggiatrici, la dolce Francesca e la più attempata signora LUCREZIA, rispettivamente la bella Roberta De Carlo e la vezzosa G. Chiù, raggirandole nella loro ingenua buona fede d’un milione in assegno circolare,che ci rammenta il signor Bonaventura del “corrierino dei piccoli” di S. Tofano. Intanto la giovane Barbara cui si presta la freschezza di B. Rocchi, flirta con il cameriere Bonaccione Stefano incarnato con misura e pudico candore da G. Ciotoli, commettendo pure un passo falso,una sventatezza, in soccorso dello zio messo alle strette da GASTONE, dopo una sua sbadataggine. IL malavitoso muore improvvisamente sul finale del primo tempo ed il secondo vive tutto su questo evento. Si tratta d’assassinio o morte naturale, soffrendo di cardiopatia. Per appurare ciò, il commissario un grottesco e comico per difficoltà d’espressione F. Belperio, porta tutti in caserma, mentre i due novelli sposi e neogenitori sono costretti a scappare per evitare la rabbia e l’ira del padre gabbato, che intanto cerca d’istruire l’infingardo, inetto ed ignorante nuovo cameriere Cesarino, reso dall’autore A. Morisco, incapace, presuntuoso e scansa fatiche. La furia dell’albergatore è accresciuta dalla subdola condotta della moglie Giulia, che si lascia tentare dalle lusinghe dell’avvocato, un deferente ed irretito M. R. Lombardi, cacciato via in malo modo dal geloso Nando,riscontrabile in un semplice Fabrizio della “Locandiera” del commediografo lagunare. Siamo in una commedia e dunque la chiusura dev’essere utile e dolce, ma quale sarà la morale che vede al centro ”ER SOR NANDO” in una dimensione solo per alcuni imprevista,ma non certo dalle inservienti Bruna ed Ornella, una menzione particolare per la prima G. Murzilli dal buon impegno e fiuto,cui abitua la cuoca S. LUONGO. La commedia si replica fino al 5 maggio 2019.

Giancarlo Lungarini e Susanna Donatelli

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