Ilaria Solazzo giornalista pubblicista e blogger, ha intervistato per noi e per voi, lo scrittore Mirco Goldoni, autore di due libri di fantascienza.

Può la fantascienza prendersi carico dell’importante missione di salvare la Terra? Quando si parla di un genere letterario come la fantascienza, si immagina sempre un’ambientazione con astronavi particolari, linguaggi super tecnici, creature strane e discorsi incomprensibili. Parliamo di libri pensati per un pubblico predisposto a tutto questo. I romanzi che vi propongo oggi, pur rientrando nella categoria Fantascienza, sono invece per tutti.
Ilaria Solazzo, ha intervistato per noi e per voi, lo scrittore Mirco Goldoni, autore di due straordinari libri.
ILARIA – Ciao Mirco, sono contenta di poterti intervistare nuovamente! Benvenuto nello spazio dedicato alla cultura.

MIRCO – Ciao Ilaria! Un saluto a tutti i lettori!
ILARIA – Vorrei farti subito una domanda sul tuo essere scrittore. Con gli ultimi due romanzi ti sei addentrato nel genere della fantascienza. Ma il tuo viaggio da autore non è nato con la fantascienza, giusto? Vuoi raccontarci il tuo percorso letterario?
MIRCO – Premetto che non avrei mai pensato di cominciare a scrivere, però, circa tre anni fa, cominciai a sentire il bisogno di mettere nero su bianco alcune mie idee e aprii un blog. Parlavo principalmente di Astronomia e Astrofisica, due mie grandi passioni. Lentamente notai che stavo scivolando dal saggio alle ipotesi: il passaggio alla fantascienza venne naturale. Racconti brevi, drabble e infine i primi romanzi. Dopo gli anni sessanta-settanta che videro il boom di questo genere letterario, si passò ad anni molto più bui. Ora, con la riscoperta di tutta una fantascienza introspettiva, che naviga all’interno dell’Uomo e del suo essere, scrivere fantascienza, per noi scrittori, non è più un marchio d’infamia.
ILARIA – Molto spesso si tende a confondere la fantascienza con il fantasy, puoi aiutarci a distinguerli?
MIRCO – Come tutti i generi letterari, le suddivisioni sono concetti preconfezionati e non netti. Esistono romanzi che restano in bilico tra i due generi, altri decisamente e più facilmente classificabili. Nella fantascienza dovrebbe essere evidente una base di realismo supportato da tesi, o almeno ipotesi scientifiche; tesi o ipotesi che la narrazione può portare lontano fino a sfociare nella fantasia. Nel fantasy invece questo substrato non è richiesto, le ambientazioni e i personaggi non richiedono una parvenza di realtà, il lettore in questo caso vuole volare liberamente e senza vincoli scientifici.
ILARIA – Quale tecnica usi per scrivere?
MIRCO – Non ho una tecnica specifica per scrivere. Mi affido all’intuizione, al cosiddetto “stato nascente” di cui parlava Alberoni in un suo libro: nel mio caso il ‘gruppo di persone’ siamo io, le mie idee, i miei dubbi e le mie positive contraddizioni. Non seguo la tecnica, da molti consigliata, di scrivere qualcosa tutti i giorni per non perdere il ritmo. Non riesco a imbrigliarmi in questo vincolo. Probabilmente sbaglio ma non essendo uno scrittore professionista vivo questi miei momenti ‘dello scrivere’ molto intimamente per cui posso passare interi giorni senza buttar giù nulla e poi una sera rimanere per ore e ore di fronte allo schermo a scrivere interi capitoli.
ILARIA – Hai accennato a ‘positive contraddizioni’ non è questa stessa frase una contraddizione?
MIRCO – Assolutamente no. La contraddizione, se supportata da motivi di approfondimento e non di mero conflitto, diventa un percorso di crescita importante. Il dubbio è un sintomo di intelligenza e di curiosità, curiosità che tento di accendere nei lettori mentre scrivo i miei romanzi.
ILARIA – È da questa curiosità che è nato il tuo romanzo d’esordio, Progetto Mnemosyne?
MIRCO – Sì. Dalla curiosità nata da una domanda che mi sono posto: dove risiedono veramente i ricordi? Se non si trovassero all’interno del nostro cervello ma in un luogo non ben definito nello spazio e nel tempo, cosa succederebbe? Potremmo raggiungere anche quelli altrui? Se sì, cosa succederebbe? Non solo, se vivessimo i ricordi di altre persone cosa ci potrebbe accadere?
ILARIA – Domande che hanno portato inevitabilmente ad approfondire questi aspetti nel tuo secondo libro…
MIRCO – Esattamente: Progetto Dedalo ne segue le tracce e cerca di dare risposte anche se, io preferisco stimolare le domande e le risposte lasciarle a chi mi legge.

ILARIA – Dove possono seguirti coloro ai quali hai acceso questa curiosità?
MIRCO – Innanzitutto sul mio blog www.mircogoldoniautore.it dove pubblico periodicamente racconti brevi e curiosità in ambito astronomico, il tutto attentamente mischiato per aumentare, spero, il piacere della lettura. I miei libri inoltre sono prenotabili presso tutte le librerie fisiche e, online, oltre che sul sito dell’editore:

Progetto Mnemosyne

Progetto Dedalo


anche sui principali store:

https://www.ibs.it/progetto-mnemosyne-libro-mirco-goldoni/e/9788831412049/
https://www.lafeltrinelli.it/progetto-mnemosyne-libro-mirco-goldoni/e/9788831412049/
https://www.libraccio.it/libro/9788831412049/mirco-goldoni/progetto-mnemosyne.html/
ILARIA – Dalla storia alla fantascienza, qual è il filo conduttore?
MIRCO – I due generi sono profondamente legati: si pensi agli autori che descrivono viaggi nelle diverse epoche, o a chi sviluppa una vicenda immaginando cosa potrebbe essere accaduto se un fatto storico non fosse avvenuto o avesse avuto un esito differente. C’è poi chi immagina un mondo diverso dal reale come traguardo da raggiungere o esito da evitare. C’è molta profondità nella fantascienza, e ti dà la possibilità sia di sprofondare al suo interno si di navigarla solcando le onde della superficie. Credo ci sia un certo pregiudizio nei confronti della fantascienza: non è affatto vero che è solo roba per ragazzini amanti dei videogiochi.
ILARIA – Che consigli daresti, in base alla tua esperienza, a chi come te voglia intraprendere la via della scrittura?
MIRCO – Chi volesse intraprendere l’attività di scrittore deve innanzitutto considerare che non è una strada facile e che la maggior parte di coloro che fanno questa scelta scrivono per sé stessi e i loro libri il più delle volte non vedranno mai la luce. Il mondo dell’editoria, oggi più di ieri, è complesso e difficile. Se da una parte ci sono più opportunità per gli scrittori esordienti, è anche vero che da qualche anno a questa parte c’è una vera “invasione” di libri e i consumatori, spesso, possono essere disorientati riguardo alle scelte che devono fare proprio per la massiccia offerta di libri disponibili in rete e nelle librerie. Per lo più si punta sempre ai nomi famosi senza considerare che c’è tanto da scoprire anche nei libri auto-pubblicati. Se aggiungiamo l’allergia dilagante nei confronti della lettura, il quadro è abbastanza grigio.
ILARIA – C’è un libro che, dopo averlo letto, ti ha lasciato addosso la voglia di seguire questa strada?
MIRCO – Ubik di Philip K. Dick. Un libro che avevo letto e accantonato, solo recentemente l’ho rispolverato e sono riuscito a entrare nei profondi meandri di quel visionario quale è Dick.
ILARIA – Invece uscendo dal genere fantascientifico?
MIRCO – Ho apprezzato i romanzi di Dan Brown, pieni di azione e dal ritmo travolgente e il grande Dino Buzzati.
ILARIA – Quali sono i temi centrali della tua quotidianità?
MIRCO – I valori umani: l’amicizia e la lealtà verso il gruppo, il proprio mondo, qualunque confine vogliamo attribuirgli. La curiosità verso l’ignoto e la tolleranza. Spesso mi soffermo anche sulla religione, una delle molle che determinano, nel bene e nel male, i grandi cambiamenti dell’umanità mondiale.
ILARIA – I social ed il ruolo che hanno nell’ambito dell’editoria?
MIRCO – Credo che il problema sia questo: la velocizzazione imposta dai social network fa sì che i veri lettori, coloro capaci di soffermarsi su una pagina, un rigo, una parola, siano sempre meno. La rotella del mouse scorre veloce come un razzo, si vedono un sacco di cose, ma non si trattiene nulla. D’altro canto, sempre i social network hanno fatto sì che molte persone abbiano avvertito il desiderio di postare, pubblicare una nota, scrivere. Complice la realtà virtuale, gli aspiranti scrittori sono in aumento, gli autentici lettori in drastico calo. Così, come cantava Gianni Morandi, “uno su mille ce la fa”. Gli editori, anche quelli piccoli che danno fiducia agli esordienti come me, non sono una onlus. Ci provano, ti pubblicano, se sei geniale e scopri come fare di te stesso un personaggio e del tuo libro un best-seller gli va bene. Se vendi cinquanta copie a parenti ed amici, sono andati in pari con le spese.
ILARIA – Per finire, cosa dobbiamo aspettarci da te in futuro e cosa ti aspetti tu dal futuro, in particolare in ambito letterario?
MIRCO – Più coraggio: sì, soprattutto questo. E per coraggio voglio intendere sperimentazione, apertura a nuovi registri letterari, a contaminazioni d’ogni tipo: di genere, di culture, di lingue addirittura. Come autore mi impongo questo obiettivo difficile, inaccostabile senza partire da una profonda umiltà (il che vuol dire revisioni su revisioni, riscritture continue, partenze e abbandoni e poi nuove partenze; anche distruzione di interi capitoli). Lo stesso coraggio si deve pretendere dal panorama editoriale. L’editore dovrebbe avere un ruolo “edificante”, fare cultura, crearla, stimolarla. Intorno purtroppo vedo un’esclusiva attenzione alle vendite e la convinzione che esse coincidano necessariamente con gli stessi “prodotti” (termine orrendo per definire i libri) di sempre, con i generi più in voga o – come usa il mondo anglosassone degli scaffali – il mainstream. Ma non mi rassegno. Per l’immediato futuro ho in serbo delle novità che non posso ancora svelare. Di sicuro spingerò il lettore fin sull’orlo del precipizio, là dove agiscono, vagano, vivono e sognano i protagonisti delle mie storie.

Mirco Goldoni

Progetto Dedalo

Editore ‏ : ‎ Mosaico Edizioni (31 marzo 2022)
Lingua ‏ : ‎ Italiano
Copertina flessibile ‏ : ‎ 176 pagine
ISBN-10 ‏ : ‎ 8831412280
ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8831412285
Peso articolo ‏ : ‎ 264 g
Dimensioni ‏ : ‎ 14 x 1.5 x 21 cm
Nonostante il Progetto Mnemosyne sia parzialmente fallito, gli studi sulla memoria e su dove essa realmente risieda continuano. Il rapimento del professor Denver costringe Frank e Lucy a farsi coinvolgere nel nuovo progetto che promette risultati interessanti. Nel frattempo Mary, che collabora col generale Gabin, scopre verità nascoste. In un frenetico susseguirsi di eventi, saranno i sentimenti a guidare i protagonisti, portandoli a un epilogo inaspettato, che pone ulteriori quesiti sullo scopo ultimo del Progetto.
[11:08, 21/7/2022] Ilaria Solazzo: Mirco Goldoni, Progetto Mnemosyne

Autore: Mirco Goldoni
Titolo: Progetto Mnemosyne
Data di pubblicazione: 15 Febbraio 2020
Editore: Mosaico Edizioni
Genere: Fantascienza
Lunghezza: 200 pagine
Trama: La mente e i suoi meccanismi hanno sempre affascinato e incuriosito l’Uomo.
E’ per questo che uno stimato professore del MIT di Boston inizia, con il proprio staff, a cercare di studiarne gli angoli più reconditi, tentando di navigare attraverso quel dedalo inesplorato.

Per fare questo verrà aiutato da un giovane e promettente studente, inizialmente attirato con l’inganno, in un esperimento che ben presto si rivelerà più pericoloso del previsto.

Sarà lo stesso giovane ad effettuare i viaggi più impensabili, sempre affiancato dal professore che, lentamente, rivelerà tutti i propri segreti professionali.

Insieme seguiranno tracce che li porteranno fino in Africa, scoprendo verità scottanti, affrontando situazioni imprevedibili e tornando infine a casa ciascuno con il proprio carico di verità.

Verità che lo studente dovrà suo malgrado affrontare.

Progetto Dedalo

Progetto Mnemosyne

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