CURIOSITÀ SABAUDE 

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Torino, vuoi per i suoi fascinosi Musei o per l’incantevole Architettura Sabauda rimasta intatta da più di due secoli, è sempre stata un’attrazione turistica. Ogni regione italiana ha le sue bellezze alle volte nascoste, ma basta saperle cercare. Parte di queste attrattive abitualmente non sono segnate da nessuna piantina topografica offerta a turisti provenienti da ogni regione. Esistono luoghi curiosi che rimarranno impressi nella mente del viaggiatore curioso. Sarà compito dell’attento visitatore trovarli, senza farsi scrupolo di domandare alle persone che incontra mentre gironzola per le vie della città, incontrando qualcuno disposto a offrire parte del suo piccolo bagaglio di sapere. Nel frattempo, ecco un prezioso vademecum per solleticare il desiderio di conoscenza sui luoghi e curiosità… forse per molti non ritenuti di grande interesse.


A due passi dal Palazzo del Comune, sulla piazza adiacente, troverete la statua di Amedeo VI di Savoia, conosciuto anche come Conte Verde, questo è riportato sulla cartina in vostro possesso. Percorrendo invece la viuzza dritta a voi lasciando alle spalle la statua, scoprirete sulla vostra destra, a metà del porticato una targa d’interessante lettura, dedicata a Giuseppe Benedetto Cottolengo, presbitero italiano, fondatore della Piccola Casa della Provvidenza, proclamato santo da Papa Pio XI nel 1934. Dopo la sorprendente “scoperta” vi appare una minuscola piazzetta, da un lato la chiesa… però se guardate in alto… l’angolo della casa, ecco a voi la prima astrusità del vostro itinerario: il “Palazzo del Piercing” con fuoriuscita di sangue, questa istallazione nata nel 1996 dall’Architetto Corrado Levi e il Collettivo Cliostraat, ufficializzata permanente, ha cambiato il nome con “Baci Urbani”… meglio il suo primo battesimo. Siamo poco distanti da un altro capolavoro di Alessandro Antonelli (oltre la Mole Antonelliana: se domanderete dove si trova “Casa Scaccabarozzi”, nessuno vi saprà indirizzare al due di via Giulia di Barolo, se invece chiedete a chiunque della “Fetta di Polenta”, saranno in grado di fornirvi l’indicazione richiesta. Cos’ha di particolare questo palazzo oltre il colore delle facciate e la forma dall’aspetto tipico della polenta? Questa eccellente opera edile dell’Architetto che assegnò il suo nome alla dimora e fu pure l’unico inquilino, con gli otto piani (anche se il vostro conteggio arriverà sino a sei) e un lato appena di 54 centimetri, una visione d’inimmaginabile magnificenza… ci siamo distratti sulla sua forma della struttura, invece di rispondervi del perché i vostri conti non tornano… semplice: quei piani mancanti si trovano sotto la costruzione.
Passeggiando per le strade sabaude è bene alzare lo sguardo verso il cielo, sovente le cose insolite ti guardano dall’alto, come per alcuni palazzi con i suoi maestosi mascheroni, incutendo serenità o timore, posti a vigilare contro ogni avversità. A questo proposito, in pieno centro di Torino, esiste un portone tra le vie Alfieri e XX settembre, si tratta del Palazzo Trucchi di Levaldigi, adesso sede bancaria, il suo ingresso per gli occulti ha un nome singolarmente esoterico: Portone del Diavolo, dovuto forse all’abbellimento della porta con il suo pregiato lavoro di falegnameria, sembra che ci sia raffigurata la sembianza facciale e l’inquietante ghigno di malvagità del Maligno, nell’incontrare lo sguardo dei passanti… oppure c’è un’altra angosciante e forse più veritiera storia… ma questa la racconteremo in un altro articolo.

Daniele Giordano

In copertina
Giovanni Stoto Foto
Palazzo Scaccabarozzi

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