Un prestigioso evento organizzato dall’Associazione dei Veneti a Roma ha reso omaggio a uno dei massimi protagonisti della pittura veneta del Settecento, Giambattista Tiepolo. Nella splendida cornice del Rome Cavalieri, il presidente dell’associazione Alessandro Mistretta ha promosso un incontro dedicato all’arte, alla cultura e alla grande tradizione artistica del Veneto, offrendo agli ospiti l’opportunità di immergersi in un patrimonio di straordinaria bellezza.
La visita guidata ha accompagnato gli invitati in un affascinante percorso alla scoperta delle opere di Tiepolo, con particolare attenzione alle tre celebri tele realizzate tra il 1724 e il 1725 : “Ulisse scopre Achille tra le figlie di Licomede”, “Apollo scortica Marsia” ed “Ercole soffoca Anteo”. Le tre opere rappresentano alcuni dei temi mitologici prediletti dall’artista e testimoniano la straordinaria maturità raggiunta da Tiepolo nella prima metà del Settecento. Nelle tele emergono la forza del disegno, la teatralità delle composizioni, la leggerezza delle figure e, soprattutto, quella luce limpida e vibrante che sarebbe diventata una delle caratteristiche più riconoscibili della sua pittura.
Parlare di Giambattista Tiepolo significa parlare di Venezia e della grande civiltà figurativa veneta. Nato a Venezia nel 1696, Tiepolo raccolse l’eredità dei grandi maestri della tradizione veneziana, guardando in particolare alla monumentalità e alla luminosità di Paolo Veronese, ma seppe trasformare quella lezione in un linguaggio del tutto personale. La sua pittura è caratterizzata da una straordinaria capacità di costruire spazi aperti, cieli luminosi e scenografie sospese tra realtà e immaginazione. Il colore, la luce e il movimento diventano strumenti attraverso i quali l’artista riesce a conferire alle sue composizioni una dimensione quasi teatrale.
È proprio questa fusione tra eleganza, colore, luce e spettacolarità a rendere Tiepolo uno dei massimi interpreti della cultura veneziana del Settecento. La sua arte, profondamente legata alla tradizione del Veneto, supera tuttavia i confini della Serenissima e diventa uno dei linguaggi più importanti della pittura europea del XVIII secolo. Le tre tele conservate al Rome Cavalieri testimoniano in maniera particolarmente significativa questo momento della sua carriera: la tradizione veneziana del colore incontra una nuova concezione dello spazio e della luce, dando vita a immagini di grande energia, raffinatezza e suggestione.
La visita ha permesso agli ospiti di scoprire non soltanto Tiepolo, ma anche la straordinaria ricchezza della collezione artistica del Rome Cavalieri. In questo ambiente suggestivo è possibile ammirare opere appartenenti a diverse epoche della storia dell’arte, con una particolare presenza della tradizione italiana ed europea del Settecento, accanto a importanti testimonianze dell’arte veneziana. Un patrimonio nel quale pittura e arti decorative dialogano tra loro e nel quale la presenza di Tiepolo assume un significato particolare: è la testimonianza della grandezza della cultura veneziana e della capacità dell’arte veneta di continuare a parlare, nei secoli, a un pubblico internazionale.
L’iniziativa ha visto la partecipazione di importanti personalità, tra cui gli ospiti d’onore il principe e critico d’arte Alfio Borghese e la Consigliera della Regione Lazio e Vicepresidente della V Commissione della Regione Lazio – Cultura, spettacolo, sport e turismo Edy Paolozzi. L’appuntamento ha rappresentato un’importante occasione di incontro e di valorizzazione della cultura veneta a Roma, confermando il ruolo dell’Associazione dei Veneti a Roma nella promozione delle tradizioni, della storia e del patrimonio culturale del Veneto.
Attraverso la figura di Tiepolo, Venezia e il Veneto sono tornati protagonisti nel cuore della Capitale, in un incontro capace di unire arte, cultura, memoria e identità. Un sentito ringraziamento va agli sponsor dell’iniziativa, Cantina Veneta Collis e Rialto di Asolo, per la collaborazione.
Maria Laura Perilli

