Quanto vale la mia casa: le cose principali da sapere

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Se hai un immobile di proprietà che non sfrutti (in cui non vivi, che non affitti né con contratti standard e né con contratti brevi, eccetera), questo potrebbe essere il momento migliore per venderlo. Come in ogni periodo di incertezza, infatti, il mattone è al momento l’investimento rifugio per molti italiani e, mettendo in vendita casa, potresti recuperare una buona liquidità in poco tempo. Ecco, a proposito di soldi, cosa che dovresti considerare prima di vendere casa.

Come valutare l’immobile prima di metterlo in vendita

Forse prima d’ora non ti sei mai chiesto quanto vale la mia casa, eppure è proprio da qui che dovresti partire se vuoi vendere casa in poco tempo, senza alcun intoppo e soprattutto essendo sicuro di averne un guadagno. In gergo si chiama valutazione immobiliare quel processo che porta a stimare il valore di mercato di una casa e, quindi, a stabilire il prezzo giusto a cui metterla in vendita. Parte del lavoro di un’agenzia o di un agente immobiliare consiste proprio nel valutare l’immobile secondo parametri professionali, prima di metterlo in vendita su mandato del proprietario. Rivolgersi a professionisti è sempre raccomandabile, soprattutto se non si ha molta esperienza con le compravendite di immobili e più in generale familiarità con il mercato immobiliare.

Quanto vale la propria casa: come calcolarlo

Puoi comunque iniziare a farti un’idea da te di quanto vale la tua casa considerando la formula più usata per le valutazioni immobiliari e, cioè,

valore di mercato = superficie commerciale X prezzi al metro quadro X coefficienti di merito

La superficie commerciale corrisponde essenzialmente alla metratura del tuo appartamento a cui devi aggiungere, se ci sono, balconi e terrazzi (per una percentuale variabile dal 30% al 50%), cantine e soffitte (tra il 20 e il 25%), giardini privati (per un massimo del 15%), box auto (fino al 60%), oltre ai muri perimetrali.

Per i prezzi al metro quadro puoi fare riferimento a quelli ufficiali dell’Agenzia delle Entrate che periodicamente aggiorna un elenco diviso per città, zone, quartieri. Come puoi immaginare, del resto, la quotazione di un appartamento in un palazzo storico in centro a Milano è (molto) diversa da quella di un casolare in campagna in Calabria.

I coefficienti di merito sono l’aspetto delle valutazioni immobiliari più ostico da gestire da soli. Si tratta di considerare, infatti, una serie molto variegata di fattori che possono aumentare o diminuire il valore del proprio immobile come il piano in cui si trova (quelli alti e luminosi valgono generalmente di più), la classe energetica (che, se A o superiore, fa aumentare la quotazione immobiliare), l’esposizione (spesso è considerata migliore quella a sud che rende più luminosi gli immobili), la disponibilità di ascensori o altri sistemi di elevazione (soprattutto per gli appartamenti ai piani alti), lo stato di conservazione e l’eventuale esigenza di lavori di ristrutturazione.

Formula standard a parte è bene sapere che anche una serie di dinamiche riguardanti le singole città, se non addirittura gli specifici quartieri, possono incidere sul valore commerciale dell’immobile: vendere casa in una zona in cui è appena stata aperta la metro e sono in atto interventi di riqualificazione in senso residenziale può fruttare di più, per esempio, che farlo in zone rurali e prive di servizi o che da anni si stanno svuotando.

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