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Un amico delle donne: il diamante!

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Nella Grecia antica, un minerale più duro che la natura potesse offrire, pari 10/10 della scala
Mohs per la sua durezza, il diamante lo soprannominarono “adamas, l’invincibile” questo
perché gli antichi non avevano attrezzi e conoscenze per intaccare tali pietre! In Oriente,
dalla loro prima scoperta che risale a 3000 a.C. venne considerata preziosa con il passaggio
del tempo e ancor oggi se montata come gioiello, una garanzia che ha valore intrinseco e
non perda alcun valore, utilizzato in seguito nell’industria, per legarsi a miti, leggende e
credenze religiose, attribuendo a questa pietra avere poteri sovrastanti. Il diamante per chi lo
possiede, rappresenta lo “status symbol” con i valori morali e intellettuali come la
personalità, la purezza, l’invincibilità. Se invece si desidera approfondire l’argomento,
troverete il perché del suo costo da capogiro, pensate invece il tempo necessario che occorre
per strappare dalle viscere di una miniera questa pietra, reticolo cristallino di carbonio, dal
processo di formazione naturale che l’ha modificato con la giusta quantità di pressione e
calore da un semplice pezzo di roccia fusa al suo ritrovamento, il passo successivo essere
catalogato e lavorato per diventare il gioiello ambito non solo da tutte le donne al mondo!
Anche la grafite per intenderci quello delle matite pur avendo la medesima struttura ma meno
compatta e dura si può trasformare in laboratorio con due procedimenti per produrre
diamanti sintetici: in una notte o soli in pochi giorni. Come dicevamo, essendo una pietra
durissima, per poterla lavorare è indispensabile essere esperti in gemmologia, soprattutto
avere attrezzature speciale per poterla tagliare, ma prima che questo avvenga, si passa al suo
“lavaggio” dove il più delle volte l’estrazione raccolta non viene destinato all’industria,
poiché non è del tutto idoneo per essere utilizzato in gioielleria, questo solo perché non tutte
queste pietre non corrispondono ai criteri delle famose quattro “C”. Una sintetica
classificazione (In Inglese) dei diamanti: Carat (Carato metrico, Ct) peso in carati, non
dobbiamo confonderlo con quello dei metalli preziosi (Kt), inutile aggiungere che il carato
influisce sul valore della gemma. Colour, il diamante non è mai completamente bianco, ha
una leggera tonalità di giallo. Per quanto a quelli “incolore” chiamati anche Serie Cape o
quelli che hanno una sua colorazione (Fanny) naturale. Clarity, l’equivalente della sua
purezza, consiste di individuare il numero delle impurità presente all’interno del diamante,
esse sono espresse con queste sigle: (IF ) Interamente Pura, (WVS1-WS2-Veri very small
inclusion), Inclusione piccolissima, difficile a vedersi, (VS1-VS2-Very Small inclusion),
Inclusione molto piccola difficile a vedersi. (SL1-SL2-Small Inclusion), Inclusione piccola
visibile facilmente, P1-P2-P3-Piqué), Inclusione visibile a occhio nudo. Cut taglio, influisce
sul valore della gemma. Il taglio di un diamante, determina il modo in cui riflette la luce:
Fuoco (Effetto ottico e le sue componenti di colore dello spettro sulla superficie esterna) e
Brillantezza, è la somma dei lampi di luce per effetto di riflessione interna dei raggi penetrati
all’interno. Un abile tagliatore fa esaltare le qualità della pietra e nascondere visivamente
alcune impurità. Esso contempla la forma, il numero e la posizione delle faccette.
Proporzione simmetrica e lucidature si valutano secondo una scala: Fair, Good, Very Good,
Exellent. Non confondiamo la parola Diamante con Brillante! La prima è il pezzo ricavato
dalla roccia, il secondo è riferito al tipo di taglio con 57 faccette, 58 se anche l’apice è
sfaccettato a forma rotonda. Unico metodo riconosciuto in qualsiasi parte del mondo. Gli
Istituti riconosciuti al mondo in grado di rilasciare una Certificazione Diamanti sono:
Gemological Institute of America (GIA), International Gemological Institute (IGI), Hoge
Raad voor Diamant (HRD). L’argomento di cui stiamo parlando, è capace di contenere molte
pagine, stupendo ad ognuna il lettore, allargando la sua conoscenza sino a penetrare alla
corte di Luigi VII quando le furono regalate queste gemme definite brillanti, ovvero dal suo
“taglio a faccette” voluto dal Cardinale Mazzarino, questo fu poi ripreso dal veneziano
Vincenzo Peruzzi per essere in seguito perfezionato nel 1919 da Marcel Tolkowsky
inventore del moderno taglio rotondo.
CURIOSITA Vi sarete chiesti il nome del diamante grezzo più grande al mondo è il
Cullinan, (che poi venne diviso in tre pezzi) il suo peso di 621,35 g, e 3,160, 75 carati. Si
narra che le frecce di Cupido, avessero la punta di diamante, forse perché col passare dei
secoli diventò dono d’amore… Sulla gemma, il suo valore non cresce in modo lineare, un
esempio: Un diamante del peso di 0,50 carato ipotizzando il costo di 2.150 euro, quello del
peso di un carato di uguale fattura non costerebbe il doppio, bensì 10,300 euro.
Capite perché < Il diamante è per sempre > è un investimento sicuro quasi quanto l’Oro!
Daniele Giordano

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