Intervista al regista Emiliano Locatelli di Il diavolo è Dragan Cygan

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Come ‘è nato l’idea del titolo del film Il diavolo è Dragan Cygan?

 

Il titolo nasce dall’esigenza di raccontare il maligno che c’è in ognuno nei personaggi e quindi il diavolo in senso figurato. Ogni personaggio è un pezzettino di un’unica grande coscienza perché, quando vedrete il film vi accorgerete che ci sono tanti personaggi all’interno del film ed è la somma di un unico personaggio che può essere inteso come il diavolo.

È un film corale che ha un titolo al singolare, cioè, tanti pezzettini, ma un’unica coscienza.

Il nome Cygan ha un riferimento specifico?

Questo nome l’ho preso da un fatto di cronaca, ma non c’entra nulla con il film. Se lo cercate su Google è un signore dell’est Europa che ha compiuto un gesto eroico qui in Italia perché ha dato la vita per salvare due bambini nel mare e mi piaceva tenere questo nome in onore di questo gesto, ma in realtà è il nome di battaglia di Enzo Salvi (uno dei protagonisti del film).

Io ho interpetrato il film come se tu fai del male il male ti ritorna anche a distanza di anni secondo la legge del karma che ne pensi?

Io sono un materialista dialettico, ateo convinto, lo voglio ribadire, e nel film ho cercato di lasciare più letture possibili e quindi mi fa piacere che si leggano delle letture che non appartengono a me. Altre letture le ho ricevute in modo più religioso e mi fa piacere che ognuno può interpretrare una cosa.

Un attore che più ti ha ispirato per la tua carriera?

Sono tanti gli attori voglio pensare di più al recente passato, Joaquin Rafael Phoenix, The Joker per non parlare dei grandi classici, amo il neorealismo.

Che tipologia di studi hai fatto?

Io sono laureato in lettere con indirizzo cinematografico alla Sapienza di Roma, quindi, sono studioso di cinema potrei fare anche il critico cinematografico.
Giovanni Romano

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