Ricordando un Grande Drammaturgo: “George Bernard Shaw” in “Candida”

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George Bernard Shaw scrisse Candida nel 1895. Il testo venne portato in scena due anni dopo. L’opera venne pubblicata nel volume “Play Pleasent and Unpleasent “. Shaw stesso definì la sua creazione, un mistero. La trama: Candida è una giovane ed avvenente donna dotata di un fascino particolare ed è moglie del pastore anglicano James Morell. Un uomo di ampie vedute, stimato, eloquente e molto apprezzato dai suoi fedeli. Candida in accordo con il marito decide di partire con i figli per una vacanza lontano da casa con Eugene Marchbanks. Eugene è un poeta diciottenne di buona famiglia. Tra la moglie di Morell e il giovane nasce una infatuazione. Eugene al ritorno della vacanza confessa tutte le sue pene d’amore allo stesso reverendo. Il pastore anglicano da sempre professatosi progressista invita la moglie a scegliere chi amare tra i due uomini. I due spasimanti vengono convocati da Candida. La donna ancora incerta chiede ai due che cosa possono donarle in cambio del suo cuore. Il reverendo Morell si dichiara alla moglie dicendo che può offrire a lei, solo la sua integrità, il suo impegno e la posizione sociale. Il giovanissimo Eugene invece è disposto a dare alla donna che le ha strappato il cuore un immenso passionale amore. Candida dopo aver ascoltato e vinto le sue perplessità decide di concedersi alla persona più fragile dei due. La donna decide di rimanere con il marito perché in quel momento James non riuscirebbe a sopportare una vita in solitudine a differenza del giovane poeta che è ormai abituato all’infelicità. I due uomini civilmente concordano con il giudizio. Eugenio dopo averne preso atto a malincuore uscirà per sempre dalle loro vite. L’opera teatrale in Italia venne portata in scena per la prima volta dalla (Compagnia Ferrati, Cortese, Scelso) con regia di Alessandro Brissoni. La rappresentazione ebbe un grande successo di critica e pubblico. George Bernard Shaw nato a Dublino il 26 luglio 1856 e morto a Ayot St Lawrence il 2 novembre 1950. Nel 1925 vinse il “Premio Nobel per la letteratura “. Nel 1939 ebbe “l’Oscar alla migliore sceneggiatura non originale” per il film “Pigmalione” trama ispirata da una delle sue commedie.

Giuliano Angeletti

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