Erika Di Silvio, dal dietro le quinte… alle luci dei riflettori

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Una passione infinita per il mondo della danza e un sorriso che non manca mai, nemmeno nei momenti difficili. Per raccontare Erika Di Silvio, bisogna partire da questi due punti fermi per poi addentrarsi nel mondo del lavoro e delle sue passioni. Ad appena 27 anni portati con semplicità e dolcezza, nata a Bologna (“città che amo”) e cresciuta sui colli in Appennino “fuori dalla caoticità della città”, nella vita si è laureata in Giurisprudenza, ha svolto metà praticantato, poi è virata sul mondo del social media marketing ed oggi è una social media manager prevalentemente per attività locali, anche se di recente ha chiuso una collaborazione con un e-commerce di portata europea. “Unica costante che mi accompagna sin da quando sono bambina però è la danza classica. Continuo a studiare, ballare e fare spettacoli e da qualche anno insegno alle giovanissime nuove allieve” racconta Erika che spalanca il suo grande amore grazie al quale si è tolta soddisfazioni incredibili, realizzando spettacoli e finendo anche in Tv sulle reti Mediaset in pre-serata. 

Come inizia il tuo rapporto con la danza?

Inizia con una bella storia di amore odio: io amavo vedere in tv le ballerine di varietà con i costumini luccicanti e volevo fare danza più che altro per poterli indossare. Una coincidenza ha voluto che da piccina avessi un problema ai piedi che poteva essere coretto con la danza o il nuoto. Quale occasione migliore! Peccato però che l’insegnante a cui si rivolse mia madre le consigliò di farmi fare propedeutica alla danza classica… e non era certo la danza che volevo fare io. Prima di entrare passavano almeno 5 minuti abbondanti in cui piangevo e non mi volevo staccare dalla sua gamba. Poi all’improvviso, superato il secondo anno di propedeutica, qualcosa in me è cambiato: è scattato un amore incondizionato, che non si è mai più affievolito ora che sono già adulta. Non so dire esattamente cosa sia scattato, ma è certamente qualcosa che ha funzionato.

Da allora, tutto è diventato più serio.

La passione è cresciuta sempre di più, sempre più forte e indissolubile. Merito sicuramente delle mie insegnanti, che hanno saputo trasmettermi il loro amore per la danza attraverso la cura che mettevano nei loro insegnamenti. Mi sento infatti di ringraziare Marika Mazzetti e le scuole Danza Ensemble “G. Barbieri” (Sasso Marconi) e Studio Danza Ensemble (Bologna) per avermi reso la ballerina che sono e per avermi per prime dato la possibilità di sperimentare l’insegnamento. Questa opportunità ha dato una svolta alla mia vita da danzatrice perché mi ha fatto scoprire un aspetto di me che forse sarebbe rimasto sopito e non avrei mai capito quanto divertente è lavorare a stretto contatto con le giovani nuove ballerine e quanta soddisfazione si prova nel vederle danzare a fine anno sul palco dopo tutto un anno di lezioni insieme. 

Ed è così che hai iniziato anche a prenderti le tue, belle, soddisfazioni.

Non mi dispiace per nulla mettermi in gioco, soprattutto negli ultimi anni, quando mi sono avvicinata a ruoli diversi e ho sperimentato stili e qualità di movimento decisamente diverse dalla canonica ballerina classica. Ho capito che potevo esplorare altri aspetti di me stessa e mi sono lasciata più andare e trasportare dal senso della musica e dal significato che volevamo dare alla coreografia e in questo modo riesco a godermi di più anche i minuti in cui ballo. Di recente abbiamo avuto l’opportunità di provare l’emozione di ballare su musica dal vivo, che, per quanto difficile sia, è molto più appagante. Insieme all’Orchestra Senza Spine di Bologna, proprio la stagione appena trascorsa, abbiamo esplorato le 4 stagioni di Vivaldi e Piazzola e per i più piccoli una rappresentazione del Lago dei Cigni, assieme ai mitici ragazzi del Fantateatro. 

Cos’è diventata oggi, per te, la danza?

Partendo dal presupposto che ho sempre amato la musica sin da quando sono nata e ho sempre avvertito una particolare affinità con essa, la musica scatenava in me una voglia irrefrenabile di ballare e di lasciarmi trasportare potendo immaginare di essere qualsiasi cosa o qualsiasi personaggio. Di volta in volta. Posso essere qualsiasi cosa o chiunque io voglia. Devo solo immaginarlo e tradurlo in movimento. La danza è quindi una necessità personale, tanto che ora non posso immaginare una vita senza. Credo che la danza sia un mezzo per trovare te stesso ma anche perdere te stesso allo stesso tempo. 

Dietro tutto questo, c’è tantissimo lavoro.

Naturalmente non è tutto Rose e fiori, io pure ho sofferto tanto, negli anni della mia adolescenza, perché ho dovuto ingoiare e accettare il fatto che il mio fisico, la mia corporatura, non sarebbe stata accettata in qualunque Accademia di Danza, togliendomi la possibilità di diventare una professionista qualificata. Madre natura, seppure concedendomi alcune doti di cui sono grata, non mi ha resa così filiforme quanto la danza classica richiede. E in giovane età non è così semplice da accettare. Poi però pian piano capisci che questi aspetti non devono fermarti dal cercare di migliorarti ogni giorno solo per te stessa e provare a diventare la ballerina migliore di te stessa in sala lezione dopo lezione. Le soddisfazioni, seppur sotto altre forme, arriveranno lo stesso. La danza può rappresentare l’occasione di dimostrare a se stessi che queste qualità si possono lavorare e si possono raggiungere meravigliosi traguardi. Non è fondamentale essere super dotate per ottenere soddisfazione. Lo dicono sempre i grandi maestri che il mero talento, se non è coltivato a dovere, non conta nulla.

Danzare a cielo aperto è qualcosa di suggestivo. Ma i tuoi traguardi si stanno via via ampliando…

Sicuramente danzare per le vie della mia città è stata un’esperienza incredibile. Qualche tempo fa ho realizzato uno shooting fotografico con la fotografa Paola Luciani in pieno centro di Bologna: ogni angolo era come un palco infinito da riempire con tutta me stessa. Sentire la gente attorno a me sussurrare “Ehi guarda, c’è una ballerina!” e poi vederli lì, a guardarmi, aspettando che facessi chissà quale cosa, mi faceva sentire importante e felice di poter donare loro, seppure per un secondo, una parte fondamentale di me. In particolare modo alle bambine, cui apparivo come una fata o una principessa e mi guardavano spalancando gli occhi, una tenerezza che non vi dic.. 

Tu sei stata anche sul piccolo schermo…

Prima che scoppiasse la pandemia mi è capitato di “ballare” anche in tv, con Luca Laurenti, in occasione di una puntata di Avanti un altro! in cui avevo detto di studiare danza da sempre e Paolo non aveva resistito dal dirmi che pure Luca aveva studiato danza classica e ci aveva fatto lanciare in un meraviglioso passo a due. Solo che lo studio era minuscolo, io avevo una minigonna a tubino, i tacchi alti e il pavimento era scivolosissimo! Luca mi ha presa per farmi fare mille giri e pensavo davvero che sarei cascata per terra facendo una colossale figuraccia! Mi sono divertita in tv! Ho partecipato anche a Cortesie per gli ospiti… e se capitasse l’occasione di cimentarsi anche nel cinema, perché no! Davanti alla telecamera o una platea mi sento davvero a mio agio e sarebbe una bellissima opportunità per mettermi in gioco!

Com’è stato avvicinarsi al mondo della tv?

Il mondo dello spettacolo penso sia tanto grande e meraviglioso e quanto spietato e tossico. Sono convinta che la differenza stia nella testa e nell’intelligenza di chi vi finisce dentro. È facilissimo perdersi, o cedere davanti a certe richieste per raggiungere un obiettivo molto importante. La realtà dei teatri è molto dura, in Italia molto precaria e poco valorizzata, e sono grata che personaggi del calibro di Roberto Bolle si prodighino tanto per mantenere alta la danza anche da noi. Sentire che i teatri chiudono fa piangere il cuore però la vita che respiri tra i camerini, le toilette con i faretti per la fase di preparazione di trucco e parrucchio, l’ansia benevola dietro alle quinte prima di entrare in scena, le luci, l’applauso fragoroso del pubblico, condividere le emozioni con le compagne, è un qualcosa di talmente grande, magico e indescrivibile, che è impossibile non amarlo. Non a caso, i giorni di spettacolo sono sempre i miei preferiti dell’anno, assieme a Natale e al mio compleanno!

Che rapporto hai con i social?

Non mi reputo assolutamente una influencer anche se molte persone trovano divertente seguire le mie storie e le mie avventure quando le racconto su Instagram. Ammetto che anche a me piace condividere alcuni aspetti della mia vita, sia lavoro che tempo libero, e la danza si colloca esattamente a metà. Potete trovarmi su Instagram come @from.amerika_ ed è il canale su cui sono più attiva. Facebook e LinkedIn come Erika Di Silvio e TikTok come erika.findyourpath, dove condivido il mio progetto Find Your Path, un percorso di consulenze che aiuta a trovare la propria strada nella vita.

Chi ti segue sui social, cosa deve percepire?

Mi interessa che le persone possano riconoscersi in me. Essendo una persona molto solare e tendenzialmente positiva, voglio ispirare e infondere positività. Mi dà fastidio quando sui social si vuol vendere la propria vita ultra patinata risultando irreali e piuttosto lontani dalle persone che, seppur conducano una vita straordinaria, rientrano nella propria normalità. Sarei felice se qualcuno dopo avermi riconosciuto per strada mi dicesse che sono esattamente come mi ha vista sui social. Mi dà fastidio anche quando sui social si usano filtri e mille modifiche/Photoshop alle foto per mostrarsi come non si è per le proprie insicurezze. Ammetto che anche io ho qualche insicurezza, però non riuscirei mai a modificare in modo piuttosto evidente le mie naturali fattezze per risultare “più bella” secondo i canoni di oggi. 

Che ragazza sei nel quotidiano?

Mi piace stare al centro dell’attenzione, questo sì, ma non attiro su di me l’attenzione vestendomi o comportandomi in modo appariscente. Anche nella scelta degli abiti, mi piace sempre essere elegante e raffinata, ciò non toglie che una punta di sensualità non manchi mai. Ma non una sensualità volgare e disturbante, giusto un tocco di femminilità. Mi piace mostrare il mio buon gusto e le mie qualità. Rispetto al mio aspetto, come ogni ragazza, ho avuto le mie insicurezze. Parlo al passato perché ora, dopo la consulenza di armocromia e successivamente di bodyshape ho imparato a valorizzarmi al meglio e fare dei miei punti più deboli, punti di forza. Quello che spesso mi viene fatto notare e che mi differenzia dalle altre ragazze non ha nulla a che fare con il vestiario però. È un qualcosa che si indossa ma che è innato in ognuno di noi, ed è il sorriso. Non capisco sempre perché il mio sorriso attragga così tanto le persone. È contagioso, sì, ma è un bel sorriso come molti altri. Col tempo ho sviluppato una mia idea, e credo che il mio sorriso ha in più la qualità di essere empatico, ti fa sentire accolta.

Che progetti vuoi realizzare?

I progetti a breve termine sono sicuramente i nuovi spettacoli di dicembre e so che balleremmo sicuramente per il Baby BoFe’ di Bologna con un’orchestra dal vivo. Dal punto di vista lavorativo anche lanciare il podcast di Find Your Path, magari con l’anno nuovo, e accrescere questo progetto. Voglio aiutare quante più aziende e personal brand possibili con la mia attività di social media management e marketing. Dal punto di vista personale invece tra qualche anno mi vedo già con una bella famiglia e un’attività di famiglia già bella rodata, e avviata, tanto da poter vivere serenamente, con la possibilità di continuare a coltivare le mie passioni e quelle del mio futuro marito. Mi piacerebbe poi avere almeno due figli o figlie, sperando che qualcuno scelga di studiare danza, o che perlomeno trovi qualcosa che lo appassioni in modo travolgente, al pari del mio amore per la danza. 

Luca Fina

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