Quotidiano di Cultura diretto e fondato da Stefano Duranti Poccetti nel 2011

ICONICA… STORIE DI ATELIER

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E così la seconda storia… desidero raccontarvi… iniziava così una canzone di Adriano Celentano! Questa invece è la seconda edizione di ICONICA, dopo il successo ottenuto l’anno passato presentando una fascinosa mostra “L’Amour Fou” consumata tra abiti Vintage e “private letture”, ripercorrendo le passioni estreme di Monsieur Saint Laurent (come lo chiamavano nel suo quartier generale di Avenue Marceau a Parigi), ospitata nel parco della sontuosa Villa Sassi in Torino.

Questo prezioso secondo appuntamento vede protagoniste Francesca Lorenzoni, Stefania Manfrè e Monica Bruno durante la conferenza stampa insieme all’architetto Luisa Papotti, Sovrintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Torino, Alberto Sacco, Assessore al Turismo Comune di Torino, Paolo Ceroni, Azimut Capital Management (Gruppo Azimut). Per l’occasione, hanno chiesto di “aprire gli appartamenti aulici Alfieriani di Palazzo Chiablese”, dimora storica cara ai Savoia, che ha ospitato Paolina Bonaparte e la Regina Margherita di Savoia, oltre a mostre di affermati pittori, per lasciare ora spazio a Iconica. In queste sontuose stanze, saranno esposti abiti e accessori, portando Torino in uno “spazio temporale” tra gli anni ’50 e ’80, forniti dalle più famose sartorie e modiste torinesi del tempo, dove il pubblico potrà ammirare vestiti, bozzetti e schizzi originali di modelli e cappelli della collezione di Pina Cerrato, mai esposti prima.

Riportiamo ciò che l’architetto Luisa Papotti ha espresso durante la conferenza stampa su questo superbo progetto: <A distanza di oltre settant’anni gli appartamenti del complesso di Palazzo Reale tornano a ospitare un’iniziativa dedicata alla moda, figure femminili capaci di essere icone del loro tempo, in cui la genialità delle sartorie e la qualità della produzione tessile faceva di Torino una capitale di eleganza>.

Nel 1946, l’Ente Nazionale della Moda proponeva una mostra di abiti sartoriali e una sfilata per una rinascita del Paese. Si pensa che la moda sia nata il 31 marzo 1911 proprio a Torino, all’Expo, quando nel lussuoso Padiglione dedicato alla Moda, per la prima volta una donna indossò un paio di calzoni modello ‘Jupes-culottes’ lanciati da un sarto parigino Paul Poiret… ma la modella era una donna torinese!

Così nacque la “Sartoria Italiana” e la città di Torino si consacrò polo di riferimento al pari della sua “cugina Parigi”, mentre nel 1935 ci fu l’apertura della sede dell’Ente Nazionale della Moda, senza mai dimenticare la “gloriosa nascita del Samia (anno 1950) ”, il primo salone della moda italiana… il resto è noto a tutti!

Tutto questo e altro ancora si trova espresso a Iconica, seconda edizione, in collaborazione con il Mùses (Museo delle Essenze di Savigliano). Si racconterà al pubblico una Torino dai primi del ‘900 agli anni ’80, di piccole sartorie e grandi atelier, spartendosi equamente un raffinato pubblico. Entrando nella storia troviamo marchi come l’atelier Vacchetta in Via XX settembre, Trinelli in piazza Castello, proprio sopra il Caffè Storico Baratti & Milano, di fianco alla Galleria del Romano (merita visitarla) e Mulassano, caro al Vate, dove venne “inventato” il tramezzino, ma questa è un’altra storia. Proseguendo il filo che lega questo magnifico Format, troveremo in Corso Vittorio Emanuele II, sopra il caffè Platti il Naide, direttrice Madame Biagine… luogo frequentato da Marella Agnelli, in Via dell’Arcivescovado le storiche sorelle Noussan. Spostandoci di qualche passo, avremmo trovato le sorelle Cappa, situate nella via obliqua in onore di Pietro Micca. La Longo in Via Cernaia, mentre in Via Roma Maria Cristina, l’atelier Solaro in Piazza San Carlo sopra il Caffè Torino, altro caffè storico da visitare per la realizzazione di gran lusso sugli arredi, oltre a essere famoso per avere posato a terra un toro rampante in ottone – la tradizione richiede ai passanti un portabuneur… con obbligo pestare una parte “delicata” del suddetto.

E’ bello ricordare questi nomi importanti della moda nel trascorso degli anni come gli atelier Sanlorenzo, Emi Badolato e il giovane Rocuzzo e tanti altri che divennero sempre più affermati nel tempo.

Parlando invece con la curatrice di Iconica, Monica Bruno racconta come vede la donna: <L’immagine guida della rassegna è una donna che cammina su una tavola imbandita al termine di un pranzo sospesa nel tempo – colori scuri, tagli di luce caravaggeschi riportano alle atmosfere barocche e oniriche, balli importanti organizzati in città, di cui ho preso spunto per l’allestimento scenico, dove per l’occasione i grandi stilisti erano chiamati a pronunciarsi con i loro lavori>. Nelle otto sale che contengono la mostra itinerante, si racconta l’origine di una Torino capitale della moda e il rapporto dei grandi atelier con le Maison de la Mode International. Per i curiosi, intorno alla tavola degnamente imbandita da Pane e Tulipani Emporio Floreale, sono visibili tredici manichini adeguatamente vestiti con abiti sartoriali… per sfatare il numero ha inserito un gatto… per i più superstiziosi.

E mentre il visitatore apprezzerà quanto è stato allestito in queste sale auliche di Palazzo Chiablese, che si affacciano su Piazza San Giovanni, la piazza del Duomo di Torino, dove è custodita la “Sacra Sindone”, si potrà anche assistere a una imperdibile performance teatrale ideata e raccontata da Luigi Orfei, regista Casa Fools – Teatro Vanchiglia, in una esibizione che a dir poco stupirà per il suo racconto: <Nell’evoluzione, l’essere umano si è scoperto nudo e si è coperto. Questa funzionalità nel coprirsi ha cercato dei segni che raccontassero di sé, attraverso ciò che indossava. Così come il susseguirsi di parole forma un racconto, i colori e forme evocano emozioni attraverso una narrazione muta. La moda è un linguaggio che narra la vita, la ricerca di personalità, di emancipazione, di ribellione… in una parola: Bellezza! Gli attori della compagnia riportano l’idea primaria dell’abito nell’uso che se ne fa vivendo, affinché portassero nella stoffa la vita. L’arte non è un documentario… l’arte è allegoria… >.

In tutto questo susseguirsi di un tempo lontano… accompagnandoti lungo il suo percorso visivo, si creano tasselli di storia affascinante, impreziosito dagli spazi circostanti e i suoi allestimenti inediti di questa superba ICONICA.

Daniele Giordano

PALAZZO CHIABLESE Torino
Fonte foto: https://www.quotidianopiemontese.it/2019/09/18/a-palazzo-chiablese-arriva-iconica-torino-artefice-di-eleganza/

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