Quotidiano di Cultura diretto e fondato da Stefano Duranti Poccetti nel 2011

Salvarsi dal CAOS attraverso il silenzio…

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Si può eliminare il CAOS che regna intorno a noi? Quello che ci capita di vivere nell’ambito scolastico, dentro le classi, negli ambienti di lavoro, in famiglia, con gli amici, negli spazi pubblici? Dal mio punto di vista, sento che per trasformare il caos in calma, occorre prima di tutto ricercare la quiete dentro di noi e di conseguenza nell’onda del nostro sentire tutto cambia. È una pratica individuale quella di fare spazio al silenzio, ritornare al respiro, radicarsi in esso, cercando di rimanere il più possibile centrati, una pratica che ogni essere umano ha il compito di sviluppare e che richiede disciplina, impegno, qualche volta coraggio, tuttavia i benefici che poi ne derivano, in termini di benessere individuale e di comunità, sono inimmaginabili.
Ho sperimentato tutto questo in prima persona, lavorando in ambienti conflittuali e caotici e posso dire che il mio atteggiamento e la scelta di essere più presente a come mi sento a livello mentale, fisico ed emotivo, mi hanno permesso di ritornare a uno stato di coscienza vigile e presente, a una postura ben radicata e flessibile, capace di farmi muovere con quella chiarezza d’intento, che mi consente di prevedere, prima che tutto precipiti nel caos, cosa è necessario fare. Il più delle volte ho compreso che basta un respiro profondo per ristabilire la quiete, altre un atteggiamento di resa e fiducia, altre ancora un vero e proprio intervento sulla mia postura che inevitabilmente con la velocità della vita e le troppe distrazioni si sposta dal suo centro. Ho visto che il respiro e il silenzio sono la chiave di svolta. Il nostro cervello per funzionare bene e soprattutto per ricevere informazioni chiare e non allarmanti, deve essere rassicurato e chi meglio di un bel respiro e di un po’ di silenzio interiore possono riuscirci? Vi ricordo che questi elementi e in particolare il silenzio sono ottimi strumenti per cancellare le troppe informazioni che viaggiano nella mente, creando così uno spazio di vuoto capace di dirigerci verso l’energia del cuore, quella empatica, che sente, sa comprendere, accogliere e trovare soluzioni efficaci per trasformare il caos in calma.
Dire che tutto questo sia facile non è la verità, ho lavorato duramente sulla mia centratura, che passa dal respiro fino ad arrivare a coltivare sempre di più momenti di silenzio e ascolto profondo. La mindfulness e la scrittura mi hanno aiutato e continuano a farlo, perché ho compreso che se voglio salvaguardare il mio benessere e contribuire al benessere degli spazi che di volta in volta occupo, ho la responsabilità di rimanere presente a me stessa e a quello che sento dentro di me, così da riuscire a muovermi partendo proprio da lì.
È utile ricordare che tutto quello che ci troviamo a vivere, sia esso caos, conflitti o quiete, è spesso un’emanazione del nostro stato interiore, come uno specchio che riflette e soprattutto ci mostra da dove partire per un’autentica ed efficace trasformazione. Da questo spazio di consapevolezza, ciò che chiamiamo caos diventa solo un’esperienza che possiamo decidere di accogliere nel nostro cuore senza farsi prendere dal panico e attraversandola, scoprire che si dissolve dietro di noi, lasciando uno spazio di quiete e serenità.

Fiorinda Pedone

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