“Yellow Letters”, a Roma il film trionfatore all’ultimo Festival di Berlino con l’Orso d’Oro

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Ecco come un critico cinematografico trascorre, mediamente, quattro mattine a settimana (da quasi sette lustri!). Proiezioni stampa e, più raramente, ci sono anche le conferenze stampa. Il pomeriggio, invece, università (ovviamente, quando è il turno del mio corso) e tantissimi articoli da scrivere.
Oggi, al Giulio Cesare di Roma, è stata la volta della proiezione stampa di “Yellow Letters”, film trionfatore all’ultimo Festival di Berlino con l’Orso d’Oro, in uscita nei cinema italiani il prossimo 30 aprile.
Ambientato in Turchia, ma girato esplicitamente in Germania, con Berlino e Amburgo che “interpretano” Ankara ed Istanbul – a segnare l’impossibilità di poter girare un film libero in terra turca ma anche l’universalità dei temi trattati – il film pone al centro il ruolo dell’arte all’interno dei regimi totalitari. Qual è il prezzo che l’arte paga nel nome della libertà, dell’autonomia, del non scendere a compromessi con i proprio ideali, dell’essere una voce del dissenso? Tutto il resto lo sto per scoprire.
Del regista İlker Çatak apprezzai moltissimo, come il resto della critica, “La sala professori”, meno di due anni fa, tanto che ricordo nitidamente la proiezione stampa che si tenne al Quattro Fontane e che mi colpì moltissimo. Fu un enorme successo internazionale di critica e per i cinefili più colti e raffinati, oltre a guadagnarsi la candidatura agli Oscar.
Çatak è un grande regista, una delle voci più incisive del cinema europeo contemporaneo. Non perdetelo d’occhio, ne vale la pena.
Franco Baccarini 

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