“Immacolata concezione”. Federica Carruba Toscano esalta la toccante drammaturgia

In scena dal 10 al 15 maggio 2022 al “Piccolo Bellini” di Napoli

“Immacolata Concezione” è nata da un’idea dell’artista palermitana Federica Carruba Toscano e trasformata in drammaturgia da Joele Anastasi che ne cura abilmente la regia.  La trama ci riporta nel 1940 nel ristretto mondo di una Sicilia fatta di omertà, violenza e sensualità. Concetta è una ragazza docile, ma poverissima. La giovane donna viene barattata dal padre caduto in disgrazia ed affidata a “Donna Anna” la tenutaria di un bordello. Concetta è talmente ingenua che non si oppone a questo cambiamento di vita. Ben presto la sua “fama” supera le barriere della “casa chiusa” tanto da diventare “la favorita” di tutti i “clienti”. Tutti la cercano, tutti la ambiscono, alcuni perfino millantano con lei prestazioni sessuali mirabolanti: ma nessuno in cuor loro l’ha mai toccata con un dito. Concetta in effetti pur vivendo in una “casa di tolleranza” è ancora vergine, perché la sua immagine di amore è talmente spirituale che gli uomini ne rimangono affascinati. Lei offre a loro cose che nessun’altra donna può dare. “Immacolata concezione” è la storia di una donna emblematica. Una immagine che pur vivendo in un ambiente lussurioso esalta la sua figura sacrale. In lei convive una moderna vestale da venerare e adorare. La sua verginale carnalità la isola e la protegge dal pericolo che proviene dal mondo esterno. In lei e nelle sue parole ogni uomo si lascia andare, perché Concetta ha la capacità di entrare dentro l’anima dei suoi “clienti” e lenire le loro nascoste fragilità.

Joele Anastasi dice del suo spettacolo.

«Immacolata Concezione racconta la potenza e il culto dell’immagine che, arrivando a disumanizzare un corpo vivente per trasformarlo in feticcio, è soggetto alla necessità d’instaurare una relazione fondata sui desideri inespressi del proprio inconscio. Immacolata Concezione è la santa della carne e racconta quale terremoto possa generare l’incontro tra spiritualità e carnalità sul piano della collettività. Gli anni ’40 del secolo scorso rappresentano uno spartiacque essenziale nella storia dell’umanità. L’avvento della Seconda guerra mondiale, con tutto quello che ha causato, ha rivelato come l’essere umano stesso sia stato brutalmente reificato e desacralizzato. Da quel momento storico la visione stessa dell’umanità, sia nelle relazioni tra le persone che nel rapporto con il potere, muterà profondamente e il concetto stesso di sacro cesserà di avere una corrispondenza nel piano del reale. La pièce, dunque, mostra il punto di snodo di un sistema sociale in cui le relazioni vorrebbero ancora essere prodotte invece che brutalmente consumate. Sebbene raccontino un mondo in cui può esistere ancora futuro e speranza, contengono già il germe di quella deriva malata che troverà nel conflitto mondiale e nei regimi totalitari una possibilità d’espressione».

Federica Caruba Toscano da vera mattatrice entra nel personaggio vivendone pienamente le emozioni. Al suo fianco Alessandro Lui, Enrico Sortino, Joele Anastasi, Ivano Picciallo con le loro doti attoriali impreziosiscono la scena. Lo spettacolo ben diretto da Joele Anastasi entra con toccanti messaggi nel cuore del pubblico presente.

Giuliano Angeletti

 

 

“Immacolata concezione”
drammaturgia e regia Joele Anastasi
da un’idea di Federica Carruba Toscano
con Federica Carruba Toscano, Alessandro Lui, Enrico Sortino,
Joele Anastasi, Ivano Picciallo
scene e costumi Giulio Villaggio
light designer Martin Palma
musica originale “scurannu agghiurnannu” Davide Paciolla
testo musica originale Federica Carruba Toscano
aiuto-regia Nathalie Cariolle
contributo drammaturgico Alessandro Lui
foto Dalila Romeo
video e graphic designer Giuseppe Cardaci
scenotecnica 2C Arte
sculture cartapesta Ilaria Sartini
effetti speciali Midian Lab
una creazione Vuccirìa Teatro
produzione Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini
In scena dal 10 al 15 maggio 2022 al “Piccolo Bellini” di Napoli “Immacolata Concezione” è nata da un’idea dell’artista palermitana Federica Carruba Toscano e trasformata in drammaturgia da Joele Anastasi che ne cura abilmente la regia.  La trama ci riporta nel 1940 nel ristretto mondo di una Sicilia fatta di omertà, violenza e sensualità. Concetta è una ragazza docile, ma poverissima. La giovane donna viene barattata dal padre caduto in disgrazia ed affidata a “Donna Anna” la tenutaria di un bordello. Concetta è talmente ingenua che non si oppone a questo cambiamento di vita. Ben presto la sua “fama”…

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