Marco Reus al passo d’addio

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Anche se non siamo nei templi della cultura o dell’arte poco importa, del resto in tanti hanno considerato il calcio in sé una vera e propria opera d’arte. E la prossima finale di Champions League di Londra potrebbe essere paragonata ad una prima assoluta con un’etoile internazionale: Marco Reus. Ed il grande pubblico del balletto, della musica o del belcanto ha solo da imparare dal pubblico del Borussia Dortmund, una delle due pretendenti al titolo continentale. Scriviamo di calcio, è vero, ma si tratterà di uno spettacolo vero e proprio! Nel calcio, infatti,  ci sono storie con un lieto fine ed altre che finiscono prima di poter coronare un sogno. La storia di Marco Reus con il Borussia Dortmund si concluderà definitivamente dopo la finale di Champions League, la sua ultima possibilità per vincere la coppa dalle grandi orecchie con la squadra giallonera. La partita sarà disputata a Londra l’1 giugno alle ore 21. E sarà il Real Madrid, la squadra più vincente della storia del torneo, a provare a demolire questo finale perfetto per Reus. Finale perfetto di una storia d’amore iniziata durante l’infanzia, concretizzata nel 2012 e che continuerà sicuramente anche dopo l’addio al club. Dopo aver militato per anni nelle giovanili, nel 2012 entrò a far parte del club di Bundesliga, dove insieme a Robert Lewandowski e Mario Götze formò un trio d’attacco considerato uno dei migliori d’Europa. Conquistò da subito la squadra e i tifosi, ma la nomina a capitano arrivata nel 2018 con l’arrivo dell’allenatore Lucien Favre lo rese un vero e proprio simbolo per il club. I molti anni trascorsi al Dortmund non sono stati facili a causa di infortuni vari e addii di moltissimi compagni, tra cui proprio Lewandowski. L’addio di Robert, però, non fu come gli altri, fece molto più male, perché il 4 gennaio 2014 passò alla più grande rivale: il Bayern Monaco. Anche Götze fece lo stesso, ma il tradimento di Lewandowski ebbe l’aggravante di essere stato a parametro zero, dopo un rifiuto delle proposte di rinnovo. Inoltre, a differenza di Götze che al Bayern fu un flop, il giocatore polacco ebbe il picco della sua carriera proprio alla squadra bavarese e punì molte volte il suo ex club con gol pesanti. Nonostante tutto, Reus non ha mai cambiato squadra: il Dortmund, insieme alla maglia della sua nazionale, è sempre stato il massimo a cui ambire e non ha mai avuto alcuna intenzione di andare altrove, perché tra lui e quella maglia è sempre stato “echte Liebe”. “Da bambino tifavo Dortmund e venivo allo stadio – ha più volte dichiarato il campione-artista – per me è già un sogno giocare qui.” Se nel suo club il sogno è la Champions, nella nazionale il sogno è il Mondiale. Ma pure questo obiettivo fu intralciato per colpa della rottura parziale del legamento alla caviglia sinistra avvenuta prima del mondiale del 2014, in Brasile, e fu costretto a non partecipare e vedere la sua nazionale trionfare senza di lui. Per Marco, dunque, la finale di questo sabato ha un peso enorme. Non è la prima volta che gli capita un’occasione del genere: proprio nella stagione 2012-13, l’annata in cui si unì al Borussia Dortmund, i gialloneri raggiunsero la finale di Champions League, ma finirono per essere sconfitti, ancora una volta, proprio dal Bayern Monaco. Queste sono le parole di Reus dopo la recentissima semifinale contro il PSG: “indescrivibile: dopo più di 10 anni, sono di nuovo in finale con il Borussia. Ousmane Dembélé e Achraf Hakimi hanno portato un ritmo incredibile e abbiamo sofferto molto. Domani nessuno si chiederà come abbiamo vinto la partita. L’importante è che il Borussia Dortmund sia di nuovo in finale, nessuno si aspettava una cosa del genere”. I pronostici, ovviamente, danno i Blancos del Real Madrid come netti favoriti e sarà molto complicato per i gialloneri strappare la coppa dalle mani dei re della Champions League. Di una cosa, però, ogni tifoso o appassionato di calcio può essere certo: al di là del risultato della partita, lo spettacolo che i tifosi tedeschi porteranno a Londra sarà qualcosa che verrà ricordato per sempre. Il cosiddetto “muro giallo”, nome con cui viene indicata la gradinata piena di tifosi del Signal Iduna Park, è pronto a sostenere la squadra, e in particolare Reus al suo passo d’addio, anche fuori dai confini tedeschi e indipendentemente dalla realizzazione del sogno.

Luigi Zambelli, Cristian De Sio

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