Tra famiglia, fotografia e passione per la moda: la storia di Anna Rossi

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Mamma di tre figli, titolare di un’azienda familiare e, nel tempo libero, protagonista di shooting, sfilate ed eventi legati al mondo della moda. Anna Rossi, 40 anni, vive a Castello di Godego, in provincia di Treviso, e negli ultimi anni ha trasformato una passione che coltivava fin da bambina in un percorso fatto di fotografia, concorsi e nuove esperienze. Il suo rapporto con la moda nasce da lontano, soprattutto dal fascino per gli abiti e per il mondo bridal, ma è attraverso i concorsi di bellezza che ha scoperto il piacere di stare davanti all’obiettivo e sulla passerella. Nel 2025 ha conquistato il titolo nazionale di Miss Reginetta d’Italia Over – categoria Junior e da due anni partecipa anche alla Milano Fashion Week come modella. Accanto alle esperienze professionali, questo percorso le ha regalato sicurezza, nuove opportunità e soprattutto incontri e amicizie che hanno assunto un valore importante nella sua vita.

Anna, partiamo da te: chi è la donna che si nasconde dietro gli shooting e le passerelle?

Mi chiamo Anna Rossi, ho 40 anni e vivo a Castello di Godego, in provincia di Treviso. Sono mamma di tre bambini di 12, 10 e 9 anni e la mia famiglia rappresenta sicuramente la parte più importante della mia vita. A livello professionale gestisco un’azienda familiare, un’attività che richiede impegno, organizzazione e responsabilità. Nel tempo libero, però, coltivo una passione completamente diversa: il mondo della fotografia, della moda e degli eventi.

Il tuo rapporto con la moda, però, non è nato recentemente.

Il fascino per la moda è qualcosa che mi accompagna da quando ero bambina. Ricordo che mi attiravano tantissimo gli abiti, i dettagli, l’eleganza e soprattutto gli abiti da sposa. Quel mondo mi sembrava quasi magico: mi colpivano la bellezza dei tessuti, le linee, i volumi e il modo in cui un abito riusciva a trasformare completamente l’immagine di una donna. All’epoca era semplicemente un interesse, una curiosità, qualcosa che osservavo con gli occhi di una bambina. Solo molti anni dopo ho capito che quella stessa attrazione verso la moda sarebbe tornata nella mia vita in una forma completamente nuova.

Quando è arrivato il vero incontro con la fotografia?

Il mio incontro con la fotografia è avvenuto quasi per caso, anche se guardandomi indietro penso che una certa attrazione verso questo mondo ci fosse già da molto tempo. Il vero incontro è arrivato attraverso i concorsi di bellezza. Partecipando ai primi eventi ho iniziato ad avere anche alcune opportunità legate agli shooting fotografici e da lì ho scoperto qualcosa che mi piaceva veramente molto: posare davanti all’obiettivo. All’inizio era soprattutto curiosità. Poi, esperienza dopo esperienza, ho iniziato a capire quanto una fotografia possa raccontare una persona.

Che cosa significa per te posare davanti a una macchina fotografica?

Posare non significa soltanto mettersi davanti a una macchina fotografica. Significa imparare a conoscere il proprio corpo, le proprie espressioni, i propri punti di forza e anche le proprie insicurezze. La fotografia mi ha aiutata molto anche personalmente. Mi ha permesso di acquisire maggiore fiducia in me stessa e di superare alcuni limiti che probabilmente mi ero imposta da sola. Per me la fotografia è soprattutto un modo di vedere una persona. La stessa donna può essere raccontata in tantissimi modi diversi: può essere elegante, forte, sensuale, fragile, romantica o determinata. Una fotografia può raccontare tantissime emozioni senza utilizzare nemmeno una parola. Forse è proprio questo che mi affascina: attraverso un abito, una posa, uno sguardo e una luce si può raccontare qualcosa che va molto oltre l’immagine.

Nel tuo percorso ci sono stati anche concorsi importanti. Qual è il traguardo che ricordi con maggiore soddisfazione?

Ho partecipato a diversi concorsi di bellezza e ognuno mi ha lasciato qualcosa. Sicuramente uno dei momenti più importanti è stata la vittoria del titolo nazionale Miss Reginetta d’Italia Over – categoria Junior 2025. È stata una grande soddisfazione perché dietro un risultato del genere non c’è soltanto il momento della premiazione. Ci sono l’emozione, la preparazione, la voglia di provarci e soprattutto il coraggio di esporsi. Per me ha rappresentato anche una conferma personale: spesso siamo noi stesse le prime a porci dei limiti.

Un ruolo importante nel tuo percorso lo ha avuto anche Leis Agency.

Sì, un ruolo davvero fondamentale nel mio percorso lo sta avendo Leis Agency. Non la considero semplicemente un’agenzia con cui collaboro, ma una realtà che ha creduto in me fin dall’inizio, che mi ha valorizzata e che mi ha dato la possibilità concreta di crescere. Con Leis Agency ho trovato persone capaci di vedere le mie potenzialità, di sostenermi e di propormi esperienze importanti. Per me questo conta tantissimo, perché in un ambiente come quello della moda non è scontato incontrare persone che sappiano accompagnarti con serietà, professionalità e fiducia.

Tra le esperienze più significative c’è anche la Milano Fashion Week.

Sì, è un’esperienza che sto vivendo già per il secondo anno come modella. Essere lì, respirare quell’atmosfera e vivere il dietro le quinte di un evento così importante è qualcosa che regala tantissime emozioni. E forse, pensando alla bambina che rimaneva incantata davanti agli abiti eleganti e soprattutto agli abiti da sposa, vivere oggi queste esperienze ha per me un significato ancora più speciale.

Che cosa ti ha regalato questo mondo, oltre alle esperienze professionali?

Sicuramente maggiore sicurezza e consapevolezza. Ma c’è anche un altro aspetto per me molto importante: grazie a questo ambiente ho conosciuto persone con cui sono nate amicizie vere, profonde e sincere. Ci sono incontri che iniziano dietro una passerella, durante uno shooting o in occasione di un evento e che poi continuano anche fuori da quel contesto. Alcune di queste persone sono diventate davvero importanti nella mia vita. Per questo non considero la fotografia soltanto un’esperienza artistica. È stata anche un’occasione di crescita umana e personale.

Come riesci a conciliare questa passione con la famiglia e il lavoro?

Naturalmente questo mondo richiede tempo ed energie. Quando hai una famiglia, dei figli e un lavoro bisogna imparare a organizzarsi molto bene. Ma non considero questo un vero sacrificio, perché quando qualcosa ti appassiona trovi sempre il modo di ritagliarti uno spazio. Essere mamma e avere delle responsabilità non significa dover rinunciare alla propria femminilità, ai propri sogni o alle proprie passioni. Essere mamma di tre figli, lavorare e contemporaneamente riuscire a trovare uno spazio per una propria passione mi fa sentire realizzata.

E i social che ruolo hanno nella tua vita?

I social fanno parte della mia quotidianità e occupano sicuramente un po’ di spazio nella mia vita, ma non mi definisco un’influencer. Utilizzo principalmente Instagram, Facebook e TikTok. Per me sono soprattutto un modo per condividere alcuni momenti della mia giornata, le esperienze legate alla moda, gli shooting, gli eventi e anche momenti molto semplici della mia vita quotidiana. Non cerco di costruire un personaggio diverso da quello che sono realmente. Preferisco mostrarmi in maniera naturale. Attraverso i social voglio semplicemente raccontare una donna reale: sono mamma, lavoro, ho una famiglia e una vita normalissima, ma allo stesso tempo ho deciso di coltivare una passione personale che mi permette di sentirmi bene, di divertirmi e di mettermi alla prova.

C’è anche un lato meno positivo legato all’esposizione sui social?

La cosa che mi piace meno è il giudizio troppo facile. Sui social spesso si vede soltanto una fotografia o pochi secondi di un video e si pensa di conoscere completamente una persona. Credo invece che dietro ogni immagine ci sia una storia che non sempre viene raccontata. Per questo cerco di vivere i social con leggerezza, prendendo gli aspetti positivi e cercando di non dare troppo peso alle critiche gratuite.

Che cosa diresti a una donna che ha paura di mettersi in gioco?

Direi semplicemente: provaci. Non bisogna necessariamente avere vent’anni, avere un fisico perfetto o appartenere già al mondo della moda. Molto spesso siamo noi donne le prime a pensare di non essere abbastanza. La realtà è che certe esperienze possono insegnarti tantissimo indipendentemente dal risultato. Una donna che non prova può perdere l’occasione di scoprire una nuova parte di se stessa. Magari non diventerà una modella professionista e magari non vincerà un concorso, ma potrebbe acquisire maggiore sicurezza, conoscere nuove persone e soprattutto imparare a guardarsi in maniera diversa. Il rischio più grande, secondo me, non è provare e sbagliare. È arrivare un giorno a chiedersi: “E se ci avessi provato?”

Cosa ti spinge ancora oggi a continuare a metterti in gioco?

La curiosità. Mi piace scoprire cosa può arrivare dopo. Ogni esperienza porta qualcosa di nuovo: un fotografo diverso, una passerella diversa, un abito particolare, un progetto che non avevi mai immaginato. E poi c’è anche la soddisfazione personale. Credo sia importante non dimenticarsi mai completamente di se stesse.

Come immagini il tuo futuro?

Per il futuro voglio continuare a vivere questo mondo con entusiasmo, senza trasformarlo in un’ossessione.

Mi piacerebbe continuare con gli shooting fotografici, partecipare a eventi di moda e cogliere le opportunità interessanti che potranno presentarsi. Spero anche di continuare il mio percorso con Leis Agency, perché per me rappresenta un punto di riferimento importante e una realtà con cui sento di poter crescere ancora molto. E, visto il fascino che gli abiti da sposa hanno sempre avuto per me, sarebbe bellissimo un giorno poter vivere anche qualche progetto importante legato proprio al mondo bridal, magari attraverso shooting, sfilate o collaborazioni. Sarebbe quasi come chiudere un cerchio: ritrovare da adulta quella stessa emozione che provavo da bambina guardando gli abiti da sposa e poterla vivere oggi in prima persona.

Se dovessi descrivere in una frase ciò che vuoi portare con te da questo percorso?

Vorrei essere una donna che continua ad avere voglia di mettersi in gioco. Non so se sarò ancora su una passerella o davanti a una macchina fotografica. Ma una cosa la so: voglio continuare a essere curiosa, appassionata e capace di emozionarmi. Perché credo che sentirsi vive, curiose e appassionate non abbia età.

Manuele Pereira

 

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